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Prevenzione secondaria

Raccomandazione 10.11 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con FA che già assumevano terapia anticoagulante orale e che presentino un INR al di sotto del range terapeutico, è indicata la terapia anticoagulante, con la scelta del del timing definita come nella raccomandazione 10.09.

Raccomandazione 10.13 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Ictus
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Grado A
Vai al volume: 10.1.2.2 Ictus da patologia aterosclerotica dei tronchi arteriosi extra-cranici

In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che non assumevano terapia antitrombotica prima dell'evento, è indicato somministrare ASA.

* GPP

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Raccomandazione 10.10 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Grado B
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

L'ASA alle dosi di 300 mg/die è indicato come terapia di prevenzione secondaria precoce dopo un ictus cardioembolico in tutti i casi nei quali la terapia anticoagulante è controindicata o non possa essere adeguatamente monitorata al momento della dimissione.

Raccomandazione 10.14 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • 6a-2011
  • Dipiridamolo
  • Ictus
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Ticlopidina
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.2 Ictus da patologia aterosclerotica dei tronchi arteriosi extra-cranici

In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che già assumevano ASA prima dell'evento, qualora l’opzione scelta sia di sostituire l’ASA con un altro antiaggregante piastrinico è indicato somministrare  clopidogrel 75 mg/die, o dipiridamolo a lento rilascio 400 mg e ASA 50 mg / die.

Sintesi 12-1

  • Ictus
  • Minor
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.2.4 Gli antiaggreganti in studio

Nella revisione Cochrane del 2011, relativa a 2 studi su 3477 pazienti asiatici, quelli trattati con cilostazolo avevano un minor rischio di eventi vascolari globali (NNT 38)ed un più basso rischio di ictus emorragico e di eventi avversi (NNT 66  e 31). Sono necessari nuovi studi per valutare la possibilità che il cilostazolo sia ugualmente efficace anche in soggetti di razza non asiatica.

Sintesi 12-13

  • Prevenzione secondaria
  • Sintesi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.12.3 Placche dell’arco aortico

Le  placche  presenti   a  livello  dell’arco  aortico  sono   un predittore   importante  nell’insorgenza  di  stroke.

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Raccomandazione 12.13 d 

  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • GPP
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con recidiva di ictus o TIA associato a FOP, in presenza di trattamento con ASA o con TAO, dopo una rivalutazione  multidisciplinare del caso e in accordo con il paziente è indicata la chiusura del PFO.

12.5 Ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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La recidiva di ictus ischemico durante il trattamento anticoagulante pretende una ridiscussione della patogenesi della ischemia cerebrale alla ricerca di cause arteriosclerotiche extra ed intracraniche. Bisogna verificare che non continuino l’assunzione di fumo, alcol e droghe e si devono controllare al meglio la glicemia, l’iperlipidemia e l’ipertensione arteriosa

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12.12.4 Aterotrombosi delle arterie intracraniche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Le stenosi arteriose intracraniche sono responsabili del 8-10% degli stroke e il rischio di recidiva sta tra il 10 e 50%. [ThijsVN,2000]  La terapia medica riduce il rischio di recidive dal 10 al 24%.  Lo studio WASID, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico e sponsorizzato dal NINDS, di confronto tra ASA e warfarin, ha studiato 569 pazienti con TIA o minor stroke e dimostrata stenosi di arterie intracraniche. Sono stati confrontati i trattamenti con ASA 1300 mg/die e warfarin con INR normalizzato tra 2-3.

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12.12.3 Placche dell’arco aortico

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Le placche aterosclerotiche dell'aorta toracica sono state riconosciute come causa importante di ictus ed embolia periferica. La prevalenza di ateromi aortici nei pazienti con ictus è di circa 21%-27%. [DiTullioMR,1996] L'ecografia transesofagea (ETE) è la metodica d'elezione per studiare le placche aortiche, mentre la TC, la RM e l'ultrasonografia epiaortica perioperatoria possono essere considerate metodiche complementari.

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12.12.2 Circolo cerebrale e arterie periferiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Studi epidemiologi hanno dimostrato come i soggetti con arteriopatia periferica presentino un rischio relativo di morte per eventi maggiori cardiovascolari (ictus ischemico e infarto) 2-3 volte superiore rispetto ai soggetti della stessa età senza arteriopatia. [WeitzJI,1996]

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12.12.1 Circolo cerebrale e arterie coronariche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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L'ictus e l'infarto miocardico condividono un processo fisiopatologico in gran parte comune, l'aterotrombosi, e questo concetto è rinforzato dal fatto che entrambe le patologie condividono fattori di rischio in gran parte simili. Tra l'altro la cardiopatia ischemica rappresenta la più frequente causa di morte dei pazienti con patologia cerebrovascolare, non tanto nell'immediato periodo dopo l'evento cerebrale quanto piuttosto a distanza.

