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20099 Sesto San Giovanni (MI)
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Caregiver

Sintesi 14-25

  • Caregiver
  • Educazione
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Sintesi
  • Studi
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.2 La richiesta del soggetto malato e dei suoi familiari

L'informazione e l'educazione sulla malattia e sui giusti comportamenti da tenere, se fatte con un linguaggio e con strumenti adeguati, in luoghi strutturati e con tempi programmati, può essere utile in ogni fase della malattia.
Sono necessari nuovi studi per individuare quale tipo di informazione e con quali modalità è più corretto che sia effettuata.
Nella progettazione di questi studi è necessario coinvolgere i malati e i caregiver.

Raccomandazione 14.37 a 

  • Alimenti
  • Ausili
  • Caregiver
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.5.3 Indicazioni dietetiche al momento della dimissione

È indicato informare i pazienti, i caregiver ed i familiari sulle modalità di gestione dell'alimentazione (modalità di preparazione ed arricchimento degli alimenti, tecniche posturali ottimali, specifici ausili per la somministrazione di alimenti).

Raccomandazione 14.38 

  • Caregiver
  • Ictus
  • Malattia
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Grado A
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

L'intervento educativo ed informativo porta risultati positivi migliora la conoscenza della malattia ictus da parte dei pazienti e dei familiari. È indicato realizzare questo tipo di intervento nel tempo con sedute periodiche alle quali dovrebbe partecipare, oltre ai pazienti ed ai caregiver, il team interdisciplinare.

Raccomandazione 14.40 

  • Caregiver
  • Educazione
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

È indicato programmare azioni dirette a favorire l'educazione e la partecipazione del caregiver e del paziente alle attività di cura, al fine di migliorare il benessere psichico del soggetto colpito da ictus e facilitare il processo di riabilitazione.

Raccomandazione 15.53 

  • Caregiver
  • Deficit
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 15 Riabilitazione
  • GPP
Vai al volume: 15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

Benché non esistano evidenze a supporto dell'efficacia di un approccio riabilitativo atto a migliorare i deficit attentivi e mnesici, considerato il grave impatto funzionale del deterioramento cognitivo, nei pazienti con ictus è indicato il ricorso ad approcci basati sullo sfruttamento delle abilità residue e sull'adeguato addestramento del caregiver.

Raccomandazione 15.15 

  • Caregiver
  • Ictus
  • Malattie
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Grado A
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.1 Caratteristiche generali degli interventi riabilitativi

È indicato che gli operatori attivi nei servizi dedicati ai soggetti colpiti da ictus, abbiano competenza nel trattamento delle malattie cerebrovascolari, nella loro riabilitazione, sia a livello ospedaliero che territoriale, utilizzando protocolli concordati di trattamento, programmi informativi e di aggiornamento per gli operatori sanitari, i malati ed i caregiver.

Raccomandazione 16.5 

  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Ictus
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.1.2 Diagnosi

È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.

Raccomandazione 14.19 

  • Ausili
  • Caregiver
  • Raccomandazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.3.7.4 Tipo di trattamento

È indicato fornire ai caregiver tutti gli ausili necessari per posizionare, trasferire e aiutare il paziente minimizzando i rischi.

Raccomandazione 14.16 

  • Ausili
  • Caregiver
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.3.7.4 Tipo di trattamento

È indicata la riabilitazione domiciliare quando si rende necessaria un'attività di addestramento rivolta al paziente ed al caregiver per esercizi e mobilizzazioni autogestiti, per l'utilizzo di ausili e protesi o per altre forme di terapia occupazionale di breve durata.

Sintesi 14-16

  • Caregiver
  • Ictus
  • Sintesi
  • Tempi di degenza
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.2.1.3.1 Ambiente socioeconomico

Alla luce dei servizi garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale, l'estrazione socioeconomica del soggetto colpito da ictus non dovrebbe rivestire un ruolo predittivo ai fini del recupero. La presenza di una rete di rapporti familiari e sociali favorisce il rientro a domicilio e previene il decadimento delle abilità funzionali nel lungo termine.

