È assolutamente validato che l’ipertensione sia un fattore di rischio per ictus ischemico e emorragico.
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È assolutamente validato che l’ipertensione sia un fattore di rischio per ictus ischemico e emorragico.
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I livelli plasmatici di omocisteina, che deriva dall'aminoacido essenziale metionina, sono influenzati da fattori genetici che regolano la sintesi di enzimi coinvolti nel suo metabolismo (cistationina b-sintetasi, 5-10 metilentetraidrofolato reduttasi) e dall'apporto dietetico di vitamina B6, B12 e acido folico.[129]
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Studi epidemiologi hanno dimostrato come i soggetti con arteriopatia periferica presentino un rischio relativo di morte per eventi maggiori cardiovascolari (ictus ischemico e infarto) 2-3 volte superiore rispetto ai soggetti della stessa età senza arteriopatia.[201]
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Numerosi studi hanno riportato una aumentata prevalenza di forme ovale pervio (FOP) e aneurisma del setto interatriale (ASI) nei pazienti con ictus criptogenetico rispetto ai controlli. Incertezze sussistono invece tuttora sul meccanismo patogenetico in presenza di FOP e ASI: oltre all'embolia paradossa vengono invocati la formazione di trombi in situ e la predisposizione allo sviluppo di tachiaritmie quali la fibrillazione atriale.
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In pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) sono stati condotti due studi di prevenzione secondaria: lo European Atrial Fibrillation Trial Study (EAFT),[156] e lo Studio Italiano sulla Fibrillazione Atriale (SIFA),[57] mentre sono disponibili anche i dati dello SPAF III (Stroke Prevention in Atrial Fibrillation),[157] relativi al sottogruppo
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Le metanalisi pubblicate sull'utilizzo di statine in coronaropatici hanno dimostrato che con tale trattamento la frequenza dell'ictus ischemico diminuisce del 29%.[134, 135, 136] L'azione delle statine sui processi infiammatori, proliferativi e trombogenici, nella placca aterosclerotica, e di miglioramento della funzione endoteliale, suggeriscono che l'effetto ipocolest
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Fra il 1970 e il 1995, 4 studi hanno valutato gli effetti della terapia antipertensiva nella prevenzione secondaria delle recidive di ictus.
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Nella maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale è stato dimostrato che la terapia anticoagulante orale con antagonisti della vitamina K è in grado di ottenere il miglior effetto protettivo verso l'ictus.
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L'ASA e le tienopiridine (ticlopidina e clopidogrel) sono i farmaci maggiormente utilizzati per la prevenzione secondaria dell'ictus ischemico.