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Incidenza

13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

  • Asintomatica
  • Braccio
  • Chirurgia
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Donne
  • Educazione
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Mano
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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Senza dubbio possiamo affermare che i pazienti con stenosi carotidea sintomatica sono maggiormente a rischio di ictus rispetto a quelli con stenosi carotidea asintomatica di pari grado.

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13.5.4 Stenting carotideo

  • Analisi multivariata
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Angioplastica
  • Angioplastica Percutanea Transluminale
  • Apprendimento
  • Asintomatica
  • Aspettativa di vita
  • Bias
  • Cardiologia
  • Casistica
  • Chirurgia
  • Collo
  • Consenso informato
  • Consensus
  • Controllo di qualità
  • Costi
  • Cuore
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fiducia
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Inversione
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Neurologia
  • Occlusione
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Parametri
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Patologia clinica
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Radiologia
  • Radioterapia
  • Registri
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • Tracheostomia
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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L'angioplastica percutanea transluminale (PTA) con stenting di prima intenzione della carotide extracranica è una metodica alternativa alla tradizionale EC, essenzialmente per i vantaggi conseguenti al fatto che si evitano i rischi connessi all'intervento chirurgico e quindi all'anestesia generale (caso in cui l'EC si conduce in anestesia generale), all’accesso chirurgico al collo e al possibile danno di nervi cranici, al tempo di clampaggio più prolungato, etc.

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Dronedarone: dannoso nei pazienti con fibrillazione atriale permanente

  • Embolia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Miocardio
  • Morte
  • Notizia
  • Ospedalizzazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
Lo studio ATHENA, aveva mostrato che il dronedarone, un nuovo farmaco antiaritmico, era potenzialmente in grado di ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari. Per supportare tale ipotesi è stato disegnato, condotto, ed ora anche pubblicato (10.1056/NEJMoa11098679) lo studio PALLAS (Permanent Atrial Fibrillation Outcome Study Using Dronedarone on Top of Standard Therapy, NCT01151137).
Incidenza di ictus, infarto del miocardio, embolia sistemica o morte per cause cardiovascolari
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L’endarterectomia rimane il trattamento di scelta per i pazienti con stenosi carotidea

  • Ictus
  • Incidenza
  • Miocardio
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Notizia
  • Paralisi
  • Pazienti
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea

L’InternationalCarotidStentingStudy(ICSS) è uno studio multicentrico internazionale, in cui pazienti con stenosi carotidea recentemente sintomatica sono stati randomizzati al trattamento con endarterectomia o stenting (Lancet 2010;375:985-97).

InternationalCarotidStentingStudy-25-3-2010
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6.6.3 Genetica e ictus

  • 6 Fattori di rischio
  • Alleli
  • Aneurisma
  • CADASIL
  • Comprensione
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emostasi
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Protrombina
  • Ricerca
  • Rischio
  • Screening genetico
  • Stroke
  • Struttura e metodologia
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Tessuto connettivo
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010

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Fra i fattori di rischio emergenti un ruolo importante è giocato dalla genetica. Una storia familiare positiva per malattia cerebrovascolare è spesso considerata un fattore di rischio per ictus. Esistono tre tipi di studi di epidemiologia genetica volti a valutare l'associazione fra storia familiare e insorgenza di ictus: studi di popolazione, studi familiari e studi su gemelli.

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6.4.10 Abuso di alcool

  • 6 Fattori di rischio
  • Allattamento
  • Bevande
  • Bevande alcoliche
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Donne
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinolisi
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Nutrizione e ictus
  • Popolazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Uomini
  • Vino
  • Volume
  • 6a-2010

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L'abuso di alcool aumenta il rischio di ictus cerebrale.[11] I risultati di una recente metanalisi indicano che l'associazione tra consumo di alcool e ictus ischemico ha un andamento a , con apparente effetto protettivo per coloro che consumano meno di 24 g di alcool al giorno e un significativo aumento del rischio per consumi superiori ai 60 grammi giornalieri (RR 1,64; IC95 1,39-1,93).[158

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6.4.8 Iperomocisteinemia

  • 6 Fattori di rischio
  • Acido folico
  • Alimenti
  • American Heart Association
  • Analisi multivariata
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Concentrazione
  • Enzimi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Omocisteina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sesso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Studi prospettici
  • Studi retrospettivi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010

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I livelli plasmatici di omocisteina, che deriva dall'aminoacido essenziale metionina, sono influenzati da fattori genetici che regolano la sintesi di enzimi coinvolti nel suo metabolismo (cistationina b-sintetasi, 5-10 metilentetraidrofolato reduttasi) e dall'apporto dietetico di vitamina B6, B12 e acido folico.[129]

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12.4 Recidiva di ictus durante la terapia antiaggregante

  • Angiotensina II
  • Anossia
  • Anziano
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Atenololo
  • Calcio
  • Casistica
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nitrendipina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perindopril
  • Placebo
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteinuria
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sintomi
  • Società
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.4.11.5 Endoarteriectomia carotidea vs stenting

  • Carattere
  • Emergenza
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I risultati degli studi SPACE ed EVA3S,[463, 464] hanno recentemente dimostrato che la endoarteriectomia garantisce migliori risultati rispetto allo stenting nel trattamento di pazienti sintomatici affetti da stenosi >60% (metodo NASCET) randomizzati e trattati entro sei mesi dall’esordio clinico.

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18.4.11.1 Quale terapia in previsione del trattamento chirurgico?

  • Collo
  • Incidenza
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stenosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È prassi di alcuni chirurghi non sospendere la terapia antiaggregante in caso di endoarteriectomia allo scopo di prevenire la possibile formazione di trombi “bianchi” peri-operatori. Andrebbe però  chiarito se la mancata sospensione temporanea della terapia antiaggregante possa comportare una maggiore incidenza di complicanze emorragiche quali, ad esempio, ematomi post-operatori del collo di entità tale da richiedere una revisione della ferita.
Placca a rischio

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18.4.5.4 Altri farmaci che riducono il rischio aterotrombotico del paziente diabetico

  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Losartan
  • Mortalità
  • Ormoni
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema renina-angiotensina
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tessuti
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il sistema renina-angiotensina è un importante sistema regolatorio renale e cardiovascolare. La ricerca di base ha prodotto nell’ultimo decennio numerose evidenze che suggeriscono il beneficio di trattamenti con farmaci che bloccano l’enzima di conversione (ACE-inibitori) o che antagonizzano il recettore tipo 1 dell'angiotensina (sartani) sulla riduzione del rischio cardiovascolare nel diabete sperimentale.[434]

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18.4.5.2 Nuove terapie dell'insulino resistenza

  • Acido arachidonico
  • Appetito
  • Biodisponibilità
  • Cannabinoidi
  • Diabete mellito
  • Dieta
  • Emoglobina glicata
  • Endocannabinoidi
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Fronte
  • Glicemia
  • Glucagone
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incretine
  • Insulina
  • Intestino
  • Iperglicemia
  • Ipoglicemia
  • Ipotensione
  • Ischemia
  • Lipoproteine
  • Organismi
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sensazione
  • Sindrome
  • Sistema cardiovascolare
  • Studi
  • Studi clinici
  • Svuotamento gastrico
  • Terapia farmacologica
  • Tessuti
  • Tetraidrocannabinolo
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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18.4.5.1 Effetto dei farmaci dell’insulino-resistenza e antiiperglicemizzanti sui fattori di rischio per ictus

  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Geni
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incretine
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Metabolismo
  • Microglia
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema cardiovascolare
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Numerosi studi dimostrano che gli effetti benefici delle diverse terapie insulino-sensibilizzanti  e antiiperglicemizzanti possono andare oltre il controllo della iperglicemia.

