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Volume

13.4.3 Diagnostica pre-operatoria della stenosi carotidea

  • 6a-2011
  • Angiografia
  • Arterie
  • Asintomatica
  • Bias
  • Chirurgia
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Fronte
  • Ictus
  • Laboratori
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  • Patologia
  • Pazienti
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  • Popolazione
  • Rischio
  • Sensibilità e specificità
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Test
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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La TC può fornire anche utili informazioni sulla struttura e composizione della placca carotidea, soprattutto nella sua variante a ricostruzione tridimensionale (TC-3D),[98] essendo molto sensibile alla componente calcifica ma poco a quella non calcifica.

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13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

  • 6a-2011
  • Asintomatica
  • Braccio
  • Chirurgia
  • Consensus
  • Diagnosi
  • Donne
  • Educazione
  • Evidenze
  • Gruppi di controllo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Leucoaraiosi
  • Malattia
  • Mano
  • Morte
  • Occlusione
  • Pazienti
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  • Prognosi
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  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
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  • Uomini
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Senza dubbio possiamo affermare che i pazienti con stenosi carotidea sintomatica sono maggiormente a rischio di ictus rispetto a quelli con stenosi carotidea asintomatica di pari grado.

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13.5.4 Stenting carotideo

  • 6a-2011
  • Analisi multivariata
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Angioplastica
  • Angioplastica Percutanea Transluminale
  • Apprendimento
  • Asintomatica
  • Aspettativa di vita
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  • Cardiologia
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  • Chirurgia
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  • Consenso informato
  • Consensus
  • Controllo di qualità
  • Costi
  • Cuore
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabili
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Doppler
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  • Fiducia
  • Fumo
  • Ictus
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  • Infarto miocardico
  • Inversione
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  • Ischemia miocardica
  • Linee guida
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Minor
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  • Nervi cranici
  • Neurologia
  • Occlusione
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  • Ospedalizzazione
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  • Patologia
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  • Radioterapia
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  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stent
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • Tracheostomia
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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L'angioplastica percutanea transluminale (PTA) con stenting di prima intenzione della carotide extracranica è una metodica alternativa alla tradizionale EC, essenzialmente per i vantaggi conseguenti al fatto che si evitano i rischi connessi all'intervento chirurgico e quindi all'anestesia generale (caso in cui l'EC si conduce in anestesia generale), all’accesso chirurgico al collo e al possibile danno di nervi cranici, al tempo di clampaggio più prolungato, etc.

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13.5.2 Protezione e monitoraggio cerebrale

  • 6a-2011
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Arteria Cerebrale Media
  • Bias
  • Complicanze intraoperatorie
  • Controllo di qualità
  • Diagnosi
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Embolia
  • Embolia gassosa
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Morte
  • Nervi cranici
  • Occlusione
  • Occlusione Carotidea
  • Paralisi
  • Patch
  • Pazienti
  • Potenziali evocati
  • Rischio
  • Segnali
  • Segni
  • Sensibilità e specificità
  • Shunt
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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Il problema della scelta e conduzione dell'anestesia nell'EC è strettamente correlato a quello della protezione e del monitoraggio cerebrale, per ridurre al minimo il rischio dell'ischemia cerebrale e dell'ictus intraoperatorio da clampaggio.

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13.5.1 Tipo di anestesia

  • 6a-2011
  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Anestetici
  • Anestetici generali
  • Bias
  • Cervello
  • Chirurgia
  • Coscienza
  • Diagnosi
  • Dolore
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Embolia
  • Emodinamica
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Ischemia miocardica
  • Monitoraggio intraoperatorio
  • Morte
  • Neuroni
  • Ospedali
  • Ospedalizzazione
  • Ossigeno
  • Patch
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Potenziali evocati
  • Prognosi
  • Rifiuto
  • Rischio
  • Segni
  • Shunt
  • Soddisfazione del paziente
  • Stress
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia chirurgica
  • Volume
  • 13 Terapia chirurgica

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In tutti gli studi chirurgici randomizzati e controllati, sia nei sintomatici sia negli asintomatici, i benefici dell'EC sono strettamente correlati al rischio di complicanze gravi (ictus o morte) perioperatorie (entro 30 giorni dall'intervento), che deve essere il minimo possibile e ben al di sotto del 3% negli asintomatici.

