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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i
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Il rapporto fra livelli di colesterolo e ictus è meno stretto e definito rispetto a quello che la colesterolemia ha con la cardiopatia ischemica. Diversi studi osservazionali negli ultimi anni hanno suggerito il ruolo del colesterolo come fattore di rischio per ictus. Inoltre, importanti studi di intervento hanno dimostrato che il decremento dei livelli di LDL colesterolo ottenuto con statine riduce il rischio di ictus.
L'eziopatogenesi della depressione post-ictus è verosimilmente multifattoriale. Le persone di sesso femminile, con precedenti psichiatrici e/o cerebrovascolari, con scolarità elevata, con marcata disabilità e con problematiche familiari e sociali sono più esposte al rischio di depressione. La probabilità di sviluppare depressione cresce in maniera esponenziale con l’aumentare dei fattori di rischio.
Sono indicate per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, una opportuna informazione sull’ictus ed una educazione a stili di vita adeguati in quanto è dimostrato che possono produrre una diminuzione dell’incidenza dell’ictus e della mortalità per questa patologia.
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Le risorse mediche sono limitate ogniqualvolta si configura una situazione – a livello locale o generale – in cui i servizi di cura e assistenza sono quantitativamente inferiori alle necessità massime prevedibili. Potrebbe essere introdotto anche il problema della qualità del servizio medico offerto, ma ciò esula dal contesto di questa discussione.
Sostanzialmente, quindi, le risorse mediche sono per definizione sempre limitate.
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A proposito degli screening di popolazione, implicitamente indicati come strumento di prevenzione primaria nella sezione precedente, si pone il problema bioetico generale di questo tipo di intervento di sanità pubblica. Sintetizzando le indicazioni etiche cui giunge un interessante documento elaborato dalla Consulta di Bioetica,[14] uno screening è eticamente accettabile quando:
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La Medicina Generale costituisce il punto chiave della prevenzione primaria; essa è infatti “la specialità medica che fornisce un’assistenza continuativa e completa all’individuo e alla famiglia” (American Academy of Family Physicians), “una forma di assistenza medica in cui assumono particolare importanza il contatto primario e la responsabilità continuativa nei confronti del paziente, sia nella prevenzione che nella terapia” (American Board of Family Practice), “un servizio medico primario, continuo e completo, o
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L’aura emicranica è definita come “episodi ricorrenti di sintomi neurologici focali reversibili che si sviluppano gradualmente nell’arco di 5-20 minuti, fino ad un massimo di 60 minuti. [Headache,2004] L’aura tipica consiste in sintomi visivi, spesso di tipo positivo, associati o meno a deficit della sensibilità e/o deficit del linguaggio.
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Un soggetto affetto da demenza, e quindi anche da demenza vascolare, perde progressivamente le capacità necessarie allo svolgimento delle ordinarie attività quotidiane e di conseguenza anche le abilità necessarie alla gestione delle proprie finanze. Ad uno stadio avanzato di malattia il paziente potrà quindi trovarsi nella condizione di essere "incapace di intendere e di volere".
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In questi ultimi anni si è verificato un acceso dibattito sull'eziopatogenesi della depressione post-ictus ed in particolare sull'associazione o meno della depressione post-ictus con lesioni in specifiche aree cerebrali.
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I pazienti con esiti di ictus sono svantaggiati in diversi ambiti.
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Nella realtà italiana la centralità della famiglia nella cura della malattia e nella tutela della salute è un dato consolidato. Le famiglie con un disabile sono l'11,2% del totale, quelle con un disabile grave sono il 6,6%. Circa un milione e mezzo di persone tra i 35 e i 69 anni hanno almeno un genitore non convivente con problemi di autonomia; l'82,7% di questi vede i propri genitori almeno una volta a settimana.[475]
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Un ulteriore aspetto, evidenziato da ricerche sui problemi circa il reinserimento familiare e che riguarda la situazione di inabilità, è quello di riuscire a creare un ambiente consono alla situazione. Diviene necessario che le attenzioni del gruppo multidisciplinare, coinvolto nell'assistenza ospedaliera, sia nella fase acuta sia in quella riabilitativa, prosegua la propria attività nella fase di reinserimento presso il proprio domicilio.
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L'informazione sta diventando sempre più un elemento importante sia all'interno del rapporto medico-paziente sia nell'ambito dei mass-media che propongono una vasta serie di informazioni. A fronte di questa rilevazione non ci sono certezze rispetto all'efficacia di questo intervento rispetto al miglioramento dei vari tipi di esito per i pazienti e i familiari.
Una recente metanalisi ha preso in considerazione i diversi studi pubblicati sull'argomento.[342]
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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.
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L'importanza della precocità e dell'intensività del trattamento riabilitativo è stata sviluppata in altra sezione. In questa sezione occorre definire quanto a lungo occorre trattare le persone colpite da ictus.
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La definizione di uno specifico progetto riabilitativo deve basarsi su criteri quanto più possibile oggettivi che definiscono le priorità idonee a selezionare le persone che possono trarre il maggior beneficio dagli specifici programmi riabilitativi.
È opinione diffusa, esplicitata anche dalle linee guida AHCPR (1995),[11] che i parametri di valutazione, che condizionano la scelta della sede di assistenza riabilitativa, dovrebbero essere i seguenti:
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Le residenze sanitarie assistenziali (RSA) sono strutture dedicate a persone disabili non autosufficienti che non possono essere assistite a domicilio, con esiti stabilizzati di patologie, fisiche, psichiche, sensoriali o miste. I programmi riabilitativi possono essere di tipo estensivo integrati con i programmi assistenziali. Si parla in questi casi di progetti riabilitativi di struttura caratterizzati da indicazioni riabilitative globali (p.e. strategia per la prevenzione delle cadute accidentali ecc.) più che di specifici progetti riabilitativi individuali.
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Vi sono dati ottenuti da buoni studi di coorte.
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L'incidenza di ictus è fortemente correlata ai valori di pressione arteriosa, sia sistolica che diastolica. La recente revisione dei dati dello studio di Framingham e i dati provenienti dal Copenhagen City Heart Study dimostrano una maggiore incidenza di ictus nei pazienti ipertesi, sia sisto-diastolici che sistolici isolati.
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Si intende per emorragia intracerebrale primaria la condizione determinata dalla presenza di un'emorragia intracerebrale non traumatica.
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La metodologia applicata per la stesura di queste linee guida discende direttamente dalla decisione sul loro formato, che a sua volta è stato determinato dalla decisione di predisporre tali linee guida per la massima diffusione a tutti i livelli.