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18.4.4 Terapie ipocolesterolemizzanti

  • Apoptosi
  • Arteria Cerebrale Media
  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Donne
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Macrofagi
  • Malattie
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Simvastatina
  • Studi
  • Studi trasversali
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Non esiste chiara dimostrazione che farmaci ipolipemizzanti diversi dalle statine riducano il rischio di ictus in pazienti non affetti da cardiopatia ischemica.[394, 395] In accordo ai dati disponibili la terapia con statine è sicura ed è associata ad una significativa riduzione del rischio di un primo ictus.

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18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

  • Acenocumarolo
  • Adulto
  • Aggregazione piastrinica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Conta piastrinica
  • Creatinina
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Epistassi
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Fattore VIIa
  • Fattore Xa
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Metabolismo
  • Morte
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Plasma
  • Popolazione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombocitopenia
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La trombocitopenia eparina-indotta (vedi § 10.1.3.3) è una grave complicanza della terapia sia con eparina non frazionata che con eparina a basso peso molecolare, associata ad un elevato rischio di trombosi e di morte. L’incidenza di questa sindrome varia, essendo maggiore in pazienti trattati con eparina non frazionata, maggiore quando vengono utilizzati dosaggi terapeutici e maggiore nei pazienti chirurgici che nei pazienti internistici.

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18.4.3.4 Profilassi del tromboembolismo venoso

  • Anticoagulanti
  • Asintomatica
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Dipendenza
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inguine
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I pazienti con ictus determinante una ridotta mobilità sono ad elevato rischio di tromboembolismo venoso. Nonostante questo, a tutt’oggi esistono incertezze sulla sicurezza e sulla tempistica di somministrazione della profilassi farmacologica anticoagulante nel paziente con ictus ischemico così come sulle indicazioni alla profilassi meccanica con calze elastiche o compressione pneumatica intermittente come alternativa alla profilassi farmacologica.

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18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

  • Angioplastica
  • Anticoagulanti
  • Aspirina
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragie intracraniche
  • Evidenze
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La fibrillazione atriale è il più importante fattore di rischio indipendente di ictus ischemico. In base alla stratificazione del rischio individuale per il singolo paziente, anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici sono i farmaci di scelta per prevenire gli eventi embolici.

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18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

  • Anticoagulanti
  • Compliance del paziente
  • Evidenze
  • Fosfodiesterasi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Minor
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia antiaggregante piastrinica rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti con ictus ischemico, con l’eccezione di coloro nei quali si è documentata una fonte cardioembolica. L’ASA rimane il farmaco più utilizzato, altre molecole con meccanismi di azione differenti come il clopidogrel hanno dimostrato solo lievi potenziali vantaggi. L’associazione di due antiaggreganti piastrinici non ha mantenuto le attese, che erano motivate dai benefici riscontrati nel paziente con cardiopatia ischemica.

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18.4.3.1 Anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus

  • Anticoagulanti
  • Dipendenza
  • Ematoma
  • Emorragie intracraniche
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Eparinoidi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperglicemia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nadroparina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prognosi
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’indicazione all’utilizzo di farmaci anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus ischemico è attualmente molto limitata.

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18.4.2.4 Dronedarone

  • Amiodarone
  • Antiaritmici
  • Canali ionici
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Dronedarone è un farmaco antiaritmico farmacologicamente e strutturalmente correlato all’amiodarone, ma rispetto a questo dotato di migliori proprietà farmacocinetiche. Analogamente all’amiodarone, dronedarone agisce da bloccante di numerosi canali ionici cardiaci.

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18.4.2.3 Statine

  • Aritmie cardiache
  • By-Pass
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Chirurgia toracica
  • Colesterolo
  • Dislipidemie
  • Fibrillazione Atriale
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pericardite
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Simvastatina
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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Le statine, o inibitori dell’enzima idrossi-metil-glutaril-Coenzima-A riduttasi, sono farmaci di prima scelta per la prevenzione primaria e secondaria di patologie associate alle dislipidemie.[317] È noto da tempo, però, che gli effetti benefici di questi farmaci sulla mortalità e morbosità di pazienti affetti da malattia coronarica (CAD) non sono attribuibili solo all’inibizione della sintesi del colesterolo, ma anche ad altri effetti sulla funzione delle cellule della parete

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18.3.3 Prospettive nella ricerca in campo neuroradiologico

  • Attivazione
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Comprensione
  • Degenerazione walleriana
  • Disinibizione
  • Farmacologia
  • Fibrinolisi
  • Fibrinolitici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linee guida
  • Minor
  • Neuroprotettori
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Processo decisionale
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riperfusione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia trombolitica
  • Tomografia
  • Trombectomia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Attualmente i campi di più elevato interesse  riguardanti la patologia cerebrovascolare ischemica riguardano la finestra terapeutica allargata ad oltre le  3-4.5 ore dopo l’evento acuto  e il recupero funzionale-riabilitazione delle funzioni sensitivo-motorie cerebrali, associate alle tecniche avanzate RM (DWI-PWI, fMRI). Altri concetti innovativi in rapida e continua evoluzione riguardano tutte quelle procedure atte al ripristino e mantenimento del flusso cerebrale.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
  • Macrolidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Medici
  • Medicina
  • Microrganismi
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Monociti
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Persone
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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18.1.4 L'ictus dell'anziano

  • Anamnesi
  • Anziano
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Casistica
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emostasi
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genotipo
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Invecchiamento
  • Ipercolesterolemia
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Malattie
  • Mortalità
  • Morte
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Probabilità
  • Proteina C
  • Proteina C-reattiva
  • Protrombina
  • Resistenza alla proteina C attivata
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sintomi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombomodulina
  • Uomini
  • Visione
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il rischio di ictus cresce in maniera sostanziale con l'aumentare dell'età, come confermato anche dall'analisi dei dati del Framingham Study,[133] ma rimangono ancora da chiarire molti aspetti patogenetici legati al suo sviluppo. Nell'anziano l'elevata incidenza di ictus non è spiegabile solo con i classici fattori di rischio, alcuni dei quali, come il fumo, tendono infatti a ridursi con l'età.[134]

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18.1.2.11 Miscellanea

  • Adipociti
  • Adiponectina
  • Affetto
  • Apnea
  • Arteriosclerosi
  • Arterite
  • Arterite a cellule giganti
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Contraccettivi orali
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emicrania
  • Endotelio
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Fumare
  • Geni
  • Glottide
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Insulina
  • Intensiva
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertiroidismo
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mezza età
  • Mortalità
  • Morte
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteinuria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sesso
  • Shunt
  • Sindrome
  • Sonno
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia intensiva
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Viscosità del sangue
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’associazione tra emicrania e rischio di ictus è controversa  (vedi § 6.5.13 e § 17.3.13) e l’argomento resta oggetto di studio.

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18.1.2.8 Attività fisica

  • Donne
  • Esercizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Dati riguardanti il possibile effetto benefico dell’attività fisica nei riguardi dell’ictus derivano principalmente da studi osservazionali di coorte e non da studi clinici randomizzati.

