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Autonomia

18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.4.3.6 Aspetti organizzativi nella gestione delle terapie anticoagulanti

  • Anticoagulanti
  • Anziano
  • Autonomia
  • Calcio
  • Calibrazione
  • Economia
  • Educazione
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Linee guida
  • Livello di istruzione
  • Medici
  • Medicina
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Personale sanitario
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sangue
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia anticoagulante orale ha assunto un ruolo fondamentale nella prevenzione dell'ictus cardioembolico, in specie nei pazienti con fibrillazione atriale. L'elevata frequenza della fibrillazione atriale nella popolazione anziana e l'aumento progressivo nei prossimi anni dei candidati a tale trattamento pone problemi organizzativi importanti nella gestione di terapie così delicate.

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Sintesi 15-10

  • Autonomia
  • Sintesi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

Il trattamento dell’aprassia è mirato a favorire l’autonomia quotidiana promuovendo la capacità di attuare attività funzionali nelle ADL mediante strategie di compenso o di reintegrazione del gesto secondo i modelli neurofisiologici più condivisi.

Sintesi 14-21

  • Autonomia
  • Pazienti
  • Sintesi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

I pazienti in età molto avanzata sono spesso esclusi senza plausibile giustificazione dai percorsi riabilitativi. Tale esclusione riduce fortemente le possibilità di recupero e di mantenimento dell'autonomia funzionale.

Raccomandazione 14.28 

  • Autonomia
  • Locomozione
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato l’intervento riabilitativo mirato a prevenire il degrado dell’autonomia a distanza dall’evento ictale purché orientato sugli obiettivi riabilitativi più significativi (es. locomozione).
L'intervento riabilitativo a distanza dall'evento ictale è indicato in caso di deterioramento dello stato funzionale e deve essere orientato su specifici obiettivi riabilitativi.

Raccomandazione 14.29 

  • Autonomia
  • Estensiva
  • Intensiva
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato un programma a lungo termine di realizzazione autonoma delle attività quotidiane, al fine di limitare il deterioramento del livello di autonomia raggiunto con la riabilitazione intensiva od estensiva.

Raccomandazione 15.10 

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Raccomandazione
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.1.2.5.2 Programmazione dei tempi di verifica e revisione del progetto

È indicato programmare controlli longitudinali per verificare il raggiungimento degli obiettivi sulla base della previsione del tempo necessario all'ottenimento dei risultati attesi e valutare l'autonomia raggiunta dal paziente nelle attività della vita quotidiana utilizzando il Barthel Index o la Functional Independence Measure (FIM)

Raccomandazione 15.6 

  • Autonomia
  • Raccomandazione
  • 15 Riabilitazione
  • GPP
Vai al volume: 15.1.2.4 Identificazione delle priorità (logiche e temporali) nel piano di assistenza

Nella pianificazione dell'intervento riabilitativo è indicato definire le priorità del piano di trattamento in ragione della gerarchia funzionale del recupero dell'autonomia e delle esigenze assistenziali.

Raccomandazione 15.3 

  • Abilità motorie
  • Autonomia
  • Ictus
  • Parametri
  • Raccomandazione
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.1.2.1 Scale per l'autonomia nelle attività di vita quotidiana

Entro i primi giorni dall'ammissione a strutture riabilitative, è indicato realizzare un bilancio delle condizioni cliniche e funzionali del soggetto colpito da ictus e del contesto socio-sanitario nel quale egli vive. Devono essere valutate l’autonomia ed i parametri relativi alle abilità motorie e cognitive.

Sintesi 14-14

  • Autonomia
  • Sintesi
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • 5a-2008
Vai al volume: 14.2.1.1.8 Gravità della compromissione funzionale

Gradi intermedi di perdita dell'autonomia e l'acquisizione del controllo del tronco si associano ad una maggiore efficacia del trattamento riabilitativo.

Sintesi 14-10

  • Afasia
  • Autonomia
  • Sintesi
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume: 14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

Una grave afasia condiziona negativamente il recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane.

Sintesi 14-8

  • Autonomia
  • Coma
  • Indicatori
  • Sintesi
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

Il coma all'esordio, la persistenza della perdita di controllo sfinterico e la lunga durata della plegia rappresentano indicatori predittivi sfavorevoli nei confronti del recupero dell'autonomia.