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19.4 Terapia Chirugica

  • 6a-2011
  • Linee guida
  • Stent
  • Volume
  • 19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

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Nelle linee guida SPREAD sono riportate in tutto 27 raccomandazioni e 6 sintesi. Gli argomenti riguardano l’indicazione all’endoarteriectomia carotidea in diverse situazioni cliniche, le modalità diagnostiche ultrasonografiche e neuroradiologiche, le indicazioni all’impiego degli stent ed il trattamento medico associato.

19.3 Terapia Prevenzione Secondaria

  • 6a-2011
  • Volume
  • 19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

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Nelle linee guida SPREAD vi sono 50 raccomandazioni e 18 sintesi. Gli argomenti riguardano il trattamento dei pazienti con pregresso ictus o TIA non cardioembolico e cardioembolico, con ipertensione arteriosa, ad alto rischio e non necessariamente con colesterolo elevato, con fibrillazione atriale  isolata e variamente associata, con FOP con/senza ASI in diversi contesti clinici e con protesi valvolari.

Quadro sinottico - Terapia Prevenzione Secondaria

Vedi Tabella 19:III

19.2 Terapia Fase Acuta

  • 6a-2011
  • Volume
  • 19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

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Area della terapia dell’ictus acuto [10] 

Anche in quest’area si evidenzia un maggior dettaglio descrittivo (65 Raccomandazioni e 31 Sintesi) insieme con differenze di gradazione rispetto alle specifiche Linee guida dell’AHA/ASA e dell’ESO.

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19.1 Prevenzione Primaria

  • 6a-2011
  • Volume
  • 19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

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Nelle linee guida SPREAD si evidenzia un maggior dettaglio descrittivo (32 Raccomandazioni e 4 Sintesi) nella redazione di numerose raccomandazioni oltre a differenze nella gradazione delle stesse rispetto a quelle dell’AHA/ASA e dell’ESO a discapito, spesso, dell’incisività.

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20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

  • 6a-2011
  • Consapevolezza
  • Diagnosi
  • Emergenza
  • Ictus
  • Linee guida
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Riabilitazione
  • Società
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Trasferimenti
  • Volume
  • 20 Processi Gestionali Basati sull'Evidenza

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L’organizzazione assistenziale per processi consiste nell’applicazione di un sistema per processi in ambito organizzativo, che presuppone  una esplicita identificazione del processo stesso e delle sue componenti, delle interazioni tra di essi, nonché delle loro modalità di gestione. Il maggiore vantaggio è quello di garantire il governo della continuità assistenziale controllandone la qualità, l’efficacia e l’efficienza.

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19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

  • 6a-2011
  • Volume
  • 19 Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida

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Le Linee guida SPREAD si identificano come le linee guida italiane per la prevenzione ed il trattamento dell’ictus cerebrale. Dopo oltre 10 anni di attività, caratterizzati dalla crescente diffusione a livello nazionale ed internazionale dei contenuti e delle linee di indirizzo costantemente aggiornati, si è ritenuto di dover creare una nuova area di lavoro specificamente dedicata all’analisi ed al confronto con le altre linee guida esistenti anche in rapporto alle singole raccomandazioni ed alla loro gradazione.

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17.2.5.6 Rischio di recidiva e prevenzione secondaria

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La percentuale di recidive dopo ictus in età pediatrica è variabile a seconda delle casistiche ed è generalmente stimata tra il 6% ed il 30%.[ChabrierS,2000, LanthierS,2000, PerlmanJM,1994] Il rischio è più alto nei primi 6 mesi.