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18.1.2.4 La familiarità e la malattia cardiovascolare ischemica

  • AMP ciclico
  • Anemia
  • Anemia falciforme
  • CADASIL
  • Costi
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fosfodiesterasi
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Leucotrieni
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Probabilità
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Single
  • Sintesi
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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Questo particolare aspetto delle malattie vascolari è di grande interesse e riguarda soprattutto (ma non solo) quelle famiglie in cui le malattie cardiovascolari si manifestano in età inferiore a 40 anni. L'interesse scientifico per questo tema è enorme: la familiarità è oggi universalmente riconosciuta come uno dei fattori di rischio più importanti per ictus.[54]

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18.1.2.3 Fattori di rischio genetico per ictus e loro associazione con fenotipi “intermedi” bioumorali

  • Alleli
  • Amiloide
  • Angiotensina I
  • Angiotensina II
  • Angiotensinogeno
  • Apoptosi
  • Asintomatica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Biodisponibilità
  • CADASIL
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cisteina
  • Costi
  • Deficit
  • Dislipidemie
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Epidemiologia
  • Eterozigoti
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattore XIII
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinogeno
  • Fosfodiesterasi
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genoma
  • Genotipo
  • Glicoproteine
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Malattie
  • Marker genetici
  • Metabolismo
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Mortalità
  • Omeostasi
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Peptidi
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Proteina S
  • Proteine
  • Protrombina
  • Registri
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Single
  • Sistema renina-angiotensina
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Studi
  • Tessuti
  • Trombina
  • Trombosi
  • Valori di riferimento
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I fattori genetici che sono associati con un incrementato rischio di ictus ischemico sono una storia familiare positiva per ictus e una serie polimorfismi genetici in geni implicati nella malattia.

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18.1.2.2 Fattori di rischio metabolici

  • Acido folico
  • Apolipoproteine
  • Arginina
  • Caffè
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Ciclosporina
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Concentrazione
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrinolisi
  • Geni
  • Glicemia
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Insulina
  • Ipercolesterolemia
  • Iperglicemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Lipidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Mezza età
  • Minor
  • Mortalità
  • Neoplasie
  • Obesità
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Piastrine
  • Popolazione
  • Pravastatina
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sindrome
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Trigliceridi
  • Trombosi
  • Vitamina B12
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fattori lipidici

Il rapporto fra livelli di colesterolo e ictus è meno stretto e definito rispetto a quello che la colesterolemia ha con la cardiopatia ischemica. Diversi studi osservazionali negli ultimi anni hanno suggerito il ruolo del colesterolo come fattore di rischio per ictus. Inoltre, importanti studi di intervento hanno dimostrato che il decremento dei livelli di LDL colesterolo ottenuto con statine riduce il rischio di ictus.

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18.1.1.2 Complicanze dell’ictus cerebrale

  • Anziano
  • Atrofia
  • Attacchi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Disturbo depressivo
  • Epilessia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pazienti ambulatoriali
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Ictus ed epilessia

La riduzione della mortalità a breve termine in un paziente con ictus cerebrale espone il soggetto ad un maggior rischio di complicanze. Un settore ancora poco esplorato riguarda la comparsa di crisi epilettiche e di epilessia. Occorre ricordare che la causa principale di epilessia nel paziente anziano è di origine cerebrovascolare.

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Sintesi 18-29

  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4 Prospettive nella profilassi e nel trattamento

 

I nuovi farmaci antiaritmici sono caratterizzati da selettività per i canali ionici atriali e proprietà di blocco multicanale.

In due trial clinici di fase III dronedarone è risultato in grado di ridurre il rischio di ricorrenza di fibrillazione atriale; il farmaco è attualmente oggetto di revisione in rapporto al suo profilo di beneficio/rischio.

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Sintesi 18-45

  • Eparina
  • Ictus
  • Incidenza
  • Irudine
  • Pazienti
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sintesi
  • Trombocitopenia
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

L'incidenza di trombocitopenia eparina-indotta in pazienti con ictus che ricevono dosi terapeutiche o profilattiche di eparina non frazionata o a basso peso molecolare non è nota. L'impiego di farmaci alternativi alle irudine ricombinanti per il trattamento di questa sindrome è promettente, ma richiede ulteriori valutazioni.

Raccomandazione 13.24 

  • Asintomatica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Morte
  • Raccomandazione
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • GPP
Vai al volume: 13.6.1 Complicanze perioperatorie

È indicato   che ogni centro valuti e renda nota la propria incidenza (dopo endoarterectomia e dopo stenting carotideo) di complicanze gravi (morte, ictus, infarto miocardico) perioperatorie, che possono condizionare l'indicazione all'intervento, specie nella stenosi carotidea asintomatica.

Sintesi 16-28

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Incidenza
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.3 Incidenza e prognosi

I dati di incidenza fanno ritenere che in Italia circa 40·000 nuovi soggetti si ammalino di demenza vascolare ogni anno. L'incidenza corretta per età è pari al 14.6 per 1000 persone anno.

Sintesi 17-39

  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Evidenze
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sintesi
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.4.14 Ictus ed emicrania

Nei pazienti con emicrania con aura si è evidenziata una maggiore incidenza di forame ovale pervio di grandi dimensione. Non è tuttavia noto se nei soggetti emicranici la presenza di forame ovale pervio comporti un elevato rischio cerebrovascolare e non vi sono inoltre evidenze circa l’efficacia della chiusura del forame ovale pervio come prevenzione cerebrovascolare primaria o secondaria in pazienti emicranici.

Sintesi 18-9

  • Donne
  • Fascia
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Patologia
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.2.6 Trattamenti estroprogestinici

Anche se la letteratura indica che l'aumento del rischio di ictus in donne in età riproduttiva è molto basso in rapporto alla bassa incidenza di questa patologia in tale fascia di età, sono necessari dati epidemiologici ampi e definitivi circa la sicurezza dei trattamenti contraccettivi ormonali ai fini del rischio di ictus e sull'esistenza di sottogruppi a maggior rischio. Poiché un ruolo importante amplificante viene giocato da altri classici fattori di rischio per ictus sono auspicabili ulteriori studi che caratterizzino meglio i profili di rischio.

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Sintesi 18-7

  • Fattori di rischio
  • Geni
  • Incidenza
  • Malattia
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 5a-2008
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.2.4 La familiarità e la malattia cardiovascolare ischemica

La familiarità è oggi universalmente riconosciuta come uno dei fattori di rischio più importanti per sindromi ischemiche acute. Si dovrebbero impostare ricerche dedicate per:

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Sintesi 18-2

  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Registri
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.1.1.1 Incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale e controllo dei fattori di rischio

Nuovi studi epidemiologici dovrebbero valutare l'incidenza dell'ictus cerebrale in aree geografiche diverse raccogliendo anche dati sui principali fattori di rischio e sulle modalità di gestione dell'assistenza sanitaria. L'istituzione di registri di malattia in aree geografiche definite permetterebbe di reclutare numeri elevati di pazienti e di confrontare realtà socio-sanitarie diverse. Il reclutamento di vasti campioni di popolazione renderebbe anche possibile lo studio (ed il controllo) di fattori di esposizione rari.

Raccomandazione 7.1 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Educazione
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Persone
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 7.1 Controllo dei fattori di rischio

Sono indicate per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, una opportuna informazione sull’ictus ed una educazione a stili di vita adeguati in quanto è dimostrato che possono produrre una diminuzione dell’incidenza dell’ictus e della mortalità per questa patologia.

Sintesi 4–7

  • 4 Epidemiologia
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Ictus
  • Incidenza
  • Sintesi
  • 6a-2011
Vai al volume: 4.1.4 Evoluzione dell’incidenza

Si calcola che l’evoluzione demografica porterà, in Italia, se l’incidenza rimane costante, ad un aumento dei casi di ictus nel prossimo futuro.

Sintesi 4–3

  • 4 Epidemiologia
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Ictus
  • Incidenza
  • Sintesi
  • 6a-2011
Vai al volume: 4.1.2 Incidenza

L’incidenza dell’ictus aumenta progressivamente con l’età raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Il 75% degli ictus si verifica in soggetti ultrasessantacinquenni.