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12.12 L’aterotrombosi polidistrettuale

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12.11.3 Cardiomiopatia

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Circa il 10% dei pazienti con stroke ischemico hanno una frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤30%. [PullicinoPM,2000] Tra i fattori di aumentato rischio tromboembolico nella cardiomiopatia dilatativa ricordiamo la disfunzione ventricolare sinistra, la presenza di trombo ventricolare sinistro e la pregressa tromboembolia. Esiste un consenso riguardo alle indicazioni alla TAO nella cardiomiopatia dilatativa in presenza di FA, trombo ventricolare sinistro o pregresso evento tromboembolico.

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12.11.2 FOP ed embolia paradossa

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Il forame ovale pervio è un reperto di riscontro comune, riportato nel 15-25% della popolazione generale.[MeissnerI,2006; PettyGW,2006; DiTullioMR,2007]

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12.11.1 FANV e stenosi carotidea

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Nei pazienti con ictus e FANV non è raro riscontrare lesioni carotidee congruenti con l'emisfero cerebrale colpito. L'incidenza di stenosi carotidea ipsilaterale nei pazienti con ictus e FANV è stimata intorno al 15%. Nel singolo paziente può essere difficile stabilire l'eziologia cardioembolica o carotidea responsabile dell'ictus.

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12.11 Indicazioni specifiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12.10 La terapia del diabete

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Tutte le LG concordano sull’utilità di ridurre i valori glicemici e quelli della pressione arteriosa nei diabetici, per prevenire le complicanze circolatorie a livello cardiaco e cerebrale. Tre studi di controllo severo dei valori glicemici e di quelli dell’emoglobina glicosilata nel totale di 23.182 casi con manifestazioni cardiocircolatorie o associazione di altri fattori di rischio (ACCORD; ADVANCE; Veterans Affair Diabetes Trial) hanno concluso per l’inutilità di raggiungere target troppo severi.

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12.9 L’utilizzo di statine

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Studi epidemiologici non hanno sinora dimostrato in modo definitivo una relazione chiara tra colesterolemia e ictus, emergono tuttavia evidenze dai trial clinici su l’efficacia delle statine nei pazienti coronaropatici nel ridurre l’incidenza di ictus. Una metanalisi su più di 90000 pazienti, prevalentemente coronaropatici, randomizzati in 26 trial randomizzati , il trattamento con statine ha ridotto il rischio di ictus del 21% verso placebo (OR, 0,79; 95% CI 0,73-0,85).

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12.8 La terapia antipertensiva

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Fra il 1970 e il 1995, 4 studi hanno valutato gli effetti della terapia antipertensiva nella prevenzione secondaria delle recidive di ictus.

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12.7 Problemi della terapia antitrombotica: in caso di recidiva di emorragia cerebrale

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Particolare attenzione si è data, negli ultimi tempi, all’emorragia in pazienti che assumevano terapia anticoagulante od antiaggregante, dato il progressivo aumento nell’uso di tali farmaci. Secondo [HartRG,2005], in termini di rischio assoluto, mentre la percentuale di emorragie intracraniche spontanee tra i soggetti di 70 anni sarebbe dello 0.15% per anno, in quelli che seguivano una terapia anticoagulante con il Warfarin con un valore di INR tra 2 e 3, la stessa aumenterebbe a 0.3-0.8% per anno.

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12.6 Nuovi approcci alla terapia anticoagulante

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Nella maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale è stato dimostrato che la terapia anticoagulante orale con antagonisti della vitamina K è in grado di ottenere il miglior effetto protettivo verso l'ictus.

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12.4.2.3 Decisioni terapeutiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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In mancanza di studi specifici sulla modalità terapeutica da usare in caso di fallimento della protezione con antiaggreganti non esistono raccomandazioni. Alcuni autori hanno usato il passaggio agli anticoagulanti, altri hanno consigliato la chirurgia in caso di carotide stenotica. Pur in mancanza del sostegno di studi RTC molti clinici consigliano l’aumento della dose di ASA o l’associazione con il dipiridamolo.