Raccomandazione 14.4 

  • Afasia
  • Autonomia
  • Coma
  • Deficit
  • Ictus
  • Quadro clinico
  • Raccomandazione
  • Tono muscolare
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

Nella valutazione dell'approccio riabilitativo è indicato considerare la gravità del quadro clinico dell'ictus (coma all'esordio, incontinenza sfinterica, persistenza di grave deficit) e la presenza di condizioni in grado di influenzare negativamente il recupero dell'autonomia (alterazioni gravi del tono muscolare, disfagia, emi-inattenzione, afasia globale).

Sintesi 14-5

  • Autonomia
  • Rischio
  • Sintesi
  • Strutture sanitarie
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.2.1.1.3 Livello di autonomia premorboso

I soggetti residenti in strutture sanitarie od assistenziali al momento dell'evento ictale presentano un rischio particolarmente elevato di compromissione ulteriore dell'autonomia.

1 Introduzione

  • 1 Introduzione
  • Anticoagulanti
  • Antropologia
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Carattere
  • Causa di morte
  • Confusione
  • Convalescenza
  • Costi
  • Crescita
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Donne
  • DRG
  • Economia
  • Economia sanitaria
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fronte
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Reddito
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tariffa
  • Volume
  • 5a-2008

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A-IV Protocolli in acuto

  • Accettazione
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Braccio
  • Carattere
  • Comunicazione
  • Consenso informato
  • Copertura assicurativa
  • Cuore
  • Dichiarazione di Helsinki
  • Emergenza
  • Etica
  • Famiglia
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Linee guida
  • Morale
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Rifiuto
  • Rischio
  • Salute
  • Società
  • Sperimentazioni cliniche
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tariffa
  • Volume

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Ricerca clinica in emergenza nell'ictus cerebrale acuto: proposta di criteri condivisi per la valutazione etica dei protocolli

questo contributo è stato presentato a STROKE2001, Firenze, 19-20 febbraio 2001.

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18.7.2 Scelta delle misure di esito e controllo delle variabili indipendenti

  • Adulto
  • Anziano
  • Autonomia
  • Disabilità
  • Menomazione
  • Odds ratio
  • Percezione
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Ruoli
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I risultati del trattamento riabilitativo si misurano a più livelli: la capacità dell’approccio di indurre un recupero intrinseco si valuta specificamente con misure di menomazione, mentre l’efficacia del trattamento ai fini del recupero funzionale in genere (intrinseco o adattivo che sia) con scale di autonomia globale. Entrambi i tipi di esito realizzano un impatto indipendente sulla percezione del beneficio da parte dell’utente e quindi sulla qualità della vita.

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17.2.2.2 Ictus nel giovane adulto

  • 6a-2011
  • Adulto
  • Alcolismo
  • Autonomia
  • Collo
  • Diabete mellito
  • Dissezione
  • Fumo
  • Ictus
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sopravvissuti
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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I soggetti con ictus cerebrale in età giovanile hanno tassi di mortalità più elevata rispetto ai soggetti di pari età e sesso; la differenza è maggiore rispetto a quella che si riscontra nei soggetti anziani. [NaessH,2010]

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16.8 Riabilitazione dei disturbi cognitivi dopo ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deficit neurologico
  • Demenza
  • Evidenze
  • Funzioni corticali superiori
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Memoria
  • Pazienti
  • Percezione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Come si è visto, i disturbi dello stato cognitivo ed affettivo dopo un ictus sono frequenti e sembrano contribuire in modo rilevante alla disabilità, limitando inoltre le possibilità di recupero funzionale. Nella pratica corrente, la rieducazione motoria è spesso associata ad interventi riabilitativi volti a migliorare la performance cognitiva dei pazienti con ictus, la così detta riabilitazione cognitiva.

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16.6.2 Aspetti bioetici nella terapia dei soggetti con demenza

  • Autonomia
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Etica
  • Isteria
  • Partecipazione
  • Psichiatria
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Rischio
  • Segni
  • Sperimentazioni cliniche
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapie sperimentali
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La terapia - farmacologica e non farmacologica - dei soggetti con demenza pone problemi bioetici articolati e spesso complessi.[390] Gli elementi che caratterizzano questa problematica sono: il tipo e lo scopo della terapia; la fase di sviluppo della specifica terapia; il grado di riduzione dell'autonomia decisionale (incapacità) del soggetto.