1. PREVENZIONE PRIMARIA E MEDICINA GENERALE

  • Assistenza medica
  • Carattere
  • Comunicazione
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Educazione
  • Educazione sanitaria
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Malattia
  • Malattie
  • Medici
  • Medicina
  • Minor
  • Motivazione
  • Pazienti
  • Persone
  • Politica sanitaria
  • Polso
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Processo decisionale
  • Raccolta dati
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sforzo
  • Specializzazione
  • Stile di vita
  • Valutazione del rischio
  • Volume

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La Medicina Generale costituisce il punto chiave della prevenzione primaria; essa è infatti “la specialità medica che fornisce un’assistenza continuativa e completa all’individuo e alla famiglia” (American Academy of Family Physicians), “una forma di assistenza medica in cui assumono particolare importanza il contatto primario e la responsabilità continuativa nei confronti del paziente, sia nella prevenzione che nella terapia” (American Board of Family Practice), “un servizio medico primario, continuo e completo, o

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Glossario

  • Accettazione
  • Analisi di sopravvivenza
  • Apprendimento
  • Bias
  • Bias di selezione
  • Confusione
  • Dimensione del campione
  • Dipendenza
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Etica
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Giudizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Intervalli di confidenza
  • Linee guida
  • Mano
  • Medicina
  • Morte
  • Odds ratio
  • Osservazione
  • Partecipazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Retto
  • Ricerca
  • Rischio
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Studi multicentrici
  • Studi prospettici
  • Studi retrospettivi
  • Tecniche diagnostiche
  • Test
  • Volume

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Questo glossario è coerente con i termini usati da BMJ Clinical Evidence. Molti esempi sull'utilizzo corretto e scorretto dei termini del glossario sono reperibili nel testo di Egger, Smith e Altman citato all'inizio).

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18.4.11.2 Il timing

  • Attivazione
  • Circolo di Willis
  • Collo
  • Emergenza
  • Emodinamica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Occlusione
  • Orientamento
  • Quadro clinico
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È dato ormai consolidato che le recidive di ictus occorrono con incidenza nettamente maggiore entro il primo mese e particolarmente entro 7 giorni dall’esordio dei sintomi. Si è quindi adottato un timing sempre più precoce per l’esecuzione di una endoarteriectomia; andrà però verificato se tale orientamento, portando ad intervenire su placche eventualmente ancora in fase di instabilità, possa causare una maggiore incidenza di eventi embolici peri-operatori.

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18.4.2.2 Acidi grassi poliinsaturi (PUFA)

  • Acidi grassi
  • Alimenti
  • Amiodarone
  • By-Pass
  • Calcio
  • Cellule
  • Dietetica
  • Fibrillazione Atriale
  • Funzione ventricolare
  • Grassi
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Morte
  • Morte improvvisa
  • Parametri
  • Pazienti
  • Pesce
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Sodio
  • Sotalolo
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È nota da tempo la relazione tra assunzione di acidi grassi poliinsaturi (PUFA) della serie n-3 (di cui sono ricchi per natura alcuni alimenti, in particolare il pesce azzurro) e prevenzione cardiovascolare.

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18.4.2.1 ACE-inibitori (ACE-I) e antagonisti recettoriali dell’angiotensina II (ARA)

  • Aldosterone
  • Amiodarone
  • Angiotensina II
  • Attivazione
  • Comprensione
  • Digossina
  • Disfunzione ventricolare
  • Diuretici
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Inibizione
  • Ipertensione
  • Ipertrofia
  • Losartan
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sistema renina-angiotensina
  • Studi
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Evidenze cliniche e sperimentali suggeriscono che l’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) previene l’insorgenza e/o il ripetersi di episodi di fibrillazione atriale.

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18.2.2.3 Demenza vascolare e fibrillazione atriale

  • Arterie
  • Attivazione
  • Crescita
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Emostatici
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Occlusione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Trombina
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Esistono dati preliminari [226] sul danno cerebrale da embolizzazione silente nella fibrillazione atriale cronica. È possibile che il legame fra la fibrillazione atriale e la demenza vascolare sia mediato, almeno in parte, da uno stato di ipercoagulabilità. In un recente studio [227] una serie di parametri emostatici sono stati misurati in una coorte osservazionale di pazienti fibrillanti.

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18.1.1.1 Incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale e controllo dei fattori di rischio

  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Fasce di età
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Raccolta dati
  • Registri
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stile di vita
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Volume
  • 6a-2011
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’incremento della vita media, il controllo dei fattori di rischio ed il miglioramento dell’assistenza sanitaria hanno modificato incidenza, prevalenza e mortalità dell’ictus cerebrale.[Feigin,2003] L’ipertensione resta il principale fattore di rischio controllabile dell’ictus ed il suo trattamento è efficace nel ridurne l’insorgenza.[Bejot,2007] Tuttavia il prolungamen

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17.4.15.1 Generalità

  • Contraccettivi orali
  • Donne
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Incidenza
  • Malattia
  • Occlusione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vene
  • Vene cerebrali
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La trombosi delle vene cerebrali consegue normalmente all'occlusione trombotica del seno in cui confluisce ma sono descritti anche casi di trombosi isolata di vene corticali.[AmeriA,1992, FerroJM,2004, BousserMG,2007, BarnettHY,1953, Filippidis

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17.4.14.3 Farmaci antiemicranici ed ictus

  • Anamnesi
  • Bias
  • Cervelletto
  • Donne
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Rischio
  • Shunt
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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I soggetti con emicrania assumono frequentemente farmaci a scopo profilattico e anlgesico, tra i quali una posizione di rilievo è quella dei triptani. L’azione vasocostrittiva dei triptani ha sollevato delle preoccupazione in merito al loro impiego in pazienti già caratterizzati da un’aumentata reattività vascolare ed un rischio di ictus lievemente aumentato, come gli emicranici con aura.

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17.4.14.2 Aura emicranica ed ictus emicranico

  • Analisi multivariata
  • Bias
  • CADASIL
  • Casistica
  • Cefalea
  • Coma
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Emicrania senza aura
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Matrice extracellulare
  • Oxfordshire Community Stroke Project
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi retrospettivi
  • Tronco cerebrale
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’aura emicranica è definita come “episodi ricorrenti di sintomi neurologici focali reversibili che si sviluppano gradualmente nell’arco di 5-20 minuti, fino ad un massimo di 60 minuti. [Headache,2004] L’aura tipica consiste in sintomi visivi, spesso di tipo positivo, associati o meno a deficit della sensibilità e/o deficit del linguaggio.

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17.4.14.1 Emicrania e rischio di ictus

  • Cefalea
  • Contraccettivi orali
  • Donne
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Fasce di età
  • Fascia
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi prospettici
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’emicrania è una patologia neurovascolare cronica caratterizzata da episodi di intensa cefalea, spesso associata a disturbi vegetativi In circa un quarto dei pazienti emicranici la crisi cefalalgica è preceduta da disturbi neurologici focali (aura emicranica) di natura transitoria (con durata normalmente di 20-30 minuti), più frequentemente visivi, sotto forma di scotomi scintillanti (emicrania con aura). La prevalenza dell’emicrania nella popolazione americana è del 25% circa nelle donne e dell’8% negli uomini.