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12.4.2.2 Clopidogrel

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Anche per il clopidogrel sono possibili vari meccanismi alla base della resistenza:

a.  competizione o interazione con altri farmaci; [LauWC,2003]

b.  stretta relazione con l'attività del citocromo epatico P450 3A4 che trasforma il clopidogrel nel metabolita attivo; [LauWC,2004]

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12.4.2.1 Aspirina

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Da almeno 20 anni vari studi si è evidenziato il cosiddetto "problema della resistenza all'ASA" [HelgasonCM,1994] , [GrundmannK,2003] in quanto, attraverso metodiche di laboratorio, alcuni pazienti  nonostante la terapia, mostrano nelle indagini di laboratorio una insufficiente inibizione della funzione piastrinica.

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18.1.2.1 Ipertensione arteriosa

  • 6a-2011
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ritmo circadiano
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sopravvissuti
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È assolutamente validato che l’ipertensione sia un fattore di rischio per ictus ischemico e emorragico.

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6.4.8 Iperomocisteinemia

  • 6 Fattori di rischio
  • Acido folico
  • Alimenti
  • American Heart Association
  • Analisi multivariata
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Concentrazione
  • Enzimi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Omocisteina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sesso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Studi prospettici
  • Studi retrospettivi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010

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I livelli plasmatici di omocisteina, che deriva dall'aminoacido essenziale metionina, sono influenzati da fattori genetici che regolano la sintesi di enzimi coinvolti nel suo metabolismo (cistationina b-sintetasi, 5-10 metilentetraidrofolato reduttasi) e dall'apporto dietetico di vitamina B6, B12 e acido folico.[129]

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6.4.5 Attacchi ischemici transitori

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Anamnesi
  • Anticoagulanti
  • Attacco ischemico transitorio
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Donne
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Linguaggio
  • Menopausa
  • Minor
  • Miocardio
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ictus ischemico è frequentemente preceduto da un attacco ischemico transitorio (TIA), che, pur non comportando disabilità, rappresenta un campanello d'allarme di rischio vascolare.[102, 103].

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12.4 Recidiva di ictus durante la terapia antiaggregante

  • 6a-2011
  • Angiotensina II
  • Anossia
  • Anziano
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Atenololo
  • Calcio
  • Casistica
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nitrendipina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perindopril
  • Placebo
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteinuria
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sintomi
  • Società
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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18.9 Studi in corso sull'ictus

  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Sono attualmente in corso numerosi studi sia sulla prevenzione che sulla terapia dell'ictus. La rapidità con cui questi studi vengono progettati e attuati non permette di darne un elenco stampato, che sarebbe inevitabilmente obsoleto in pochi mesi. Una lista molto aggiornata degli studi di prevenzione primaria, di terapia, e di prevenzione secondaria dell'ictus ischemico è reperibile sul sito http://www.strokecenter.org/ e su http://clinicaltrials.gov.

18.4.3.4 Profilassi del tromboembolismo venoso

  • Anticoagulanti
  • Asintomatica
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Dipendenza
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inguine
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I pazienti con ictus determinante una ridotta mobilità sono ad elevato rischio di tromboembolismo venoso. Nonostante questo, a tutt’oggi esistono incertezze sulla sicurezza e sulla tempistica di somministrazione della profilassi farmacologica anticoagulante nel paziente con ictus ischemico così come sulle indicazioni alla profilassi meccanica con calze elastiche o compressione pneumatica intermittente come alternativa alla profilassi farmacologica.

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18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

  • Angioplastica
  • Anticoagulanti
  • Aspirina
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragie intracraniche
  • Evidenze
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La fibrillazione atriale è il più importante fattore di rischio indipendente di ictus ischemico. In base alla stratificazione del rischio individuale per il singolo paziente, anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici sono i farmaci di scelta per prevenire gli eventi embolici.

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18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

  • Anticoagulanti
  • Compliance del paziente
  • Evidenze
  • Fosfodiesterasi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Minor
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia antiaggregante piastrinica rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti con ictus ischemico, con l’eccezione di coloro nei quali si è documentata una fonte cardioembolica. L’ASA rimane il farmaco più utilizzato, altre molecole con meccanismi di azione differenti come il clopidogrel hanno dimostrato solo lievi potenziali vantaggi. L’associazione di due antiaggreganti piastrinici non ha mantenuto le attese, che erano motivate dai benefici riscontrati nel paziente con cardiopatia ischemica.