Gli aspetti da prendere in considerazione nella valutazione bioetica dell'impiego di tali terapie in soggetti con segni di demenza vascolare sono:

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16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.3.2 Test neuropsicologici

  • Autonomia
  • Consapevolezza
  • Ictus
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Memoria
  • Orientamento
  • Percezione
  • Percezione visiva
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Al di là dell'inquadramento clinico, la valutazione neuropsicologica deve essere supportata da test specifici in tutte le fasi successive all'ictus al fine di indagare le seguenti funzioni:

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15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Memoria
  • Orientamento
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Tempi di degenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La compromissione cognitiva caratterizzata da problemi di memoria, di orientamento e di attenzione è frequente nei pazienti con ictus e interferisce con il recupero funzionale, in particolare con le capacità del paziente di apprendere, ovvero di partecipare e trarre beneficio dal trattamento riabilitativo.[511] La persistenza di questi disturbi ha un particolare impatto sui caregiver dopo il rientro in famiglia; infatti una compromissione cognitiva è stata associata, non solo con un rallen

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15.3.4 Cadute

  • Autonomia
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Incontinenza urinaria
  • Programma di rinforzo
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le cadute rappresentano un evento di rilevanza anche grave che può realizzarsi nel corso del recupero, e si verificano con una frequenza variabile (20%-50% nelle varie casistiche),[505, 506, 507] ma fortunatamente con una percentuale non elevata di eventi fratturativi.[508] Sono stati indi

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15.3 Approccio alla comorbosità ed alle complicanze che influenzano il recupero dell'autonomia

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Estensiva
  • Ictus
  • Influenza
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Questa sezione illustra l'influenza delle condizioni cliniche che coesistono con gli esiti dell'ictus, sul recupero dell'autonomia. Sebbene gran parte di tali condizioni assumano anche il ruolo di fattori predittivi, può essere clinicamente rilevante trattare selettivamente i quadri clinici che compromettono l'autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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15.2.4.3.2 Pianificazione e comunicazione con le strutture di intervento socio-sanitario

  • Amici
  • Anziano
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza Domiciliare Integrata
  • Assistenza tecnica
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Costi
  • Deficit
  • Depressione
  • Disabili
  • Economia
  • Economia e impegno delle risorse
  • Economia sanitaria
  • Educazione
  • Famiglia
  • Handicap
  • Ictus
  • Igiene
  • Infermieri
  • Malattia
  • Medici
  • Medici di famiglia
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Persone
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Ruolo del medico
  • Salute
  • Socializzazione
  • Spesa
  • Stroke
  • Stroke Service
  • Studi
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Uova
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.

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15.2.4.3 Recupero delle abilità nelle attività della vita quotidiana: Interventi sull'ambiente di vita

  • Anziano
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Famiglia
  • Genitori
  • Ictus
  • Malattia
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Persone
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Salute
  • Stile di vita
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Nella realtà italiana la centralità della famiglia nella cura della malattia e nella tutela della salute è un dato consolidato. Le famiglie con un disabile sono l'11,2% del totale, quelle con un disabile grave sono il 6,6%. Circa un milione e mezzo di persone tra i 35 e i 69 anni hanno almeno un genitore non convivente con problemi di autonomia; l'82,7% di questi vede i propri genitori almeno una volta a settimana.[475]

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15.2.4.2.2 Ortesi e ausili

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Autonomia della persona
  • Caviglia
  • Linee guida
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Protesi
  • Spostamenti
  • Studi
  • Supinazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'ausilio è un mezzo esterno che facilita le attività della vita quotidiana (p.e. la carrozzina negli spostamenti). L'ortesi è sempre un apparato esterno ma che agisce direttamente migliorando la funzione (p.e. ortesi di caviglia per limitare la flessione dorsale e/o la supinazione). Sia gli ausili che le ortesi, introducendo cambiamenti anche piccoli, possono modificare sostanzialmente l'autonomia della persona disabile.

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15.2.4.2.1 La terapia occupazionale

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Disabili
  • Disabilità
  • Intensiva
  • Partecipazione
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'obiettivo dell'attività professionale del terapista occupazionale consiste nel minimizzare la disabilità. A tale scopo vengono impiegate strategie per esaltare la funzionalità residua, rieducare il paziente alla gestione della propria persona e alle attività della vita quotidiana (ADL). La terapia occupazionale ha come primo ruolo quello di migliorare l'autonomia nell'operatività e l'abituale partecipazione sociale.