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17.3.2 Condizioni di trombofilia genetica ed ereditaria

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Rappresentato uno dei fattori più frequentemente ricercati ed invocati quali determinanti patogenetici in presenza di eventi trombotici in epoca neonatale, pediatrica e giovanile: in generale si può affermare che nei giovani adulti le trombofilie genetiche sono maggiormente associate a eventi trombotici venosi (ossia in condizioni di basso flusso) inclusa quindi la trombosi venosa cerebrale  piuttosto che arteriosi.  Inoltre il loro ruolo predisponente si amplifica quando sono presenti più di una condizione trombofilica o in presenza di fattori acquisiti (ad esempio di tipo ormona

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17.1.6.4 Terapia trombolitica

  • 6a-2011
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La terapia trombolitica va presa in considerazione in presenza di una trombosi estesa con disfunzione d’organo o quando esiste il rischio di perdita di un arto. Non vi sono  evidenze di un beneficio nei neonati con ictus ischemico e trombosi venosa cerebrale. Vengono discusse pertanto le generalità e alcune caratteristiche della trombolisi in  epoca neonatale anche in considerazione del fatto che l’emorragia cerebrale può rappresentare una complicanza di una terapia trombolitica

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17.1.6.3 Terapia anticoagulante

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Mancano casistiche specifiche riguardo all’impiego degli anticoagulanti nello stroke ischemico arterioso e nella trombosi venosa cerebrale neonatale. Il trattamento degli eventi tromboembolici (TE) durante il periodo neonatale rimane controverso principalmente a causa della mancanza di studi clinici adeguati.

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17.1.6.2 Terapia antiaggregante piastrinica

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Aspirina è il principale agente antiaggregante di uso pediatrico; non sembra avere un effetto additivo sulla ridotta funzionalità delle piastrine del neonato; ma la durata del potenziale rischio di sanguinamento è maggiore nel neonato a causa della ridotta clearance del farmaco.

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17.1.6.1 Terapia di supporto

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La terapia di supporto è indicata in tutti i casi, ed in particolare nei neonati critici o con trombosi cerebrale specie se associata a emorragia. In tutti i casi di TE deve essere controllata e trattata una condizione di iperpiressia, e vanno corretti eventuali stati di disidratazione, anemia, deficit coagulativo, e piastrinopenia se inferiore a 50.000/ micL (VeldmanA,2008, MonagleP,2008)

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17.1.6 Terapia degli eventi tromboembolici in epoca neonatale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.1.5.3 Esami di laboratorio per lo screening di trombofilia

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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   Esami di laboratorio per lo screening di trombofilia [SaraccoP,2009]

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17.1.5.2 Valutazione della coagulazione e diagnosi ematochimica di trombosi

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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La piastrinopenia costituisce l’indicatore più sensibile di trombosi del microcircolo (sepsi) e del macrocircolo. (VeldmanA,2008, SaxonhouseMA,2009, MonagleP,2006, Manco-JohnsonMJ,2002).

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17.1.5.1 Cenni di emostasi neonatale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Le caratteristiche peculiari dell’emostasi neonatale riguardano: la funzione piastrinica, la capacità di generare trombina e di inibirla e l’ attività fibrinolitica (AndrewM,2001).

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17.1.5 Diagnosi ematochimica

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.1.4.2 Trombosi dei seni venosi

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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L’esordio clinico è aspecifico e subdolo con tendenza alla letargia, vomito, ridotta capacità di suzione, mentre talora si ha una sintomatologia di tipo convulsivo, spesso in presenza di una lesione parenchimale od una importante emorragia intraventricolare.

La trombosi dei seni  è sottodiagnosticata nei neonati in particolare quando associata a convulsioni e asfissia.

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17.1.4.1 Stroke Ischemico Arterioso

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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E’ considerato un gruppo eterogeneo di condizioni  cliniche in cui vi è un’alterazione focale del flusso ematico cerebrale secondario a trombosi o embolizzazione arteriosa o venosa che può verificarsi  dalla 20° settimana di gestazione fino a 28 gg di vita post natale.

E’ un’ importante causa di paralisi cerebrale e di altre disabilità croniche neurologiche includenti epilessia, deficit  cognitivi (come disturbi del linguaggio) e anomalie comportamentali.

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17.1.4 Diagnosi clinica e strumentale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.1.3 Evoluzione clinica dello stroke neonatale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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Gli esiti dell’ictus neonatale variano tra i diversi studi; l’outcome è variabile e dipende dalla severità, dalla sede anatomica e da fattori non ben caratterizzati (Tabella 17:II). Utili informazioni sui reliquari cognitivi e motori a lungo termine sono forniti da studi di neuroimaging ed elettroencefalografici. Un danno delle funzioni linguistiche, con deficit della prosodia, è stato evidenziato in bambini con precoce danno cerebrale unilaterale.