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17.4.13 Sindrome di Susac

  • Amiloide
  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Arteria retinica
  • Arterie
  • Atassia
  • Atrofia
  • Cefalea
  • Ciclofosfamide
  • Corpo calloso
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Diagnosi
  • Encefalomielite
  • Endotelio
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fondo oculare
  • Immunoglobuline
  • Incidenza
  • Malattia
  • Nausea
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Orecchio
  • Orecchio interno
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sclerosi
  • Sclerosi multipla
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Steroidi
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La triade clinica encefalopatia, sordità ed occlusione delle arterie retiniche fu descritta per la prima volta dal neurologo Susac nel 1979.[SusacJO,1979; SusacJO,2007] da allora furono descritti diversi quadri clinici oggi considerati varianti della stressa entità patologica quali la sindrome RED-M (Retinopathy, encephalopaty, Deafness associated microangiopathy)[

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17.4.12 Sindrome di Sneddon

  • Angiografia
  • Angiografia cerebrale
  • Anticoagulanti
  • Anticorpi
  • Arterie
  • Atrofia
  • Biopsia
  • Cefalea
  • Deficit
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Fibrosi
  • Gravidanza
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Manifestazioni cutanee
  • Minor
  • Natiche
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di intervento
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Valvola mitrale
  • Valvole cardiache
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Sneddon è una arteriopatia non infiammatoria caratterizzata dalla presenza di lesioni cutanee sotto forma di livedo racemosa ed episodi cerebrovascolari recidivanti con possibile evoluzione verso una demenza vascolare.[KraemerM,2005, AladdinY,2008]

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17.4.9.1 Arterite di Horton

  • Anemia
  • Aorta
  • Arteria carotide esterna
  • Arteria oftalmica
  • Arterie
  • Arterie ciliari
  • Arterite
  • Arterite a cellule giganti
  • Biopsia
  • Capillari
  • Cefalea
  • Cellule
  • Cuoio capelluto
  • Diagnosi
  • Dolore
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipocinesia
  • Necrosi
  • Nervo ottico
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Polimialgia reumatica
  • Popolazione
  • Prednisone
  • Proteina C
  • Quadro clinico
  • Retina
  • Sesso
  • Sintomi
  • Tromboembolia
  • Vene
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’arterite a cellule giganti (arterite temporale o arterite di Horton) è probabilmente la più frequente tra le cause “vasculitiche “ di ictus cerebrale.

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17.4.8 Displasia fibromuscolare

  • Angiografia
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Doppler
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Sesso
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La displasia fibromuscolare (DFM) è una rara angiopatia segmentale delle arterie di grosso e medio calibro, ad eziologia sconosciuta che colpisce prevalentemente giovani di sesso femminile. In base agli studi agiografici l’incidenza della DFM è compresa fra lo 0,6% e l’1%. Le alterazioni della DFM coinvolgono la carotide interna nel segmento extracranico, 3-4 cm dopo la biforcazione e, meno frequentemente, la vertebrale a livello C2.

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17.4.7 Malattia moyamoya

  • Anemia
  • Angiografia
  • Anossia
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bambino
  • By-Pass
  • Cefalea
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Circolo di Willis
  • Cromosomi
  • Diagnosi
  • Displasia fibromuscolare
  • Distonia
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi del movimento
  • Ematoma
  • Emianopsia
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Evidenze
  • Fumo
  • Gangli
  • Gruppi etnici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperventilazione
  • Ipoestesia
  • Leptospirosi
  • Letti
  • Linguaggio
  • Malattia
  • Meningite
  • Neurofibromatosi
  • Poliarterite nodosa
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sclerosi
  • Sclerosi tuberosa
  • Sesso
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Steroidi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La malattia moyamoya è una malattia rara caratterizzata dalla presenza di steno-occlusioni coinvolgenti la carotide interna intracranica bilateralmente e dalla presenza di un circolo arterioso anomalo alla base dell’encefalo (definito "moyamoya" in giapponese ossia “nuvola di fumo”). Il circolo posteriore è raramente coinvolto.

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17.4.6 Dissecazione dei vasi epiaortici

  • Angiografia
  • Anticoagulanti
  • Arteria carotide comune
  • Arteria Carotide Interna
  • Arteria Cerebrale Media
  • Arteria vertebrale
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Capo
  • Cefalea
  • Collo
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Displasia fibromuscolare
  • Dolore
  • Donne
  • Doppler
  • Ematoma
  • Emicrania
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Eparina
  • Fattori di rischio
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattie
  • Manipolazione
  • Miosi
  • Necrosi
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Osservazione
  • Osteogenesi
  • Osteogenesi imperfetta
  • Paresi
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Rischio
  • Segni
  • Sindrome
  • Sindrome di Horner
  • Sindrome di Marfan
  • Sindrome di Wallenberg
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Sopravvissuti
  • Stenosi
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi clinici
  • Tinnito
  • Tunica media
  • Vasa nervorum
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La dissecazione dei vasi epiaortici (DAC) è responsabile del 20%-25% degli ictus ischemici giovanili.

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17.4.4.5 Neurofibromatosi tipo I

  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Casistica
  • Cervello
  • Collo
  • Crescita
  • Displasia fibromuscolare
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Genetica
  • Incidenza
  • Iride
  • Malattia
  • Microtubuli
  • Muscoli
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Scheletro
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Stenosi
  • Tessuti
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La neufibromatosi tipo I (NF1) è una sindrome neurocutanea ereditaria autosomica dominante causata da una mutazione nel gene NF1 (cromosoma 17q11.2). Circa il 50% dei casi sono dovuti ad una mutazione sporadica nel qual caso la storia familiare è negativa.

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17.4.4.3 Sindrome di Ehlers-Danlos

  • Aneurisma
  • Chirurgia
  • Contusioni
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Fistola
  • Genetica
  • Incidenza
  • Intestino
  • Iperpigmentazione
  • Malattia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Procollagene
  • Rischio
  • Segni
  • Seno cavernoso
  • Sindrome
  • Sindrome di Ehlers-Danlos
  • Suture
  • Tessuto sottocutaneo
  • Utero
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

La sindrome di Ehlers-Danlos (SED) comprende un gruppo di disordini ereditari del collageno caratterizzati da iperelasticità della cute, ipermobilità articolare e lesioni vascolari.[PepinMG,2000]

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17.4.4.2 Sindrome di Marfan

  • Aneurisma
  • Aneurisma aortico
  • Aracnodattilia
  • Asintomatica
  • Atteggiamento
  • Braccio
  • Diagnosi
  • Dilatazione
  • Dita
  • Elastina
  • Fenotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Microfibrille
  • Miopia
  • Omocistinuria
  • Palato
  • Pazienti
  • Piede
  • Prevalenza
  • Prognatismo
  • Prolasso
  • Retina
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sindrome di Marfan
  • Studi
  • Tessuti
  • Tessuto elastico
  • Valvulopatie
  • Vasi sanguigni
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Definizione e generalità

I criteri diagnostici della sindrome di Marfan sono stati recentemente revisionati [JudgeDP,2005] alla luce degli studi genetici.[DePaepeA,1996, RobinsonPN,2006] È caratterizzata dalla presenza di:

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17.4.1.2 Omocistinuria

  • Acido folico
  • Aminoacidi
  • Attivazione
  • Betaina
  • Cistationina
  • Cisteina
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Dieta
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Fibroblasti
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Malattia
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Occhio
  • Omocisteina
  • Omocistina
  • Omocistinuria
  • Osteoporosi
  • Patologia
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Piridossina
  • Popolazione
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ritardo mentale
  • Sangue
  • Scheletro
  • Scoliosi
  • Sistema nervoso
  • Somministrazione orale
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’omocistinuria consiste nell’accumulo di omocistina (dimero dell’omocisteina) nei pazienti affetti. L’omocistinuria classica, dovuta al deficit della cistationina-b-sintetasi, è la più comune malattia metabolica ereditaria del metabolismo della metionina. L’enzima cistationina-b-sintetasi (CBS) è un enzima piridossina (vitamina B6) dipendente.