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15.2.4.1.4 Integrazione sensitivo-motoria e sensoriale

  • Abilità motorie
  • Affetto
  • Agopuntura
  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Autonomia
  • Bocca
  • Contrazione muscolare
  • Corteccia motoria
  • Disinibizione
  • Dolore
  • Esercizio
  • Fronte
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Intensiva
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Psicologia
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Rischio
  • Risorse umane
  • Robotica
  • Sindrome
  • Sistema nervoso
  • Spalla
  • Spostamento
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Trattamenti terapeutici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'interesse nei confronti di tecniche di integrazione sensitivo-motoria corrisponde alla necessità di sperimentare approcci che riconoscano una plausibilità biologica. Alcuni studi hanno associato il potenziamento della stimolazione afferente con ampliamento della rappresentazione corticale dell'arto paretico correlabile a fenomeni di neuroplasticità.

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15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

  • Afasia
  • Apprendimento
  • Aprassia ideomotoria
  • Articolazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capacità di comunicazione
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Deglutizione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Disartria
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi della parola
  • Educazione
  • Emiplegia
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Fonazione
  • Fronte
  • Gesti
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Influenza
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Logoterapia
  • Memoria
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Neglect
  • Neurologia
  • Neuropsicologia
  • Osservazione
  • Paresi
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prognosi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Rifiuto
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Afasia

L'afasia è rilevabile in circa il 30% dei pazienti colpiti da ictus.[298] La prognosi dipende in modo marcato dalla gravità iniziale: nelle forme lievi si osserva un recupero spontaneo nelle prime due settimane dopo l'ictus, mentre il deficit di linguaggio è persistente negli altri casi (15%-20% dei pazienti sono ancora afasici a sei mesi).

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15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Educazione
  • Evidenze
  • Ictus
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Neurofisiologia
  • Occlusione
  • Paresi
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stimolazione elettrica
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La perdita di destrezza nell'uso dell'arto superiore rappresenta uno dei principali fattori di disabilità persistente post-ictus.

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15.2.3.4 Continuità

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Disabili
  • Disabilità
  • Disturbi cognitivi
  • Educazione
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Medicina
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Trasferimento del paziente
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo può comportare un percorso assistenziale che si realizza in sedi diverse, in funzione degli obiettivi perseguiti e delle condizioni relazionali e sociali del soggetto malato.

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15.2.3.2 Intensività

  • Autonomia
  • Educazione
  • Estensiva
  • Giudizio
  • Intensiva
  • Intervento precoce
  • Linee guida
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rieducazione
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Le linee guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione (1998) [110] distinguono la degenza intensiva da quella estensiva anche in base al tempo complessivamente dedicato ad attività direttamente o indirettamente rivolte al recupero ed alla riabilitazione, nella convinzione che patologie disabilitanti più complesse richiedano maggiori risorse.

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15.2.3.1 Precocità dell'intervento

  • Autonomia
  • Casistica
  • Coscienza
  • Emergenza
  • Fronte
  • Ictus
  • Immobilizzazione
  • Malattie
  • Manipolazione
  • Nutrizionale
  • Personale infermieristico
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stato nutrizionale
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo individuale e i programmi attuativi (dedicati agli obiettivi dell'assistenza riabilitativa) sono preparati, di norma, dopo qualche giorno dall'ictus e sono successivamente verificati nel tempo ed eventualmente modificati a seconda delle caratteristiche della situazione clinica od ambientale.[97] È infatti indicato integrare fin dalla fase acuta l'attività di prevenzione della disabilità con il programma diagnostico ed il trattamento di emergenza.

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15.2.2 Obiettivi a breve e lungo termine

  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Famiglia
  • Influenza
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La definizione degli obiettivi è basata sui dati raccolti con la valutazione, sull'aspettativa in termini prognostici, ossia sulla previsione di modificabilità, sulle caratteristiche operative della struttura assistenziale e sulle esigenze pratiche del paziente, della famiglia e dell'ambiente.

In generale gli obiettivi di base puntano ad una soddisfacente autonomia nelle attività principali della vita quotidiana e successivamente, se possibile, al recupero di abilità che permettano di contenere o superare lo svantaggio sociale ed economico.