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Raccomandazione 8.14 

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Caregiver
  • Diuresi
  • Glicemia
  • Ictus
  • Nutrizionale
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Stato nutrizionale
  • Temperatura corporea
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 8.6 Quando il paziente con ictus non viene ricoverato

Nei pazienti con ictus che non vengono ricoverati è indicato garantire comunque:

bullet il controllo e il mantenimento di valori adeguati di temperatura corporea;
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16.7.1.3 Incapacità

  • Affetto
  • Caregiver
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Famiglia
  • Malattia
  • Persone
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Un soggetto affetto da demenza, e quindi anche da demenza vascolare, perde progressivamente le capacità necessarie allo svolgimento delle ordinarie attività quotidiane e di conseguenza anche le abilità necessarie alla gestione delle proprie finanze. Ad uno stadio avanzato di malattia il paziente potrà quindi trovarsi nella condizione di essere "incapace di intendere e di volere".

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16.7 Consigli per i caregiver

  • Caregiver
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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16.7 Consigli per i caregiver

16.3.2.1 Protocollo di valutazione in fase acuta

  • Afasia
  • Afasia di Broca
  • Allucinazioni
  • Ansia
  • Apprendimento
  • Articolazione
  • Attività di vita quotidiana
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Batteri
  • Carattere
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Deficit
  • Depersonalizzazione
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disinibizione
  • Disturbi del sonno
  • Emianopsia
  • Euforia
  • Ictus
  • Indicatori
  • Inibizione
  • Ipocondria
  • Linguaggio
  • Memoria
  • Neglect
  • Orientamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Riproduzione
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Servizi igienici
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sonno
  • Spesa
  • Spostamenti
  • Stress
  • Suicidio
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Test neuropsicologici
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La valutazione neuropsicologica della fase acuta deve essere eseguita con test diversificati in rapporto al lato emisferico e alla sede lesionale, considerando l'alta frequenza di disturbi linguistici in seguito a lesione emisferica sinistra e di neglect in caso di lesione emisferica destra. Va tuttavia enfatizzato che in tale fase il grado di collaborazione del paziente è molto ridotto e variabile anche nell'arco di breve tempo, pertanto può rivelarsi più utile il semplice monitoraggio clinico eseguito comunque dal neuropsicologo.

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16.1.2 Diagnosi

  • Afasia
  • Anamnesi
  • Anziano
  • Astenia
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Concentrazione
  • Costi
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi del sonno
  • Disturbo depressivo
  • Ictus
  • Ipocondria
  • Malattia
  • Malattie
  • Metodi di valutazione
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Rischio
  • Segni
  • Senso di colpa
  • Sintomi
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Anche per la depressione post-ictale è necessaria una diagnosi non solo precoce, ma anche corretta.

Infatti, definire gli aspetti clinico-diagnostici della depressione post-ictus è un compito di difficile esecuzione, sia per le problematiche legate alle oggettive difficoltà diagnostiche del disturbo nei pazienti con ictus, sia per le peculiarità della popolazione oggetto di studio.

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15.3.5 Deterioramento cognitivo e demenze

  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Ictus
  • Memoria
  • Orientamento
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Tempi di degenza
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La compromissione cognitiva caratterizzata da problemi di memoria, di orientamento e di attenzione è frequente nei pazienti con ictus e interferisce con il recupero funzionale, in particolare con le capacità del paziente di apprendere, ovvero di partecipare e trarre beneficio dal trattamento riabilitativo.[511] La persistenza di questi disturbi ha un particolare impatto sui caregiver dopo il rientro in famiglia; infatti una compromissione cognitiva è stata associata, non solo con un rallen

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15.3.1 Spasticità

  • Caregiver
  • Fenolo
  • Forza muscolare
  • Ictus
  • Igiene
  • Igiene personale
  • Medici
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La spasticità è una condizione disabilitante che insorge frequentemente in conseguenza di lesioni cerebrovascolari. Studi epidemiologici mostrano che la spasticità è presente nel 19% dei pazienti a 3 mesi,[492] e nel 38% a 12 mesi [493] dall'ictus.