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18.2.2.1 Meccanismi elettrofisiologici e molecolari

  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Antiaritmici
  • Anticorpi
  • Beta-lattamasi
  • Calcio
  • Canali del calcio
  • Canali del potassio
  • Canali ionici
  • Chlamydia
  • Comprensione
  • Dilatazione
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Emodinamica
  • Fibrillazione Atriale
  • Fosforilazione
  • Funzione ventricolare
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Infezione
  • Ipertrofia
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteine
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema renina-angiotensina
  • Spostamenti
  • Stress
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Lo studio dei meccanismi in grado di indurre, mantenere ed interrompere la fibrillazione atriale è un aspetto rilevante della ricerca di base. A prescindere dalla fibrillazione atriale dovuta a preesistenti condizioni aritmogene determinate da patologie cardiache, l'aritmia di per sé determina una serie di alterazioni in grado di portare alla sua cronicizzazione.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
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  • Persone
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  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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18.1.4 L'ictus dell'anziano

  • Anamnesi
  • Anziano
  • Attacchi
  • Atteggiamento
  • Casistica
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Donne
  • Emostasi
  • Evidenze
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fumo
  • Genotipo
  • Geriatria
  • Ictus
  • Incidenza
  • Invecchiamento
  • Ipercolesterolemia
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Malattie
  • Mortalità
  • Morte
  • Occlusione
  • Omocisteina
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Probabilità
  • Proteina C
  • Proteina C-reattiva
  • Protrombina
  • Resistenza alla proteina C attivata
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Sintomi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombomodulina
  • Uomini
  • Visione
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il rischio di ictus cresce in maniera sostanziale con l'aumentare dell'età, come confermato anche dall'analisi dei dati del Framingham Study,[133] ma rimangono ancora da chiarire molti aspetti patogenetici legati al suo sviluppo. Nell'anziano l'elevata incidenza di ictus non è spiegabile solo con i classici fattori di rischio, alcuni dei quali, come il fumo, tendono infatti a ridursi con l'età.[134]

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18.1.2.5 Anticorpi antifosfolipidi

  • Anticorpi
  • Anziano
  • Donne
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto cerebrale
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombofilia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Vari studi hanno da anni dimostrato un'aumentata prevalenza di anticorpi antifosfolipidi in pazienti con ictus ischemico e la ricerca di questi fattori di rischio è entrata nella diagnostica dei pazienti con malattia cerebrovascolare (vedi § 6.5.9).

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18.1.2.2 Fattori di rischio metabolici

  • 6a-2011
  • Acido folico
  • Apolipoproteine
  • Arginina
  • Caffè
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Ciclosporina
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Concentrazione
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Endotelio
  • Enzimi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrinolisi
  • Geni
  • Glicemia
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza renale
  • Insulina
  • Ipercolesterolemia
  • Iperglicemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipotiroidismo
  • Ischemia
  • Lipidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattie
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Mezza età
  • Minor
  • Mortalità
  • Neoplasie
  • Obesità
  • Omocisteina
  • Omocistinuria
  • Omozigote
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Piastrine
  • Popolazione
  • Pravastatina
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Proteine
  • Quadro clinico
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sindrome
  • Steroidi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Trigliceridi
  • Trombosi
  • Vitamina B12
  • Vitamine
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fattori lipidici

Il rapporto fra livelli di colesterolo e ictus è meno stretto e definito rispetto a quello che la colesterolemia ha con la cardiopatia ischemica. Diversi studi osservazionali negli ultimi anni hanno suggerito il ruolo del colesterolo come fattore di rischio per ictus. Inoltre, importanti studi di intervento hanno dimostrato che il decremento dei livelli di LDL colesterolo ottenuto con statine riduce il rischio di ictus.

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Sintesi 20-6

  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • 6a-2010
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza
Vai al volume:


I vari processi nei quali è articolata la filiera dell’assistenza all’ictus cerebrale comprendono la prevenzione, il primo contatto, la  diagnosi, l’ avvio in emergenza in ospedale, gli  interventi della fase acuta, la gestione in  Stroke Unit, i trasferimenti dopo la fase acuta, la riabilitazione, la prevenzione secondaria, il supporto sociale e sanitario.

 

Sintesi 18-34

  • Anticoagulanti
  • Evidenze
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

I dati più recenti rafforzano ulteriormente le evidenze di un rapporto rischio/beneficio sfavorevole nell'impiego di anticoagulanti orali per la prevenzione secondaria dell'ictus non cardioembolico.

 

Sintesi 18-35

  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

Nuovi studi sono necessari per meglio identificare le cause di eventi ischemici in corso di terapia antiaggregante piastrinica e per proporre strategie alternative di prevenzione secondaria mirate.