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17.4.1.1 Malattia di Fabry

  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Ausili
  • Barriera ematoencefalica
  • Biochimica
  • Cornea
  • Cromosoma X
  • Cuore
  • Deficit
  • Diagnosi
  • Diarrea
  • Dispepsia
  • Dolore
  • Donne
  • Endotelio
  • Endotelio vascolare
  • Epitelio
  • Eterozigoti
  • Farmacologia
  • Genetica
  • Glicosfingolipidi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Ipoacusia neurosensoriale
  • Ipoidrosi
  • Malattia
  • Malattia di Fabry
  • Occhio
  • Pazienti
  • Quadro clinico
  • Rene
  • Ricerca
  • Segni
  • Sesso
  • Sintomi
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Tessuti
  • Test
  • Tinnito
  • Tratto gastrointestinale
  • Udito
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La malattia di Fabry, è una malattia lisosomiale dovuta al deficit dell’enzima a-galattosidasi A (a-Gal A), il cui gene è localizzato sul cromosoma Xq22. Il deficit enzimatico comporta un accumulo di glicosfingolipidi, in particolare del globotriosilceramide (Gb3), in molti tessuti, tra i quali il sistema nervoso, l’endotelio vascolare, il cuore, il rene, l’occhio ed il tratto gastrointestinale.

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17.2.3 Classificazione

  • Fasce di età
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infezione
  • Malattia
  • Occlusione
  • Patologia
  • Rischio
  • Stenosi
  • Studi
  • Varicella
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Nell’ictus giovanile, la classificazione è sostanzialmente assimilabile a quella delle fasce di età più avanzate, pur con significative differenze nell’incidenza dei diversi sottotipi. La malattia degenerativa arteriosclerotica (patologia dei grossi vasi e dei piccoli vasi) emerge a partire dal 35 anni di età ed in ictus ad essa conseguente non è frequente al di sotto dei 45 anni.

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17.2.1.2 Ictus nel giovane adulto

  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Le casistiche sull’ictus giovanile includono pazienti di età compresa tra 15-18 anni come limite inferiore e 44-49 come limite superiore; la maggior parte degli studi considerano pazienti di età inferiore ai 45 anni.

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17.2.1.1 Ictus pediatrico e neonatale

  • Deficit
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ischemia
  • Morte
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2011
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’ictus ischemico in età pediatrica (30 giorni-18 anni) è caratterizzato da un deficit focale acuto, persistente almeno 24 ore, con evidenza di ischemia in un territorio arterioso alle neuroimmagini. [LynchJK,2005] L’ictus che avviene tra la 28a settimana di gestazione e il primo mese di vita viene definito ictus neonatale e, per le caratteristiche peculiari è stato descritto nel capitolo precedente.

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16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

  • Affetto
  • Anticoagulanti
  • Attività della vita quotidiana
  • By-Pass
  • Calcio
  • Comportamento
  • Demenza
  • Demenza multi-infartuale
  • Demenza vascolare
  • Enalapril
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fronte
  • Fumo
  • Galantamina
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Malattie
  • Memantina
  • Nausea
  • Nicergolina
  • Nimodipina
  • Nitrendipina
  • Osservazione
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Pentossifillina
  • Perindopril
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione Terziaria
  • Qualità della vita
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Test
  • Volume
  • Vomito
  • Xantine
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Gli interventi con fini terapeutici possibili nel campo della demenza vascolare potrebbero essere distinti in:

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16.3.1 Fase acuta

  • Carattere
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Memoria
  • Pazienti
  • Sintomi
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La compromissione delle funzioni cognitive rappresenta una frequente complicanza dell'ictus in fase acuta e talora ne costituisce il sintomo clinico più grave e rilevante.[274] I disturbi neuropsicologici più frequenti si verificano a carico delle seguenti funzioni: verbali, attentive, visuo-percettive, gnosiche, di pianificazione-rappresentazione motoria, memoria.[275] Numerosi studi, a carattere sia prospettico sia retrospettiv

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16.2.5.6 1 Il delirium

  • Allucinazioni
  • Comportamento
  • Coscienza
  • Deficit
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi della percezione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Pazienti
  • Percezione
  • Rischio
  • Sintomi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Nella diagnosi differenziale deve essere preso anche in considerazione il delirium. Il delirium, o stato confusionale acuto, è un disturbo dello stato di coscienza al quale si accompagna una ridotta capacità di focalizzare, spostare o mantenere l'attenzione su una qualsiasi attività. Sono anche presenti alterazioni delle funzioni cognitive, quali deficit mnesici, disorientamento, principalmente temporo-spaziale, disturbi del linguaggio e disturbi della percezione, ad esempio allucinazioni o false interpretazioni di stimoli sensoriali reali.

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16.2.5.4 Criteri diagnostici correntemente usati per la demenza vascolare

  • Affetto
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Memoria
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Riconoscimento
  • Segni
  • Segni e sintomi
  • Sindrome
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I segni che possono rendere incerta o improbabile la diagnosi di demenza vascolare sono un esordio precoce ed un andamento progressivamente degenerativo dei deficit di memoria o di altri deficit cognitivi corticali, in assenza di lesioni focali corrispondenti alle neuroimmagini.[210] Tuttavia la presenza di una malattia cerebrovascolare non implica necessariamente che l'ictus sia la causa ultima della demenza, o che abbia contribuito alla sua genesi, in particolare quando essa sia concomitante con una malattia di Alz

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16.2.4.1 Fattori di rischio

  • Abitudini
  • Abitudini alimentari
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Apolipoproteine
  • Casistica
  • Concentrazione
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Erbicidi
  • Evidenze
  • Fascia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fosfolipasi
  • Fosfolipasi A2
  • Fumo
  • Genetica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Interleuchine
  • Ipercolesterolemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione
  • Ipotensione ortostatica
  • Letti
  • Lipoproteine
  • Malattia
  • Malattia di Alzheimer
  • Miocardio
  • Occupazione
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Pesticidi
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Radicali liberi
  • Ricaduta
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Sesso
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stress psicologico
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Le cause vascolari di disturbo cognitivo possono essere comuni ed evitabili.[159] Di certo vi è una significativa affinità nel determinismo del rischio dell'ictus e della demenza vascolare: i pazienti ad alto rischio di ictus lo sono anche per la demenza post-ictus;[160, 161, 162] d

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16.2.3 Incidenza e prognosi

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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Il numero di nuovi casi che vanno incontro a demenza ogni anno è funzione della struttura anagrafica della popolazione.

I tassi di incidenza di demenza nei soggetti di età superiore a 60 anni sono pari a circa l'1%, anche se i diversi studi non danno risultati molto omogenei.[136]

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16.2.1 Epidemiologia

  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Epidemiologia
  • Fasce di età
  • Incidenza
  • Malattia
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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La frequenza con cui si manifesta un quadro di deterioramento cognitivo conclamato cronico, definibile come demenza, aumenta con l'aumentare dell'età della popolazione, raggiungendo i massimi livelli nelle fasce di età più elevate. È stato calcolato che nei soggetti ultracentenari si può arrivare a valori di prevalenza di demenza superiori al 50%.[134, 135]

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16.1.9 Apatia

  • Depressione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Sindrome
  • Studi
  • Volume
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus

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I pazienti apatici presentano una diminuzione delle attività, un calo di interessi ed una riduzione delle risposte emozionali. Il DSM non la riconosce come sindrome, ma include l'apatia nei sottotipi di alterazione di personalità prodotta da una condizione medica. Questa difficoltà di inquadramento ha fatto sì che, malgrado l'apatia sia stata frequentemente riscontrata in seguito a lesioni cerebrovascolari, siano rari gli studi che ne abbiano indagato l'incidenza ed i correlati anatomici.

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15.3.6.2 Sindromi dolorose

  • Amitriptilina
  • Carbamazepina
  • Dolore
  • Fenitoina
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linee guida
  • Pazienti
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Una sindrome dolorosa centrale (CPSP; "central post-stroke pain"), o sindrome talamica, è stata osservata nell'8% dei pazienti con postumi di ictus,[523] ma la sua reale incidenza è tuttora oggetto di discussione a causa di un approccio al problema spesso non corretto.[524] Una sindrome dolorosa centrale può aumentare la disabilità dei pazienti.[

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15.2.4.1.5 Controllo delle condizioni che generano dolore

  • Dolore
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipoestesia
  • Neglect
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Sindrome
  • Sopravvissuti
  • Studi
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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Un obiettivo indirettamente correlato con il recupero della funzione motoria dell'arto superiore è la prevenzione di una sindrome dolorosa prossimale.