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15.2.4.3 Recupero delle abilità nelle attività della vita quotidiana: Interventi sull'ambiente di vita

  • Anziano
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Famiglia
  • Genitori
  • Ictus
  • Malattia
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Persone
  • Progetto riabilitativo
  • Reinserimento
  • Salute
  • Stile di vita
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Nella realtà italiana la centralità della famiglia nella cura della malattia e nella tutela della salute è un dato consolidato. Le famiglie con un disabile sono l'11,2% del totale, quelle con un disabile grave sono il 6,6%. Circa un milione e mezzo di persone tra i 35 e i 69 anni hanno almeno un genitore non convivente con problemi di autonomia; l'82,7% di questi vede i propri genitori almeno una volta a settimana.[475]

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15.2.4.1.6 Disfagia

  • Ansia
  • Apnea
  • Appetito
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Costi
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Educazione
  • Esercizi di respirazione
  • Espirazione
  • Evidenze
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Ictus
  • Influenza
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Malnutrizione
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Peristalsi
  • Respirazione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sensazione
  • Stato nutrizionale
  • Stress
  • Studi
  • Svezzamento
  • Test
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La disfagia post-ictus incide in misura variabile compresa tra il 13% e il 71%. Dati così variabili sono da mettere in relazione alla sede dell'ictus (lesioni unilaterali vs lesioni bilaterali), agli strumenti di diagnosi, nonché al tempo intercorso fra l'evento acuto e la valutazione del paziente.

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15.2.4 Programmi di recupero

  • Apprendimento
  • Caregiver
  • Deficit
  • Disabili
  • Educazione
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Percezione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Scopo dell'intervento riabilitativo è quello di promuovere da parte del paziente un apprendimento di competenze, sfruttando tutti i sistemi funzionali rimasti integri, sviluppando nuove abilità al fine, in ultima analisi, di garantire il raggiungimento del miglior controllo possibile della propria persona e dell'ambiente circostante riducendo la percezione di malessere derivante dalle limitazioni imposte dal danno biologico.

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15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Diagnosi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Dolore
  • Drenaggio
  • Educazione
  • Emianopsia
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Igiene
  • Immobilizzazione
  • Infermieri
  • Infezione
  • Iperventilazione
  • Isolamento del paziente
  • Letti
  • Linee guida
  • Muscoli
  • Muscoli respiratori
  • Orientamento
  • Ossigeno
  • Parametri
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Polmonite
  • Postura
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Riflesso
  • Rischio
  • Sangue
  • Servizi igienici
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stimolazione elettrica
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Tosse
  • Trasferimenti
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La valutazione delle attività compromesse dal danno cerebrovascolare fin dai primi giorni dell'esordio della sintomatologia rappresenta un obiettivo assistenziale importante quanto una corretta diagnosi clinica. Questo infatti consente di organizzare più correttamente il percorso assistenziale, prevenire le complicanze e contenere i fattori che possono ostacolare il recupero intrinseco o compensatorio.

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15.2.3.4 Continuità

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Depressione
  • Disabili
  • Disabilità
  • Disturbi cognitivi
  • Educazione
  • Esercizio
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Fronte
  • Ictus
  • Intensiva
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattie
  • Medicina
  • Menomazione
  • Motivazione
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Stress
  • Studi
  • Trasferimento del paziente
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Il progetto riabilitativo può comportare un percorso assistenziale che si realizza in sedi diverse, in funzione degli obiettivi perseguiti e delle condizioni relazionali e sociali del soggetto malato.

