Esami sierici sono indicati nella demenza vascolare al fine di precisare il profilo dei fattori di rischio vascolare.
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Esami sierici sono indicati nella demenza vascolare al fine di precisare il profilo dei fattori di rischio vascolare.
L'eco-Doppler dei tronchi sopraaortici è indicato per studiare i fattori di rischio ed eziologici della demenza vascolare.
Sono fattori di rischio secondari per la demenza vascolare:
Sono fattori di rischio primari per la demenza vascolare:
L'eziopatogenesi della depressione post-ictus è verosimilmente multifattoriale. Le persone di sesso femminile, con precedenti psichiatrici e/o cerebrovascolari, con scolarità elevata, con marcata disabilità e con problematiche familiari e sociali sono più esposte al rischio di depressione. La probabilità di sviluppare depressione cresce in maniera esponenziale con l’aumentare dei fattori di rischio.
È indicato che i soggetti colpiti da ictus siano sottoposti a controlli periodici delle condizioni cardiocircolatorie e metaboliche, incluse le eventuali variazioni di peso, per il controllo dei fattori di rischio di danno cerebrovascolare ed adeguare il trattamento farmacologico alle variazioni del quadro clinico oltre che dei parametri di laboratorio.
Nuovi studi dovrebbero identificare i fattori di rischio per una trasformazione emorragica in corso di profilassi del tromboembolismo con eparina a basso peso molecolare per migliorarne il profilo di sicurezza. L'efficacia della profilassi con calze elastiche è in corso di valutazione. La durata della profilassi antitrombotica non è nota.
Per gli adulti con anemia a cellule falciformi che vanno incontro a TIA o ictus, oltre al controllo dei fattori di rischio concomitanti e all’uso di antiaggreganti, è indicato considerare il trattamento trasfusionale con l’obiettivo di ridurre l’emoglobina S ad un valore compreso fra il 30% e il 50%.
Le evidenze sull’efficacia dell’endoarteriectomia nella stenosi carotidea asintomatica sono state definite anche se sono auspicabili revisioni sistematiche che stratifichino i vari fattori di rischio medico e chirurgico, onde specificare meglio i sottogruppi a maggior rischio di ictus se non operati e quindi a netto beneficio dall’intervento, che risulta comunque evidente e con vantaggio progressivo negli anni a partire solo dal terzo anno successivo alla procedura.
Un trattamento anticoagulante profilattico in pazienti asintomatici con riscontro occasionale di anticorpi anticardiolipina non è indicato, se non in concomitanza di esposizione ad altri fattori di rischio.