In pazienti con ictus obesi o cardiopatici è indicata una valutazione ossimetrica e polisonnografica per valutare la presenza di apnee notturne.
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Il testo a stampa della raccomandazione 10.31 della sesta edizione delle linee guida SPREAD è errato a causa di un refuso. Il testo corretto è il seguente:
Nei pazienti con emorragia intraparenchimale a rischio di trombosi venosa profonda (TVP), l’uso di calze elastiche a compressione graduata non è indicato per la profilassi della TVP.
Il testo nel sito è in via di aggiornamento con i nuovi contenuti della sesta edizione.
In pazienti con ictus obesi o cardiopatici è indicata una valutazione ossimetrica e polisonnografica per valutare la presenza di apnee notturne.
Benché non esistano evidenze a supporto dell'efficacia di un approccio riabilitativo atto a migliorare i deficit attentivi e mnesici, considerato il grave impatto funzionale del deterioramento cognitivo, nei pazienti con ictus è indicato il ricorso ad approcci basati sullo sfruttamento delle abilità residue e sull'adeguato addestramento del caregiver.
Tra i soggetti che hanno ripreso a camminare dopo un ictus, è indicato:
I pazienti possono presentare, oltre ai postumi dell'evento cerebrovascolare, altri disturbi, come comorbosità preesistenti o complicazioni dell'evento ictale (spasticità, depressione, malnutrizione, patologie articolari e/o dolorose, cadute…). Tali disturbi, nei pazienti con postumi di ictus, non devono essere considerati ineluttabili, ma devono essere adeguatamente valutati e trattati, in quanto altrimenti possono condizionare negativamente il processo riabilitativo.
È indicato incoraggiare i pazienti che hanno avuto un ictus e che in precedenza lavoravano, a ritornare, se le condizioni del recupero lo permettono, alla loro occupazione. Se necessario, il paziente dovrebbe poter disporre di una valida consulenza in merito alle varie possibilità di reinserimento professionale.
I dati disponibili derivanti da due revisioni Cochrane non consentono di trarre conclusioni sull'efficacia del trattamento mirato a potenziare le prestazioni attentive e mnesiche nei pazienti con patologia cerebrovascolare.
I dati tratti dagli studi clinici su farmaci suggeriscono che:
Nella diagnosi di demenza vascolare le tecniche di neuroimmagine possono risultare di particolare aiuto in quanto consentono di:
È indicato fornire informazioni che tengano conto dei bisogni di ogni persona; tali informazioni devono essere disponibili per i pazienti e le loro famiglie nelle modalità più agevoli per comprenderle. Per facilitare l'assistenza, ai soggetti malati ed a chi li assiste dovrebbero essere offerti programmi educativi che facilitino la collaborazione nelle azioni di recupero.