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15.2.2 Obiettivi a breve e lungo termine

  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Famiglia
  • Influenza
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Reinserimento
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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La definizione degli obiettivi è basata sui dati raccolti con la valutazione, sull'aspettativa in termini prognostici, ossia sulla previsione di modificabilità, sulle caratteristiche operative della struttura assistenziale e sulle esigenze pratiche del paziente, della famiglia e dell'ambiente.

In generale gli obiettivi di base puntano ad una soddisfacente autonomia nelle attività principali della vita quotidiana e successivamente, se possibile, al recupero di abilità che permettano di contenere o superare lo svantaggio sociale ed economico.

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15.1.2.5.3 Coinvolgimento del paziente nella stesura del progetto

  • Accettazione
  • Attivazione
  • Ausili
  • Autonomia
  • Capo
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Consulenti
  • Costi
  • Emergenza
  • Famiglia
  • Ictus
  • Igiene
  • Malattia
  • Medici
  • Medicina
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Spostamento
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Molti lavori hanno sottolineato l'importanza di ottenere non solo la collaborazione del paziente, bensì di raggiungere un ruolo attivo del paziente e dei suoi familiari nel processo di recupero.

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15.1.2.4 Identificazione delle priorità (logiche e temporali) nel piano di assistenza

  • Abilità di comunicazione
  • Apprendimento
  • Attività della vita quotidiana
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Disabilità
  • Ictus
  • Infermieri
  • Linguaggio
  • Motivazione
  • Partecipazione
  • Ruoli
  • Spostamenti
  • Volume
  • 5a-2008
  • 15 Riabilitazione

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Gli obiettivi dell'assistenza nella fase acuta dell'ictus comprendono elementi in grado di influenzare direttamente l'esito clinico, in termini di disabilità residua, senza incidere sulla lesione cerebrale o sulle condizioni generali (intese come comorbosità e complicanze).

L'identificazione delle priorità del trattamento riabilitativo è condizionata dalle caratteristiche del bilancio e dalla gerarchia funzionale delle prestazioni che caratterizzano un recupero anche parziale dell'autonomia.

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14.6.4 Rientro presso il domicilio

  • Ansia
  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Minor
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Personale sanitario
  • Reinserimento
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Dal focus group realizzato in Umbria emerge che il ritorno a casa è caratterizzato da una sensazione di scarso supporto del familiare e del paziente da parte delle istituzioni.

Nella fase del reinserimento familiare maturano altri problemi, che potranno essere risolti o resi più sopportabili da un migliore rapporto medico-paziente o medico-familiare. Primo tra tutti è la gestione della nuova disabilità, se presente, presso un domicilio che potrebbe essere non adatto alle condizioni del momento.

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14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

  • Accettazione
  • Ansia
  • Attività della vita quotidiana
  • Caregiver
  • Comprensione
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Fronte
  • Handicap
  • Ictus
  • Infermieri
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattia cronica
  • Medici
  • Parlare
  • Pazienti
  • Pensare
  • Personale sanitario
  • Persone
  • Qualità della vita
  • Risoluzione di problemi
  • Salute
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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L'informazione sta diventando sempre più un elemento importante sia all'interno del rapporto medico-paziente sia nell'ambito dei mass-media che propongono una vasta serie di informazioni. A fronte di questa rilevazione non ci sono certezze rispetto all'efficacia di questo intervento rispetto al miglioramento dei vari tipi di esito per i pazienti e i familiari.

Una recente metanalisi ha preso in considerazione i diversi studi pubblicati sull'argomento.[342]

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14.6 Informazione ed educazione rivolte al paziente ed alla famiglia dalla fase acuta all'assistenza territoriale

  • Caregiver
  • Educazione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Popolazione
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Questa sezione tratta le caratteristiche informative, di educazione ed addestramento richieste alla famiglia per ottimizzare il percorso riabilitativo del soggetto colpito da ictus e migliorare la qualità della vita residua.