Sintesi 18-32

  • Anticoagulanti
  • Eparina
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • Studi
  • Trombosi
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

Nuovi studi dovranno meglio definire il ruolo della trombolisi nei pazienti con trombosi dei seni venosi cerebrali ad esordio particolarmente grave. Nei pazienti trattati con eparina non frazionata o a basso peso molecolare la tempistica di introduzione degli anticoagulanti orali è incerta.
Rimangono inoltre incertezze relative alla durata della prevenzione secondaria.

Sintesi 18-40

  • Anticoagulanti
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

Nella prevenzione secondaria dell’ictus ischemico in pazienti portatori di protesi valvolari meccaniche l’associazione di anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici appare favorevole. Più incerto il rischio/beneficio in caso di utilizzo di range terapeutici più elevati (INR target >3).

Sintesi 18-42

  • Evidenze
  • Forame ovale
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintesi
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
Vai al volume: 18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

Non vi sono evidenze per identificare le migliori strategie di prevenzione secondaria dell'ictus ischemico in pazienti con pervietà del forame ovale.

Sintesi 16-43

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Terziaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • 6a-2010
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Gli interventi terapeutici nel campo della demenza vascolare possono essere distinti in:

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Raccomandazione 12.4 a 

  • Dipiridamolo
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.1 Aspirina più dipiridamolo

L'associazione ASA 50 mg/die più dipiridamolo a lento rilascio 400 mg/die è più efficace (NNT=100) di ASA da sola  ma somministrata a dosi inferiori ai 75 mg/die, quindi è indicata nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico

Sintesi 12-4

  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.2 Aspirina più clopidogrel

Lo studio MATCH, su pazienti con TIA o ictus ischemico che, oltre all’evento indice, dovevano presentare precedenti ischemici miocardici o cerebrali o periferici o diabete, ha dimostrato che l’associazione di ASA e clopidogrel, pur riducendo gli eventi ischemici, determina dopo tre mesi di terapia un aumento delle complicanze emorragiche maggiori e a rischio per la vita.

Sintesi 12-5

  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.2 Aspirina più clopidogrel

Lo studio CHARISMA ha concluso che non si ha significativo beneficio, ma neppure differenze di rischio, dalla terapia di associazione di clopidogrel e ASA nella prevenzione degli eventi aterotrombotici.

Sintesi 12-6

  • Dipiridamolo
  • Fronte
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Sintesi
  • Studi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.2 Aspirina più clopidogrel

La complessità delle numerose analisi statistiche derivate dagli studi recentemente pubblicati sui farmaci antiaggreganti piastrinici, impiegati sia da soli sia in associazione, rilevano come, a fronte delle diverse situazioni cliniche presentate dal paziente, sempre più il medico debba individualizzare le scelte.

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Sintesi 12-7

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Studi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.6 Nuovi approcci alla terapia anticoagulante

All'analisi di sottogruppi non pianificati degli studi SPORTIF III e IV, la terapia associata di ASA (<100 mg/die) e warfarin (INR tra 2 e 3) per la prevenzione di recidive in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare aumentava il rischio annuo di emorragie maggiori dell'1,6%. Una differenza di questa entità può essere solo conseguenza del caso.

Sintesi 12-9

  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Simvastatina
  • Sintesi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.9 L’utilizzo di statine

Lo studio HPS ha mostrato un effetto benefico con simvastatina 40 mg/die nei pazienti ad alto rischio vascolare, anche normocolesterolemici.

Sintesi 12-10

  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Ictus
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione secondaria
  • Sintesi
  • Transaminasi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.9 L’utilizzo di statine

Lo studio SPARCL ha incluso 4·731 pazienti con TIA o ictus, colesterolo LDL tra 100 e 190 ed esenti da malattia coronarica. Dopo 4,9 anni di trattamento con atorvastatina 80 mg vs placebo, la diminuzione assoluta di ictus e TIA è stata del 2,2% e quella di eventi cardiovascolari del 3,5%. Aumenti persistenti di transaminasi prevalgono nei pazienti trattati con atorvastatina.

Sintesi 12-12

  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Prevenzione secondaria
  • Shunt
  • Sintesi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

In accordo con la Raccomandazione 5.17, il Doppler transcranico (TCD) va raccomandato come tecnica meno invasiva ed ugualmente sensibile rispetto all’ecografia transesofagea (TEE) per l’identificazione dello shunt destro sinistro. Tuttavia l’entità dello shunt non è ancora elemento decisivo e vincolante nelle scelte terapeutiche.

