Gli interventi terapeutici nel campo della demenza vascolare possono essere distinti in:
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Gli interventi terapeutici nel campo della demenza vascolare possono essere distinti in:
Gli obiettivi nutrizionali durante il periodo di riabilitazione del paziente affetto da ictus sono finalizzati alla prevenzione e alla correzione di un eventuale stato di malnutrizione per eccesso o per difetto.
Nell'ambito del deterioramento cognitivo vascolare andrà valutato il ruolo delle neuroimmagini come strumenti surrogati di identificazione nelle fasi preclinica e subclinica.
È auspicabile che i futuri studi di prevenzione primaria delle patologie vascolari incorporino misure cognitive come endpoint primari.
Per i suoi aspetti di omogeneità e progressività, la variante sottocorticale di demenza vascolare è quella che continuerà a prestarsi maggiormente a costituire oggetto di studi farmacologici.
Le possibili prospettive di ricerca nel campo della nutrizione riguardano diversi settori:
Nei pazienti con emicrania con aura si è evidenziata una maggiore incidenza di forame ovale pervio di grandi dimensione. Non è tuttavia noto se nei soggetti emicranici la presenza di forame ovale pervio comporti un elevato rischio cerebrovascolare e non vi sono inoltre evidenze circa l’efficacia della chiusura del forame ovale pervio come prevenzione cerebrovascolare primaria o secondaria in pazienti emicranici.
Sono necessari ulteriori studi (in particolare di prevenzione primaria) sulle terapie ipocolesterolemizzanti per chiarire diversi aspetti fra cui:
Sono necessari ulteriori studi sulla persistente reattività piastrinica sotto antiaggreganti per valutare:
In pazienti in terapia con warfarin, asintomatici per sanguinamenti, basse dosi di vitamina K per via orale sono efficaci nel portare valori di INR superiori a 4,5 entro il range terapeutico dopo 24 ore. La reale utilità clinica in termini di prevenzione degli eventi emorragici non è nota.
Non vi sono evidenze per identificare le migliori strategie di prevenzione secondaria dell'ictus ischemico in pazienti portatori di pervietà del forame ovale.
Nella prevenzione secondaria dell'ictus ischemico in pazienti portatori di protesi valvolari meccaniche l'associazione di anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici appare favorevole. Più incerto il rischio/beneficio in caso di utilizzo di range terapeutici più elevati.