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15.1.2.5.4 Contenuti delle comunicazioni indirizzate alle altre strutture sanitarie coinvolte e preparazione della relazione di

  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Ictus
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Mano
  • Patologia
  • Pressione
  • Prognosi
  • Sindrome
  • Spalla
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Mentre la realizzazione di una prognosi riguardante la sopravvivenza e la sua comunicazione al paziente ed ai familiari è il compito proprio dello specialista clinico, le prime previsioni sull'autonomia nella deambulazione e la ripresa motoria degli arti basata sulla perdita di coscienza all'esordio dell'ictus, sulla rapidità di aggravamento del deficit e sul recupero dell'attività motoria, talora già al termine della prima settimana,[61] possono essere fornite dal team riabilitativ

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15.1.2.5.3 Coinvolgimento del paziente nella stesura del progetto

  • Accettazione
  • Attivazione
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capo
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Consulenti
  • Costi
  • Emergenza
  • Famiglia
  • Ictus
  • Igiene
  • Malattia
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Spostamento
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Molti lavori hanno sottolineato l'importanza di ottenere non solo la collaborazione del paziente, bensì di raggiungere un ruolo attivo del paziente e dei suoi familiari nel processo di recupero.

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15.1.2.5.2 Programmazione dei tempi di verifica e revisione del progetto

  • Autonomia
  • Cola
  • Ictus
  • Indicatori
  • Linee guida
  • Linee Guida per la riabilitazione
  • Malattie
  • Minor
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I tempi di verifica possono essere stabiliti in base a diversi criteri: infatti la verifica può essere programmata a scadenza fissa (giorni o settimane trascorsi dal precedente controllo) oppure si procede sulla base delle esperienze analoghe degli operatori attraverso la raccolta di indicatori od infine in relazione al raggiungimento di un obiettivo parziale. Quest'ultimo approccio si basa fondamentalmente sulle regole della pianificazione della qualità che codificano la sequenza: pianificazione, esecuzione, verifica e generalizzazione/revisione (ciclo PDCA di Deming).

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15.1.2.5.1 Valutazione delle risorse assistenziali necessarie e sviluppo del programma settimanale di trattamento intensivo

  • Apprendimento
  • Attivazione
  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Medicina
  • Ortesi
  • Ospedali
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Stimolazione elettrica
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Con il paziente e la famiglia occorre concordare un progetto individualizzato che definisca la prognosi, le aspettative e le priorità del paziente e dei suoi familiari.

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15.1.2.5 Intervento del team interdisciplinare

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Educazione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medicina
  • Morte
  • Partecipazione
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Rischio
  • Sostegno sociale
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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I diversi operatori coinvolti nel processo sanitario della fase acuta perseguono obiettivi specifici della fase precoce dell'assistenza e terminano il loro compito quando questi sono stati raggiunti. Ad esempio, quando sono superati i tempi che portano alla stabilizzazione della lesione cerebrale ed al contenimento del rischio di morte correlato alla condizione di acuzie dell'ictus, i programmi clinici sono rivolti ad altri obiettivi, quali la limitazione delle complicanze e il potenziamento dell'autonomia.

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15.1.2.4 Identificazione delle priorità (logiche e temporali) nel piano di assistenza

  • Abilità di comunicazione
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Disabilità
  • Ictus
  • Infermieri
  • Linguaggio
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Ruoli
  • Spostamenti
  • Volume
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione

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Gli obiettivi dell'assistenza nella fase acuta dell'ictus comprendono elementi in grado di influenzare direttamente l'esito clinico, in termini di disabilità residua, senza incidere sulla lesione cerebrale o sulle condizioni generali (intese come comorbosità e complicanze).

L'identificazione delle priorità del trattamento riabilitativo è condizionata dalle caratteristiche del bilancio e dalla gerarchia funzionale delle prestazioni che caratterizzano un recupero anche parziale dell'autonomia.

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15.1.2.3 Criteri e definizione degli obiettivi a breve e lungo termine

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Famiglia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La gestione per obiettivi in riabilitazione è pratica comune e riguarda diverse problematiche,[21, 22, 23, 24, 25] comprendenti anche l'ictus.[26

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15.1.2.1 Scale per l'autonomia nelle attività di vita quotidiana

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Controllo del comportamento
  • FAD
  • Handicap
  • Ictus
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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In riabilitazione è fondamentale valutare la disabilità del paziente prima e dopo il trattamento riabilitativo.

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15.1.2 Valutazione di menomazione, attività e partecipazione nei domini motorio-cognitivo e psico-comportamentale

  • Anestesia
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Capo
  • Comunicazione
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Disturbi del linguaggio
  • Famiglia
  • Forza muscolare
  • Handicap
  • Ictus
  • Ipoestesia
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Manipolazione
  • Menomazione
  • Nutrizionale
  • Orientamento
  • Parametri
  • Relazioni interpersonali
  • Resistenza fisica
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stato nutrizionale
  • Stroke
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il bilancio del paziente candidato all'assistenza riabilitativa richiede una valutazione standardizzata delle seguenti condizioni: stato generale, fattori sociali ed ambientali, condizioni motorie, sensibilità, stato cognitivo, condizioni psichiche, comunicazione, caratteristiche del supporto esterno, autonomia nelle attività della vita quotidiana.