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15.2.3.5 La specificità dell'intervento sulla cerebrolesione grave

  • Ausili
  • Costi
  • Disabili
  • Disturbi cognitivi
  • Estensiva
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Isolamento sociale
  • Medicina
  • Menomazione
  • Neuropsicologico
  • Partecipazione
  • Pazienti
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Volume
  • 15 Riabilitazione

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L'utilità del trattamento riabilitativo intensivo per i pazienti che presentino all'ingresso un quadro di grave disabilità, è oggetto di dibattito. Il principale fattore contrario all'ammissione a strutture riabilitative intensive è che questi pazienti non recuperano, non traendo beneficio dalla riabilitazione, in quanto troppo malati per offrire un'adeguata partecipazione.

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14.6.4 Rientro presso il domicilio

  • Ansia
  • Attivazione
  • Caregiver
  • Comportamento
  • Comunicazione
  • Depressione
  • Famiglia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Minor
  • Parlare
  • Patologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Personale sanitario
  • Reinserimento
  • Sensazione
  • Studi
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Dal focus group realizzato in Umbria emerge che il ritorno a casa è caratterizzato da una sensazione di scarso supporto del familiare e del paziente da parte delle istituzioni.

Nella fase del reinserimento familiare maturano altri problemi, che potranno essere risolti o resi più sopportabili da un migliore rapporto medico-paziente o medico-familiare. Primo tra tutti è la gestione della nuova disabilità, se presente, presso un domicilio che potrebbe essere non adatto alle condizioni del momento.

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14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

  • Acidi grassi
  • Acidi grassi polinsaturi
  • Acido folico
  • Antiossidanti
  • Calcio
  • Carboidrati
  • Colesterolo
  • Deglutizione
  • Dieta
  • Dietetica
  • Digiuno
  • Disidratazione
  • Disturbi della deglutizione
  • Etica
  • Evidenze
  • Fibra alimentare
  • Grassi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Iperomocisteinemia
  • Linee guida
  • Livelli Di Assunzione Raccomandata Di Energia E Nutrienti
  • Magrezza
  • Malattia
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Metabolismo
  • Metabolismo basale
  • Morte
  • Nutrizionale
  • Omocisteina
  • Osteoporosi
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sesso
  • Sovrappeso
  • Stipsi
  • Stroke
  • Studi
  • Vitamina A
  • Vitamina D
  • Vitamine
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Sulla base delle evidenze al momento disponibili, si ritiene che i fabbisogni nutrizionali del soggetto post-ictus normonutrito siano comparabili a quelli della popolazione generale di età, sesso e peso corporeo similari, con specifici adeguamenti da apportare in presenza di malnutrizione proteico-energetica e/o patologie associate (specie se associate a ipercatabolismo) secondo quanto indicato nelle linee guida e nei testi di riferimento dedicati a tali condizioni.[288, <

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14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

  • Anziano
  • Assistenza medica
  • Atteggiamento
  • Autonomia
  • Causa di morte
  • Costi
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Disabili
  • Discipline
  • Educazione
  • Famiglia
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Fronte
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incontinenza urinaria
  • Indicatori
  • Influenza
  • Intensiva
  • Ipertensione
  • Istituzionalizzazione
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Minor
  • Mortalità
  • Morte
  • Neuromotorio
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Pressione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Riconoscimento
  • Rieducazione
  • Rischio
  • Sopravvissuti
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi clinici
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Lo scenario epidemiologico, di per sé, giustifica pienamente un interesse specifico per gli aspetti che l'ictus ha in età avanzata: come descritto nel Capitolo 4, l'incidenza dell'ictus cresce con l'età, tanto che oltre il 75% dei casi si osservano in persone ultrasessantacinquenni.

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14.2.1.3.4 Organizzazione dell'assistenza all'ictus in fase acuta

  • Assistenza al paziente
  • Caregiver
  • Competenze professionali
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Depressione
  • Educazione
  • Estensiva
  • Evidenze
  • Handicap
  • Ictus
  • Incidenza
  • Linguaggio
  • Medicina
  • Neurologia
  • Pazienti
  • Percezione
  • Progetto riabilitativo
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sesso
  • Sopravvissuti
  • Stress
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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Setting

I risultati di numerose revisioni di studi randomizzati controllati sono concordi nel sostenere la superiorità della gestione di pazienti ammessi ad unità di terapia dedicate all'ictus, rispetto a Reparti di Medicina Generale.[184, 185, 186] I vantaggi si misurano in termini di riduzione della mortalità, dell'incidenza di complican

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14.2.1.2 Neuroimmagini funzionali ed indicatori di recupero

  • Attivazione
  • Causa di morte
  • Deficit
  • Disinibizione
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Mano
  • Morte
  • Neuropsicologico
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Plasticità neuronale
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Tecniche diagnostiche
  • Tomografia
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La patologia cerebrovascolare acuta, oltre a mantenere, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il terzo posto come causa di morte, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età, rappresenta la principale causa di disabilità. È stato calcolato che in più del 50% dei pazienti residuano deficit motori dopo un evento ischemico, soprattutto a carico della funzionalità della mano.[163]

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14.2.1.1.7 Gravità e complessità dell'espressione clinica

  • Afasia
  • Agnosia
  • Attività di vita quotidiana
  • Autonomia
  • Coma
  • Comprensione
  • Coscienza
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Disturbi del linguaggio
  • Emiplegia
  • Evidenze
  • Fronte
  • Gastrostomia
  • Ictus
  • Incidenza
  • Indicatori
  • Infezione
  • Istituzionalizzazione
  • Linee guida
  • Linguaggio
  • Malnutrizione
  • Menomazione
  • Minor
  • National Institutes Of Health Stroke Scale
  • Neglect
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Paralisi
  • Paresi
  • Pazienti
  • Polmonite
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Qualità della vita
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Rischio
  • Scandinavian Stroke Scale
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Tempi di degenza
  • Tono muscolare
  • Tosse
  • Volume
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie

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La tipologia dell'espressione clinica è, tra i fattori emergenti dopo ictus, quello gravato dal maggior significato prognostico ai fini della probabilità di sopravvivenza, di complicanze in fase acuta e di recupero funzionale.[78, 79, 80] La gravità della compromissione neurologica globale è misurabile con scale cliniche quali la Scandinav

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13.8 Considerazioni economiche sui trattamenti chirurgici

  • Angioplastica
  • Angioplastica Percutanea Transluminale
  • Chirurgia
  • Costi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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La scelta di effettuare procedure endovascolari alternative alla chirurgia tradizionale dipende in prima istanza dall'affidabilità delle prime rispetto alla seconda. Ribadita, pertanto, la necessità di ulteriori studi per verificarne la sicurezza, gli elementi economici di questi trattamenti chirurgici (e dei trattamenti chirurgici in generale) si possono sintetizzare con l'esempio di un confronto fra la procedura di angioplastica percutanea transluminale (PTA) e di EC.

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13.6.4.3 La carotide controlaterale

  • Doppler
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Sensibilità e specificità
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Anche per questo argomento gli studi sono stati condotti prevalentemente in casistiche dopo EC e si presume che possano valere anche per i controlli dopo stenting.