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17.1.2 Fattori di rischio di trombosi neonatale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.1.2 Fattori di rischio di trombosi neonatale.

La fisiopatologia dello Stroke Perinatale è complessa e multifattoriale e  vede un periodo critico che è compreso fra i 2 giorni  prima ed 1 giorno dopo il parto.

I fattori che entrano in gioco posso essere identicati come:

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17.1.1 Generalità

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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I neonati sono il gruppo pediatrico affetto più frequentemente dalla malattia tromboembolica la cui fisiopatologia non è ancora ben definita, così come la reale importanza dei diversi fattori protrombotici evidenziati, sia genetici che acquisiti [SchimdtB,1995, SanerkinNG,1966].

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17.1 Ictus Neonatale

  • 6a-2011
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Volume
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara

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17.1 Ictus Neonatale

12.5 Ictus ischemico in corso di terapia anticoagulante

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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La recidiva di ictus ischemico durante il trattamento anticoagulante pretende una ridiscussione della patogenesi della ischemia cerebrale alla ricerca di cause arteriosclerotiche extra ed intracraniche. Bisogna verificare che non continuino l’assunzione di fumo, alcol e droghe e si devono controllare al meglio la glicemia, l’iperlipidemia e l’ipertensione arteriosa

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12.12.4 Aterotrombosi delle arterie intracraniche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Le stenosi arteriose intracraniche sono responsabili del 8-10% degli stroke e il rischio di recidiva sta tra il 10 e 50%. [ThijsVN,2000]  La terapia medica riduce il rischio di recidive dal 10 al 24%.  Lo studio WASID, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico e sponsorizzato dal NINDS, di confronto tra ASA e warfarin, ha studiato 569 pazienti con TIA o minor stroke e dimostrata stenosi di arterie intracraniche. Sono stati confrontati i trattamenti con ASA 1300 mg/die e warfarin con INR normalizzato tra 2-3.

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12.12.3 Placche dell’arco aortico

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Le placche aterosclerotiche dell'aorta toracica sono state riconosciute come causa importante di ictus ed embolia periferica. La prevalenza di ateromi aortici nei pazienti con ictus è di circa 21%-27%. [DiTullioMR,1996] L'ecografia transesofagea (ETE) è la metodica d'elezione per studiare le placche aortiche, mentre la TC, la RM e l'ultrasonografia epiaortica perioperatoria possono essere considerate metodiche complementari.

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12.12.2 Circolo cerebrale e arterie periferiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Studi epidemiologi hanno dimostrato come i soggetti con arteriopatia periferica presentino un rischio relativo di morte per eventi maggiori cardiovascolari (ictus ischemico e infarto) 2-3 volte superiore rispetto ai soggetti della stessa età senza arteriopatia. [WeitzJI,1996]

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12.12.1 Circolo cerebrale e arterie coronariche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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L'ictus e l'infarto miocardico condividono un processo fisiopatologico in gran parte comune, l'aterotrombosi, e questo concetto è rinforzato dal fatto che entrambe le patologie condividono fattori di rischio in gran parte simili. Tra l'altro la cardiopatia ischemica rappresenta la più frequente causa di morte dei pazienti con patologia cerebrovascolare, non tanto nell'immediato periodo dopo l'evento cerebrale quanto piuttosto a distanza.

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12.12 L’aterotrombosi polidistrettuale

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12.11.3 Cardiomiopatia

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Circa il 10% dei pazienti con stroke ischemico hanno una frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤30%. [PullicinoPM,2000] Tra i fattori di aumentato rischio tromboembolico nella cardiomiopatia dilatativa ricordiamo la disfunzione ventricolare sinistra, la presenza di trombo ventricolare sinistro e la pregressa tromboembolia. Esiste un consenso riguardo alle indicazioni alla TAO nella cardiomiopatia dilatativa in presenza di FA, trombo ventricolare sinistro o pregresso evento tromboembolico.