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15 Riabilitazione

  • Autonomia
  • Ictus
  • Linee guida
  • Progetto riabilitativo
  • Programmi riabilitativi
  • Riabilitazione
  • Segnali
  • Sforzo
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Negli ultimi anni si è assistito ad una lenta tendenza alla omogeneizzazione delle attività di riabilitazione nelle strutture accreditate al recupero dell’autonomia dopo un evento ictale. Nonostante tale impegno, sottoscritto da tutte le società scientifiche interessate, è ancora in fase di avvio il percorso verso una chiara configurazione del progetto riabilitativo ed una dettagliata esplicitazione (a cui fa seguito un’attenta realizzazione) dei programmi riabilitativi.

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14.6.1 Considerazioni generali

  • Autonomia
  • Comunicazione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Malattia
  • Motivazione
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Tessuti
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Recentemente nelle strutture per la gestione della fase acuta, oltre ad una pronta diagnosi e terapia, viene fornito un programma di cura e di assistenza riabilitativa, che pone il malato e la sua famiglia al centro del lavoro di un gruppo multidisciplinare.[12] In questa direzione si pongono l'informazione e l'educazione fornite sin dalla fase acuta della malattia, poiché è possibile ritenere che queste migliorino l'aderenza al trattamento medico, il processo di adattamento, la motivazione del paziente

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14.5 Il trattamento nutrizionale nella fase riabilitativa e di continuità assistenziale

  • Autonomia
  • Ictus
  • Nutrizionale
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il trattamento nutrizionale del malato con ictus in riabilitazione si propone non solo di preservare o recuperare uno stato di nutrizione accettabile, ma anche di favorire lo svolgimento delle terapie riabilitative e il raggiungimento della massima autonomia individuale possibile.

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.3.9.1 La valutazione e il monitoraggio degli esiti

  • Autonomia
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Programmi riabilitativi
  • Quadro clinico
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Dopo un anno si assiste in genere ad una stabilizzazione del quadro clinico e, se il paziente è stato trattato appropriatamente, si raggiunge la massima autonomia possibile compatibilmente con il danno prodotto dall'ictus.

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14.3.7.5 La valutazione del domicilio

  • Autonomia
  • Linee guida
  • Spostamenti
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'équipe territoriale ha il compito di valutare il domicilio del paziente allo scopo di verificare la possibilità di migliorare l'autonomia con opportuni adattamenti ambientali con l'aiuto di chi si occupa di lui.

La verifica delle caratteristiche della casa del paziente andrebbe fatta quando ancora il paziente è ricoverato per preparare in modo ottimale il ritorno del paziente a domicilio.

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14.3.7.4 Tipo di trattamento

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Esercizio
  • Famiglia
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni indicano i criteri di utilizzo delle varie strutture riabilitative.[28] Fra questi vanno segnalati i requisiti di impiego delle strutture di day hospital ed i centri ambulatoriali di riabilitazione.

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14.3.7.2.1 Pazienti con ictus medio grave

  • Autonomia
  • Estensiva
  • Ictus
  • Intensiva
  • Malattie
  • Motivazione
  • Neoplasie
  • Patologia
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I soggetti con Barthel Index fra 10 e 14 e con sindrome clinica prevalentemente ascrivibile a LACI e PACI, sono i candidati più appropriati per un intervento riabilitativo intensivo. È richiesto che il paziente possa sostenere almeno 3 ore di riabilitazione al giorno per migliorare le prestazioni fisiche, cognitive e la motivazione.

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14.3.6 Chi, quale paziente, per quale struttura: allocazione dei pazienti nelle sedi assistenziali disponibili

  • Autonomia
  • Coma
  • Intensiva
  • Menomazione
  • Minor
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Sindrome
  • Sindromi Lacunari
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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In un percorso ottimale occorre individuare il miglior setting riabilitativo in base alle condizioni cliniche e di disabilità del paziente oltre che alla distanza temporale dall'evento acuto (Figura 14.1).