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13.6.4.2 Follow-up ottimale

  • Angiografia
  • Chirurgia
  • Doppler
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Pazienti
  • Rischio
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Il follow-up è eseguito nella maggior parte dei centri mediante tecniche ultrasonografiche ed in particolare mediante eco (color) Doppler, riservando le altre metodiche diagnostiche, come la TC o l’angio-RM con mezzo di contrasto (in casi eccezionali l’angiografia) ai casi dubbi e sintomatici in cui si presume opportuna la correzione della restenosi.

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13.6.4.1 La restenosi

  • Angioplastica
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperplasia
  • Morte
  • Parametri
  • Patch
  • Pazienti
  • Stenosi
  • Stent
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Incidenza e diagnosi di restenosi

L'incidenza ed il significato della restenosi dopo EC o stenting sono tuttora oggetto di discussione. Secondo lo studio di Frericks,[206] che ha compiuto una revisione di oltre 500 lavori presenti in letteratura, l'incidenza generale di restenosi dopo EC risulterebbe così distribuita: 10% nel primo anno, 3% nel secondo anno, 2% nel terzo anno, 1% gli anni successivi.

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13.6.3 Controllo dei fattori di rischio[203]

  • Asintomatica
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Emorragia
  • Estrogeni
  • Fumo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Lipidi
  • Morte
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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La pressione arteriosa deve essere monitorata nel periodio pre-, intra- e post-operatorio, specie nelle 24 ore successive all'intervento e nei giorni prima della dimissione, in particolare nei pazienti tendenzialmente ipotesi, per la prevenzione di eventuali episodi ipotensivi che a volte si verificano durante e dopo la procedura, ma soprattutto nei pazienti ipertesi e/o con stenosi carotidea preocclusiva, per la prevenzione della sindrome da iperperfusione cerebrale.

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13.6.2 Controllo post-procedurale

  • Ictus
  • Incidenza
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Il controllo post-procedurale di qualità di risultato è importante in corso di EC o stenting e si associa ad una lieve ma significativa riduzione delle complicanze peri procedurali e post operatorie a distanza.[201]

L'identificazione e la riparazione di difetti in corso di EC è una procedura efficace nel ridurre l'incidenza di restenosi e di ictus nel follow-up.[202]

13.6.1 Complicanze perioperatorie

  • Casistica
  • Deficit
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Intensiva
  • Medici
  • Morte
  • Ospedali
  • Pazienti
  • Rischio
  • Studi
  • Terapia intensiva
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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È opportuno che ogni centro valuti la propria incidenza di complicanze gravi (morte, ictus) perioperatorie.

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13.5.5 Endoarteriectomia carotidea per eversione

  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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L'endoarteriectomia carotidea (EC) per eversione, che si esegue mediante sezione trasversa dell’arteria, evita l'arteriotomia longitudinale necessaria per l'EC tradizionale ed è particolarmente indicata per correggere eventuali allungamenti e kinking. Essa si associa a bassa percentuale di complicanze perioperatorie e di restenosi.

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13.5.3.1 Confronto tra differenti tipi di patch

  • Emostasi
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infezione
  • Minor
  • Patch
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Trombosi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Il Cochrane Stroke Review Group ha selezionato otto studi randomizzati e controllati (1·480 interventi di EC) in cui sono stati confrontati i seguenti materiali per il patch di sutura in corso di EC: vena con PTFE, vena con dacron e dacron con PTFE.[161] Dalla maggioranza dei centri e degli autori viene oggi preferito il dacron, in quanto comporta un'emostasi più controllabile (rispetto al PTFE) e minor durata di intervento (rispetto alla vena),[

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13.5.3 Endoarteriectomia carotidea con sutura diretta o con patch

  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Angiografia
  • Angioplastica
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infezione
  • Morte
  • Occlusione
  • Parametri
  • Patch
  • Prognosi
  • Rischio
  • Shunt
  • Sintomatica
  • Stroke
  • Studi
  • Trombosi
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Molti dettagli di tecnica possono influenzare i risultati immediati e a distanza dopo EC, come ad esempio il tipo di arterioraffia che conclude l'intervento e che può esser condotta o per sutura diretta o con angioplastica mediante interposizione di un patch, sia esso in vena o in materiale sintetico. Una delle problematiche più importanti in questione è proprio se l'uso del patch, oltre ad essere sicuro e senza complicanze, come la sutura diretta, può ridurre il rischio di restenosi e quindi migliorare l'esito clinico.

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13.4.2 Diagnostica cerebrale pre-operatoria

  • Acetazolamide
  • Atrofia
  • Cervello
  • Chirurgia
  • Coscienza
  • Cranio
  • Deficit
  • Deficit neurologico
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Edema
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipercapnia
  • Leucoaraiosi
  • Parametri
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prognosi
  • Rischio
  • Segni
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Test
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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La tomografia computerizzata (TC) del cranio, standardizzata negli ultimi decenni, è il test diagnostico ritenuto oggi fondamentale per il suo valore diagnostico e prognostico nella valutazione pre-operatoria dello stato anatomico del cervello.[75, 76, 77] In particolare essa è in grado di rilevare lesioni come l'atrofia e altri segni di involuzione, l'ede

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13.4.1 Indagine cardiologica e inquadramento sistemico

  • American Heart Association
  • Angina instabile
  • Asintomatica
  • By-Pass
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Dipiridamolo
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Dobutamina
  • Ecocardiografia
  • Esercizio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Ischemia
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
  • Morte
  • Parametri
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Prognosi
  • Rischio
  • Scompenso cardiaco
  • Sforzo
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stress
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Test
  • Trombosi
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Deve essere eseguita un'attenta indagine cardiologica, in particolare per la diagnosi di malattia coronarica spesso coesistente [52, 53, 54] e silente.

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13.3 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea asintomatica

  • American Heart Association
  • Angiografia
  • Asintomatica
  • Chirurgia
  • Circolo di Willis
  • Consensus
  • Costi
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Diagnosi precoce
  • Disabili
  • Donne
  • Doppler
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Ipercolesterolemia
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Morte
  • Occlusione
  • Occlusione Carotidea
  • Ospedalizzazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Predittori
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sclerosi
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Studi epidemiologici
  • Terapia chirurgica
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica

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L'indicazione chirurgica nei soggetti con stenosi carotidea asintomatica resta ancora oggi senz'altro più discussa che nei pazienti con stenosi carotidea sintomatica, anche se notevole chiarezza è stata fatta con i dati dello studio ACAS. Tali dati hanno mostrato infatti un beneficio dell'EC in soggetti con stenosi carotidea uguale o superiore al 60% (valutata con il metodo NASCET) "asintomatici".

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13.1 Il ruolo della chirurgia carotidea

  • Angiografia
  • Arteria vertebrale
  • Asintomatica
  • Chirurgia
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Minor
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sindromi Lacunari
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Studi
  • Tomografia
  • Tomografia Computerizzata
  • Tronchi Sovra-Aortici
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Vi è comune accordo nel riconoscere l'importanza della chirurgia carotidea nella prevenzione dell'ictus cerebrale ischemico.

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12.2.3 Ticlopidina

  • ADP
  • Anamnesi
  • Cervello
  • Cuore
  • Diarrea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Morte
  • Morte cerebrale
  • Neutropenia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Segni
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stroke
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011

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In due studi clinici randomizzati la tienopiridina, ticlopidina, si è dimostrata più efficace del placebo [GentM,1989] e dell'ASA [HassWK,1989] nella prevenzione secondaria dell'ictus ischemico.

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12.2.2 Clopidogrel

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  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011

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Clopidogrel è una tienopiridina, strutturalmente simile alla ticlopidina, della quale condivide - oltre al nucleo tienopiridinico - il meccanismo d'azione di inibitore del recettore piastrinico dell'ADP e il graduale inizio dell'effetto antipiastrinico, mentre ha un profilo di tossicità più favorevole della ticlopidina.

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