Sintesi 12-11

  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stroke
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.9 L’utilizzo di statine

Numerose subanalisi dello studio SPARCL hanno confermato la sicurezza ed efficacia di atorvastatin 80 mg/die per ridurre le recidive di stroke e TIA ed eventi vascolari cardiaci,  anche al disopra dei 65 anni, indipendentemente dal sottotipo di stroke, pur in assenza di stenosi delle carotidi. Più bassi sono i livelli di LDL-C maggiore è la riduzione di stroke ischemico. Il rischio di stroke emorragico prevale nei maschi con età avanzata e ipertensione arteriosa al 2° stadio.
 

Sintesi 12-8

  • Fibrillazione Atriale
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stroke
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.6 Nuovi approcci alla terapia anticoagulante

Nel sottogruppo di 992 dei 7554  pazienti dello studio ACTIVE, con pregresso TIA o stroke, l’associazione asa+clopidogrel si è dimostrata superiore all’asa da sola nella prevenzione dell’indice composito, che include lo stroke, in pazienti arruolati per la fibrillazione atriale e in cui era sconsigliato l’uso di warfarin. Il dato del rischio emorragico aumentato del 57% con asa+clopidogrel non si riferisce al sottogruppo ma a tutti gli arruolati.

Sintesi 12-2

  • Aspirina
  • Fosfodiesterasi
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stroke
  • Studi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.2 Gli antiaggreganti piastrinici

In due studi, condotti su popolazione giapponese (S-ACCESS) e cinese (CASISP) sono state confrontate con aspirina due diversi antiaggreganti piastrinici, per la prevenzione di recidive di stroke ischemico. S-ACCESS ha studiato il sarprogelato, un inibitore dei recettori della 5-idrossitriptamina, mentre il CASISP ha testato il cilostazol, un inibitore selettivo della fosfodiesterasi 3. Ambedue le molecole non hanno raggiunto il risultato di non inferiorità ma hanno dimostrato, nella popolazione studiata, un minore rischio di emorragie, sistemiche e cerebrali.
 

Sintesi 12-3

  • Aspirina
  • Dipiridamolo
  • Emorragie intracraniche
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintesi
  • Stroke
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.1 Aspirina più dipiridamolo

Lo studio PRoFESS, che ha incluso 20.332 pazienti con pregresso TIA od ictus cerebrale ischemico, non ha evidenziato sostanziali differenze nella prevenzione delle recidive ictali nei pazienti trattati con l’associazione di aspirina e dipiridamolo a lento rilascio o con clopidogrel pur in presenza di un lieve aumento delle emorragie intracraniche nel gruppo trattato con l’associazione. Lo studio PRoFESS ha inoltre evidenziato che il trattamento con telmisartan non si associa ad una riduzione del rischio di nuovi ictus, eventi vascolari maggiori o diabete.

 

Raccomandazione 12.14 

  • Anticoagulanti
  • Dipiridamolo
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado C
Vai al volume: 12.5 Ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante

In pazienti portatori di protesi valvolari con recidiva di ictus dopo ictus ischemico o TIA, durante un trattamento con anticoagulanti orali a dose appropriata, è indicata l'associazione di anticoagulanti orali e dipiridamolo 400 mg/die o ASA 100 mg/die.

Raccomandazione 12.13 c 

  • Forame Ovale Pervio
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus o TIA criptogenetico associato a FOP, con TVP o diatesi trombofilica e controindicazioni alla TAO è indicata la chiusura del PFO.

Raccomandazione 12.13 b 

  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Shunt
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus o TIA criptogenetico associato a FOP, che hanno altre indicazioni alla TAO quali una diatesi trombofilica o evidenza di trombosi venosa profonda, è indicato il trattamento con warfarin.

Raccomandazione 12.13 a 

  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Trombosi
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus ischemico o TIA criptogenetico associato a FOP ed esenti da TVP e diatesi trombofilica, è indicato il trattamento con ASA.

Raccomandazione 12.12 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado C
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus embolico o TIA che presentino cardiomiopatia dilatativa isolata o associata a fibrillazione atriale non valvolare o trombo ventricolare, è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo un INR 2-3.

Raccomandazione 12.10 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con ASA 325 mg/die.

Raccomandazione 12.9 

  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nell'ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare, la terapia anticoagulante orale è indicata mantenendo un INR di 2-3.