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14.3 Il setting assistenziale: chi, dove, quando

  • Assistenza a lungo termine
  • Autonomia
  • Ictus
  • Medici
  • Popolazione
  • Strutture sanitarie
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Questa sezione illustra i criteri di identificazione della sede più appropriata di assistenza, in relazione alle caratteristiche cliniche del paziente ed alle risorse delle strutture sanitarie.

Le informazioni disponibili consentono di rispondere al quesito relativo a dove offrire le prestazioni più idonee ad ottenere il miglior livello di autonomia ed alle richieste relative alle possibili esigenze future di prestazioni assistenziali.

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14.2.1.1.8 Gravità della compromissione funzionale

  • Autonomia
  • Casistica
  • Comprensione
  • Deficit
  • Fascia
  • Ictus
  • Medicina
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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a. autonomia nella vita quotidiana: la gravità della disabilità emergente valutata in fase acuta tramite misure globali di autonomia, (scala di Barthel, scala FIM-Functional Independence Measure), rappresenta una delle variabili predittive più potenti ai fini dell'esito funzionale.[
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14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

  • Afasia
  • Agnosia
  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coma
  • Comprensione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Disturbi del linguaggio
  • Emiplegia
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gastrostomia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Indicatori
  • Infezione
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Malnutrizione
  • Menomazione
  • Minor
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Neglect
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rischio
  • Scandinavian Stroke Scale
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Tempi di degenza
  • Tono muscolare
  • Tosse
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La tipologia dell'espressione clinica è, tra i fattori emergenti dopo ictus, quello gravato dal maggior significato prognostico ai fini della probabilità di sopravvivenza, di complicanze in fase acuta e di recupero funzionale.[78, 79, 80] La gravità della compromissione neurologica globale è misurabile con scale cliniche quali la Scandinav

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14.2.1.1.6 Sede ed entità della lesione

  • Autonomia
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Consapevolezza
  • Deficit
  • Ictus
  • Pazienti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La sede della lesione encefalica gioca un ruolo cruciale nel determinare l'espressione clinica e, di conseguenza, l'esito funzionale.

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14.2.1.1.3 Livello di autonomia premorboso

  • Autonomia
  • Deficit
  • Emergenza
  • Handicap
  • Istituzionalizzazione
  • Pensare
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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È ragionevole pensare che il livello funzionale mostrato dal paziente prima dell'evento ictale individui la condizione basale di riferimento cui è mirato il processo riabilitativo indicando il presumibile plateau del recupero atteso. Inoltre, la preesistenza di disabilità incrementa il rischio di complicanze correlate all'emergenza di deficit motorio e può limitare le risorse residue disponibili per l'acquisizione di un'autonomia modificata.

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14.2 Prognosi funzionale dopo l'ictus

  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Ictus
  • Medici
  • Minor
  • Parametri
  • Progetto riabilitativo
  • Rischio
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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In questa sezione si intendono identificare i parametri che consentono di predire l'evoluzione funzionale dopo un evento ictale, in termini di recupero dell'autonomia nelle attività della vita quotidiana e delle singole attività maggiormente compromesse dal danno cerebrale.

Alla luce delle informazioni riportate nella sezione potrà essere data una risposta attendibile ai quesiti relativi all'aspettativa di recupero, formulati sia nella fase precoce dell'ictus che a distanza da esso.

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14.1.2 Caratteristiche dell'assistenza a fini riabilitativi correlate all'epoca dell'intervento

  • Abitudini
  • Apprendimento
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infermieristica
  • Intensiva
  • Invecchiamento
  • Malattia
  • Malattie
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prevenzione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Il percorso assistenziale a fini riabilitativi è caratterizzato da obiettivi diversi a seconda delle esigenze correlate alla fase clinica.[28] In linea generale, le finalità degli interventi che si realizzano in tempi diversi rispetto all'evento ictale, possono essere distinte come segue:

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  </div>
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    <div class=
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14.1.1 Finalità e caratteristiche dell'assistenza destinata al soggetto che ha subito un ictus, dopo la fase di acuzie

  • Apprendimento
  • Assistenza medica
  • Autonomia
  • Dipendenza
  • Educazione
  • Handicap
  • Ictus
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Logoterapia
  • Malattia
  • Morte
  • Osservazione
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Salute
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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I punti di seguito espressi definiscono le esigenze globali del paziente che ha subito un ictus secondo le indicazioni fornite da autorevoli fonti di informazione:[1]

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14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

  • Assistenza subacuta
  • Autonomia
  • Competenze professionali
  • Ictus
  • Infermieristica
  • Professioni sanitarie
  • Rischio
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scopo di questa sezione è identificare sia le caratteristiche peculiari dell’assistenza rivolta ad un soggetto che ha subito un ictus sia i rapporti dell’attività svolta ai fini del recupero dell’autonomia con quella correlata all’assistenza subacuta a lungo termine.