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12.11.2 FOP ed embolia paradossa

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Il forame ovale pervio è un reperto di riscontro comune, riportato nel 15-25% della popolazione generale.[MeissnerI,2006; PettyGW,2006; DiTullioMR,2007]

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12.11.1 FANV e stenosi carotidea

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Nei pazienti con ictus e FANV non è raro riscontrare lesioni carotidee congruenti con l'emisfero cerebrale colpito. L'incidenza di stenosi carotidea ipsilaterale nei pazienti con ictus e FANV è stimata intorno al 15%. Nel singolo paziente può essere difficile stabilire l'eziologia cardioembolica o carotidea responsabile dell'ictus.

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12.11 Indicazioni specifiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12.10 La terapia del diabete

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Tutte le LG concordano sull’utilità di ridurre i valori glicemici e quelli della pressione arteriosa nei diabetici, per prevenire le complicanze circolatorie a livello cardiaco e cerebrale. Tre studi di controllo severo dei valori glicemici e di quelli dell’emoglobina glicosilata nel totale di 23.182 casi con manifestazioni cardiocircolatorie o associazione di altri fattori di rischio (ACCORD; ADVANCE; Veterans Affair Diabetes Trial) hanno concluso per l’inutilità di raggiungere target troppo severi.

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12.9 L’utilizzo di statine

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Studi epidemiologici non hanno sinora dimostrato in modo definitivo una relazione chiara tra colesterolemia e ictus, emergono tuttavia evidenze dai trial clinici su l’efficacia delle statine nei pazienti coronaropatici nel ridurre l’incidenza di ictus. Una metanalisi su più di 90000 pazienti, prevalentemente coronaropatici, randomizzati in 26 trial randomizzati , il trattamento con statine ha ridotto il rischio di ictus del 21% verso placebo (OR, 0,79; 95% CI 0,73-0,85).

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12.8 La terapia antipertensiva

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Fra il 1970 e il 1995, 4 studi hanno valutato gli effetti della terapia antipertensiva nella prevenzione secondaria delle recidive di ictus.

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12.7 Problemi della terapia antitrombotica: in caso di recidiva di emorragia cerebrale

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Particolare attenzione si è data, negli ultimi tempi, all’emorragia in pazienti che assumevano terapia anticoagulante od antiaggregante, dato il progressivo aumento nell’uso di tali farmaci. Secondo [HartRG,2005], in termini di rischio assoluto, mentre la percentuale di emorragie intracraniche spontanee tra i soggetti di 70 anni sarebbe dello 0.15% per anno, in quelli che seguivano una terapia anticoagulante con il Warfarin con un valore di INR tra 2 e 3, la stessa aumenterebbe a 0.3-0.8% per anno.

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12.6 Nuovi approcci alla terapia anticoagulante

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Nella maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale è stato dimostrato che la terapia anticoagulante orale con antagonisti della vitamina K è in grado di ottenere il miglior effetto protettivo verso l'ictus.

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12.4.2.3 Decisioni terapeutiche

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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In mancanza di studi specifici sulla modalità terapeutica da usare in caso di fallimento della protezione con antiaggreganti non esistono raccomandazioni. Alcuni autori hanno usato il passaggio agli anticoagulanti, altri hanno consigliato la chirurgia in caso di carotide stenotica. Pur in mancanza del sostegno di studi RTC molti clinici consigliano l’aumento della dose di ASA o l’associazione con il dipiridamolo.

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12.4.2.2 Clopidogrel

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Anche per il clopidogrel sono possibili vari meccanismi alla base della resistenza:

a.  competizione o interazione con altri farmaci; [LauWC,2003]

b.  stretta relazione con l'attività del citocromo epatico P450 3A4 che trasforma il clopidogrel nel metabolita attivo; [LauWC,2004]

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12.4.2.1 Aspirina

  • 6a-2011
  • Prevenzione secondaria
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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Da almeno 20 anni vari studi si è evidenziato il cosiddetto "problema della resistenza all'ASA" [HelgasonCM,1994] , [GrundmannK,2003] in quanto, attraverso metodiche di laboratorio, alcuni pazienti  nonostante la terapia, mostrano nelle indagini di laboratorio una insufficiente inibizione della funzione piastrinica.