Raccomandazione 12.8 

  • Anticoagulanti
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nell'ictus ischemico e TIA di origine arteriosa non è indicato l'uso di anticoagulanti orali, in quanto equivalenti agli antiaggreganti nel beneficio per INR tra 2-3 e con rischio di complicanze emorragiche quando si supera l’INR di 3.

Raccomandazione 12.7 

  • Colesterolo
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.9 L’utilizzo di statine

Nei casi di ictus e TIA con alto rischio vascolare, non necessariamente con colesterolo elevato, è indicato l’utilizzo di statine perché determinano una riduzione degli eventi ischemici maggiori.

Raccomandazione 12.6b 

  • Ictus
  • Indapamide
  • Pazienti
  • Perindopril
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado B
Vai al volume: 12.8 La terapia antipertensiva

Nei pazienti con ictus o TIA è indicato l’uso dell’ACE-inibitore perindopril, associato al diuretico indapamide, o il sartanico eprosartan, per ottenere un’adeguata riduzione pressoria e la prevenzione di nuovi eventi cerebrovascolari.

Raccomandazione 12.6a 

  • Calcio
  • Diuretici
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Sistema renina-angiotensina
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado B
Vai al volume: 12.8 La terapia antipertensiva

Nei pazienti con pregresso ictus o TIA è indicato il miglior controllo possibile dell’ipertensione arteriosa usando preferibilmente farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina, calcio antagonisti e diuretici.

Raccomandazione 12.5 

  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Valvulopatie
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado C
Vai al volume: 12.5 Ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante

Nell'ictus o TIA cardioembolico associato a cardiopatie e valvulopatie emboligene è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo l'INR tra 2 e 3.

Raccomandazione 12.4 b 

  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Ticlopidina
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado B
Vai al volume: 12.3.2 Aspirina più clopidogrel

L'associazione di ASA e clopidogrel non è indicata per la prevenzione delle recidive di ictus ischemico, perché comporta un aumento dei rischi emorragici senza aumento dei benefici presumibili.

*GPP

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Raccomandazione 12.3 b 

  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.2.3 Ticlopidina

Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante con clopidogrel 75 mg/die.

*GPP

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Raccomandazione 12.2  

  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.2 Gli antiaggreganti piastrinici

Nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante per la prevenzione delle recidive.

Raccomandazione 12.1 b 

  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado B
Vai al volume: 12.1 Interventi per migliorare la pratica clinica

Per migliorare la prescrizione delle misure preventive della recidiva di ictus è indicato l’utilizzo di supporti computerizzati sul tipo dei promemoria.

Raccomandazione 12.1 a 

  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2010
  • Grado B
Vai al volume: 12.1 Interventi per migliorare la pratica clinica

Per migliorare l’implementazione delle misure di prevenzione secondaria dell’ictus è indicato adottare procedure di audit.

Raccomandazione 10.12 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con protesi valvolari già in terapia anticoagulante orale ben condotta, è indicata l'associazione agli anticoagulanti orali di antiaggreganti piastrinici.

12. Prevenz. secondaria

  • Prevenzione secondaria

Prevenz. secondaria

Sintesi 8-6

  • 8 Ictus acuto: Fase preospedaliera e ricovero
  • Evidenze
  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Programma di riabilitazione
  • Riabilitazione
  • Sintesi
  • Trasferimenti
  • 5a-2008
Vai al volume: 8.7 Ricovero

Sono tre i tipi di strutture specifiche per l'assistenza all'ammalato con ictus:

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1 Introduzione

  • 1 Introduzione
  • Anticoagulanti
  • Antropologia
  • Autonomia
  • Bioetica
  • Carattere
  • Causa di morte
  • Confusione
  • Convalescenza
  • Costi
  • Crescita
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Donne
  • DRG
  • Economia
  • Economia sanitaria
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Evidenze
  • Famiglia
  • Fronte
  • Frustrazione
  • Ictus
  • Influenza
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metodi di valutazione
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedali
  • Patologia
  • Pazienti
  • Persone
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Reddito
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Sforzo
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Tariffa
  • Volume
  • 5a-2008

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12.3.2 Aspirina più clopidogrel

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Lo studio Management of ATHerothrombosis with Clopidogrel in High-risk patients with Recent Transient Ischemic Attacks or Ischemic Stroke (MATCH) [DienerHC,2004] ha confrontato l'aggiunta di ASA (75 mg) a clopidogrel (75 mg) rispetto a clopidogrel in monoterapia in una popolazione di 7·599 pazienti con TIA o ictus ischemico esorditi da non più di tre mesi.