Le informazioni contenute consentono di rispondere ai quesiti su cosa fare se un proprio familiare è colpito da ictus.

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14.3.9.2 L'utilità dei "cicli riabilitativi"

  • Caregiver
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Menomazione
  • Pazienti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Nella fase degli esiti, l'efficacia di interventi riabilitativi specifici, indirizzati alla menomazione o alla disabilità, ripetuti periodicamente (i cosiddetti "cicli riabilitativi") è controversa. Per quanto riguarda le possibilità che tali interventi, effettuati ad oltre un anno dall'ictus, modifichino positivamente la menomazione e la disabilità, vi sono evidenze favorevoli su vari tipi di esito ma in genere l'effetto dura per un periodo limitato.

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14.3.7.4 Tipo di trattamento

  • Ausili
  • Autonomia
  • Caregiver
  • Costi
  • Esercizio
  • Famiglia
  • Linee guida
  • Neuromotorio
  • Ortesi
  • Pazienti
  • Progetto riabilitativo
  • Riabilitazione
  • Spostamenti
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Le linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni indicano i criteri di utilizzo delle varie strutture riabilitative.[28] Fra questi vanno segnalati i requisiti di impiego delle strutture di day hospital ed i centri ambulatoriali di riabilitazione.

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14.3.7.3.1 La dimissione precoce

  • Caregiver
  • Depressione
  • Dipendenza
  • Durata del ricovero
  • Fronte
  • Ictus
  • Istituzionalizzazione
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Come già espresso in precedenza, alcuni studi controllati dimostrano che la dimissione precoce non genera differenze rispetto all'esito,[224] in particolare per le condizioni medio-lievi,[20, 225, 226] con continuità di intervento riabilitativo a domicilio.[

  • Read more

14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.2.1.3.2 Presenza di conviventi autonomi

  • Caregiver
  • Deficit
  • Ictus
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

L'assenza di una figura in ambito familiare disposta ad assumere il ruolo di caregiver del paziente con ictus ritarda la dimissione dal reparto per acuti [79] e riduce significativamente la probabilità di rientro a domicilio anche dopo intervento riabilitativo strutturato.[46, 60, 179<

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11.10 Prevenzione precoce delle disabilità conseguenti all'ictus

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Anticonvulsivi
  • Attivazione
  • Attività motoria
  • Autonomia
  • Benzodiazepine
  • Caregiver
  • Comunicazione
  • Contrazione muscolare
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deglutizione
  • Depressione
  • Diagnosi
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È ormai opinione diffusa che l'assistenza finalizzata alla prevenzione della disabilità (riabilitazione precoce) dovrebbe integrarsi con le attività mirate alla diagnosi ed al trattamento di emergenza nella fase acuta della cura dei pazienti con ictus.[303]

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8.6.1 Problemi frequenti nell'assistenza domiciliare

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Assistenza domiciliare
  • Assistenza infermieristica
  • Assistenza medica
  • Ausili
  • Caregiver
  • Infermieristica
  • Medici
  • Polmonite
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Un problema particolare può essere posto dalla disfagia (l'impossibilità di alimentazione orale dovrebbe rappresentare una indicazione al ricovero). È necessario valutare la capacità del paziente di tossire e deglutire. In caso di grave disfagia con rischio di polmonite ab ingestis, è possibile posizionare provvisoriamente un sondino naso-gastrico (e istruire i caregiver adeguatamente). Questa misura può essere adeguata per periodi limitati di tempo (previsione inferiore alle 6 settimane).

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8.6 Quando il paziente con ictus non viene ricoverato

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Caregiver
  • Diuresi
  • Glicemia
  • Ictus
  • Nutrizionale
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rifiuto
  • Sintomi
  • Stato nutrizionale
  • Temperatura corporea
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume

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I motivi per il non ricovero possono essere i seguenti:

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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