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disabilità
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emergenza
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenobarbital
  • Fenotiazine
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Indicatori
  • Infermieri
  • Infezione
  • Intensiva
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Malattia
  • Malattie
  • Menomazione
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Potenziamento a lungo termine
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Spalla
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trattamenti riabilitativi
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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11.5.2.2 Timing e scelta delle modalità di somministrazione della nutrizione

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Affetto
  • Alimenti
  • Alimenti e bevande
  • Apparato gastroenterico
  • Autonomia
  • Bevande
  • Broncopolmonite
  • Concentrazione
  • Deglutizione
  • Dieta
  • Dietetica
  • Disturbi della deglutizione
  • Glutine
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Lattosio
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Micronutrienti
  • Mortalità
  • Morte
  • Mucosa intestinale
  • Nutrizionale
  • Orientamento
  • Paresi
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rischio
  • Stato nutrizionale
  • Studi
  • Terapia nutrizionale
  • Traslocazione batterica
  • Volume

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Il timing e la scelta della modalità di somministrazione della nutrizione sono condizionati innanzitutto dalle condizioni cliniche del paziente. Come discusso in dettaglio nel § 11.5.3, molti pazienti con patologie cerebrovascolari, ed in particolare quelli che necessitano di trattamento intensivo, non sono in grado di alimentarsi per via orale, anche in considerazione dell'elevato rischio di aspirazione polmonare, particolarmente frequente nei pazienti con disturbi della deglutizione.

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9.1.2.4 Scale di valutazione neurologica in fase acuta

  • 9 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Diagnosi)
  • Afasia
  • Atassia
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Dipendenza
  • Edema
  • Edema cerebrale
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Istituzionalizzazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Morte
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Occlusione
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Personale infermieristico
  • Prognosi
  • Rischio
  • Salute
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Visione
  • Volume

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Tra i fattori clinici, la gravità dell'ictus rappresenta un importante fattore predittivo dell'esito funzionale.[59] Molte scale sono state sviluppate in questi anni con lo scopo di misurare tale gravità e di monitorarne l'evoluzione nel tempo anche ai fini della definizione prognostica.

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8.7.2 Problemi etici relativi all'accesso alla stroke unit

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Afasia
  • American Medical Association
  • Arresto cardiaco
  • Assistenza medica
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Comportamento
  • Conflitto
  • Coscienza
  • Costi
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabili
  • Disabilità
  • Do Not Resuscitate
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Giudizio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Linee guida
  • Medici
  • Medicina
  • Morale
  • Neurologia
  • Obblighi morali
  • Osmosi
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rianimazione
  • Rianimazione cardiopolmonare
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sepsi
  • Stato vegetativo persistente
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Trombosi
  • Volume

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A questo proposito si pone però un problema bioetico difficile: quello della priorità nell'accesso alla stroke unit. Infatti, malgrado le stroke unit si stiano diffondendo abbastanza rapidamente nel nostro paese, tuttora molti ospedali ne sono sprovvisti e in molti di quelli che le hanno attivate esse non sono dimensionate in modo da accettare tutti i pazienti con ictus che giungono in ospedale.

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7.1.1 Considerazioni bioetiche sul controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili

  • 7 Prevenzione primaria
  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Autonomia
  • Comportamento
  • Educazione
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genetica
  • Malattie
  • Medicina
  • Popolazione
  • Pressione
  • Rischio
  • Salute
  • Strutture pubbliche
  • Volume

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Il controllo non farmacologico dei fattori di rischio modificabili viene generalmente proposto mediante campagne di informazione e di educazione dirette alla popolazione generale. Non vi è dubbio che queste campagne siano importanti e che abbiano dimostrato una notevole efficacia, specie negli Stati Uniti, relativamente alle abitudini alimentari, all'attività fisica e al fumo di sigaretta.

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Sintesi 1–5

  • 1 Introduzione
  • Autonomia
  • Economia
  • Etica
  • Linee guida
  • Sintesi
Vai al volume:

Il quadro etico di riferimento di queste linee guida si è basato su quattro principi fondamentali:

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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