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12.3.1 Aspirina più dipiridamolo

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Lo European Stroke Prevention Study-2 (ESPS-2) è uno studio multicentrico internazionale, controllato e randomizzato, che ha valutato l'efficacia del dipiridamolo (formulazione retard 200 mg x 2/die), dell'ASA a basso dosaggio (25 mg x 2/die) e della loro associazione agli stessi dosaggi, contro placebo. I 6·602 pazienti arruolati sono stati randomizzati ai trattamenti previsti dai quattro bracci dello studio: 1) ASA a basso dosaggio; 2) dipiridamolo; 3) associazione di ASA e dipiridamolo; 4) placebo.

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12.3 Associazione di antiaggreganti

  • 6a-2011
  • Fibrillazione Atriale
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Come già evidenziato dai risultati della metanalisi di Algra e van Gijn,[AlgraA,1996] l'efficacia dell'ASA, come quella degli altri antiaggreganti utilizzati da soli, nella prevenzione secondaria dell'ictus ischemico è relativamente limitata. La combinazione di farmaci antiaggreganti a meccanismo d'azione diverso potrebbe potenziarne l'efficacia preventiva

12.2.3 Ticlopidina

  • 6a-2011
  • ADP
  • Anamnesi
  • Cervello
  • Cuore
  • Diarrea
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Morte
  • Morte cerebrale
  • Neutropenia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Segni
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stroke
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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In due studi clinici randomizzati la tienopiridina, ticlopidina, si è dimostrata più efficace del placebo [GentM,1989] e dell'ASA [HassWK,1989] nella prevenzione secondaria dell'ictus ischemico.

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12.2.2 Clopidogrel

  • 6a-2011
  • Compliance del paziente
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Medici
  • Minor
  • Morte
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Clopidogrel è una tienopiridina, strutturalmente simile alla ticlopidina, della quale condivide - oltre al nucleo tienopiridinico - il meccanismo d'azione di inibitore del recettore piastrinico dell'ADP e il graduale inizio dell'effetto antipiastrinico, mentre ha un profilo di tossicità più favorevole della ticlopidina.

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12.2.1 Aspirina

  • 6a-2011
  • Arteria retinica
  • Collo
  • Donne
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Minor
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Sulfinpirazone
  • Suloctidil
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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L’aspirina sviluppa la sua azione antiaggregante piastrinica attraverso il blocco irrebersibile dell’enzima ciclossigenasi. Harrison e coll.

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12.2 Gli antiaggreganti piastrinici

  • 6a-2011
  • Angina instabile
  • Arterie
  • Dipiridamolo
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Malattia
  • Miocardio
  • Morte
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Studi
  • Sulfinpirazone
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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L'Antiplatelet Trialists' Collaboration ha provveduto a una prima metanalisi, pubblicata nel 1988,[ATC,1988] di tutti gli studi condotti con antiaggreganti piastrinici (ASA, sulfinpirazone, dipiridamolo) in pazienti con TIA, ictus, angina instabile o infarto del miocardio.

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12.1.1 Il rapporto medico-paziente

  • 6a-2011
  • Braccio
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Accanto alle difficoltà di trasferire nella pratica quotidiana i risultati dei grandi studi clinici, esiste pure la necessità di un accordo sostanziale con i pazienti. La convergenza sulle strategie da usare e sugli obiettivi da raggiungere pretende la migliore conoscenza possibile dei problemi clinici. Se per i medici lo strumento corretto è quello della formazione e dell'aggiornamento, per i pazienti l'unica consapevolezza possibile dipende dalla capacità di comunicazione del medico.

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12.1 Interventi per migliorare la pratica clinica

  • 6a-2011
  • Indicatori
  • Medicina
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Stroke
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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In Italia le misure di prevenzione secondaria sono ampiamente sotto utilizzate.[FilippiA-Stroke,2003] Sono pertanto necessarie iniziative che migliorino la pratica clinica.

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12 Prevenzione secondaria

  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12 Prevenzione secondaria

Sintesi 5-1

  • 5 Diagnosi non in acuto
  • Diagnosi
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prognosi
  • Sintesi
  • 5a-2008
Vai al volume: 5.1.1 Diagnosi differenziale del TIA

L’importanza della diagnosi patogenetica di TIA o ictus è strettamente connessa alla possibilità di fare prevenzione secondaria e stabilire la prognosi. La diagnosi integra dati clinici e strumentali.

  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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