La prevalenza aumenta in relazione all’età, raggiungendo valori, in studi internazionali basati su popolazione, tra 4,61 e 7,33 per 100 abitanti nei soggetti di età superiore a 65 anni.[5]
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La prevalenza aumenta in relazione all’età, raggiungendo valori, in studi internazionali basati su popolazione, tra 4,61 e 7,33 per 100 abitanti nei soggetti di età superiore a 65 anni.[5]
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L’incremento della vita media, il controllo dei fattori di rischio ed il miglioramento dell’assistenza sanitaria hanno modificato incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale.[Feigin,2003] L’ipertensione resta il principale fattore di rischio controllabile dell’ictus ed il suo trattamento è efficace nel ridurne l’insorgenza.[Bejot,2007] Tuttavia il prolungamen
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L’emicrania è una patologia neurovascolare cronica caratterizzata da episodi di intensa cefalea, spesso associata a disturbi vegetativi In circa un quarto dei pazienti emicranici la crisi cefalalgica è preceduta da disturbi neurologici focali (aura emicranica) di natura transitoria (con durata normalmente di 20-30 minuti), più frequentemente visivi, sotto forma di scotomi scintillanti (emicrania con aura). La prevalenza dell’emicrania nella popolazione americana è del 25% circa nelle donne e dell’8% negli uomini.
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Nell’ictus giovanile, la classificazione è sostanzialmente assimilabile a quella delle fasce di età più avanzate, pur con significative differenze nell’incidenza dei diversi sottotipi. La malattia degenerativa arteriosclerotica (patologia dei grossi vasi e dei piccoli vasi) emerge a partire dal 35 anni di età ed in ictus ad essa conseguente non è frequente al di sotto dei 45 anni.
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La frequenza con cui si manifesta un quadro di deterioramento cognitivo conclamato cronico, definibile come demenza, aumenta con l'aumentare dell'età della popolazione, raggiungendo i massimi livelli nelle fasce di età più elevate. È stato calcolato che nei soggetti ultracentenari si può arrivare a valori di prevalenza di demenza superiori al 50%.[134, 135]
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In rapporto allo sviluppo delle neuroimmagini, che consentono la diagnosi di casi più lievi, e delle migliorate modalità terapeutiche, la percentuale dei soggetti a rischio di morte o prognosi infausta si è ridotta attualmente al 14%.[26]
Una più ampia discussione sulla patologia venosa cerebrale, soprattutto in riferimento alle fasce di età pediatrica e giovanile, è riportata nel § 17.4.14.
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Per quanto riguarda le varie tipologie di ictus, solo pochi studi epidemiologici sono dettagliati; i dati italiani più affidabili sono riassunti in Tabella 4:VIII.
Nel registro de L’Aquila,[12] la frequenza percentuale delle diverse forme di ictus è così suddivisa (Figura 4-1):