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12.4.2 La resistenza agli antiaggreganti piastrinici

  • 6a-2011
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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12.4.1 Fallimento della terapia

  • 6a-2011
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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La recidiva di ictus in corso di trattamento antiaggregante può avere le diverse ragioni sottoelencate

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6.9 Indice Caviglia-Braccio e Paziente Polivascolare

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Amputazione
  • Anamnesi
  • Aorta
  • Asintomatica
  • Attacco ischemico transitorio
  • Braccio
  • Causa di morte
  • Caviglia
  • Diabete mellito
  • Donne
  • Doppler
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ischemia
  • Ischemia miocardica
  • Malattia
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Ospedalizzazione
  • Osservazione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prognosi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Segni
  • Stenosi
  • Stroke
  • Studi
  • Test
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010

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La misurazione dell’indice caviglia-braccio (ankle-brachial index [ABI]) rappresenta un metodo semplice e sensibile per individuare la presenza di un’arteriopatia ostruttiva periferica.

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6.6.3 Genetica e ictus

  • 6 Fattori di rischio
  • Alleli
  • Aneurisma
  • CADASIL
  • Comprensione
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia Subaracnoidea
  • Emostasi
  • Epidemiologia
  • Etica
  • Fattore V
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Gemelli
  • Genetica
  • Geni
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto cerebrale
  • Malattia
  • Malattie
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Protrombina
  • Ricerca
  • Rischio
  • Screening genetico
  • Stroke
  • Struttura e metodologia
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Tessuto connettivo
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010

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Fra i fattori di rischio emergenti un ruolo importante è giocato dalla genetica. Una storia familiare positiva per malattia cerebrovascolare è spesso considerata un fattore di rischio per ictus. Esistono tre tipi di studi di epidemiologia genetica volti a valutare l'associazione fra storia familiare e insorgenza di ictus: studi di popolazione, studi familiari e studi su gemelli.

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6.5.14 Sindrome delle apnee ostruttive del sonno

  • 6 Fattori di rischio
  • Apnea
  • Attacchi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Forame ovale
  • Forame Ovale Pervio
  • Frequenza cardiaca
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Morte improvvisa
  • Ospedalizzazione
  • Ossigeno
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Riabilitazione
  • Rischio
  • Sindrome
  • Sonno
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010

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La sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSAS) è un disturbo presente in  circa il 4% della popolazione generale di media età, raggiungendo valori molto più elevati nella popolazione sopra i 60 anni (>20%).[294] L'OSAS è caratterizzata dalla presenza di  episodi ripetitivi e periodici  di ostruzione delle alte vie aeree in corso di sonno, che si accompagnano a desaturazioni di ossigeno e a variazioni continue della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

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6.5.13 Emicrania

  • 6 Fattori di rischio
  • Anticorpi
  • Attacchi
  • Contraccettivi orali
  • Donne
  • Emicrania
  • Emicrania con aura
  • Emicrania senza aura
  • Evidenze
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fumo
  • Ictus
  • Iperomocisteinemia
  • Prolasso
  • Rischio
  • Sangue
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Volume
  • 6a-2010

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La relazione tra emicrania ed ictus (vedi anche § 17.3.13) è stata affrontata da diversi studi caso-controllo e da alcuni studi di coorte.

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6.5.5 Placche dell'arco aortico

  • 6 Fattori di rischio
  • Aorta
  • Aorta toracica
  • Arteria succlavia
  • Diagnostica per immagini
  • Ecocardiografia
  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Embolia
  • Emorragia
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fumo
  • Ictus
  • Ipercolesterolemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Patologia
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010

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Una delle possibili localizzazioni della malattia aterosclerotica è rappresentata dall’arco dell’aorta. I fattori che si associano alla presenza di placche dell’arco aortico sono l’età avanzata, la presenza di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e fumo di sigaretta ma anche fattori di rischio vascolare emergenti quali iperomocisteinemia, aumento dei globuli bianchi e dei valori della proteina C reattiva  [Kronzon,2006].

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18.1.2.1 Ipertensione arteriosa

  • 6a-2011
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione secondaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ritmo circadiano
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sopravvissuti
  • Volume
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È assolutamente validato che l’ipertensione sia un fattore di rischio per ictus ischemico e emorragico.

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6.4.12 Dieta

  • 6 Fattori di rischio
  • Dieta
  • Ictus
  • Nutrizione e ictus
  • Pesce
  • Rischio
  • Sodio
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2010

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Una dieta lontana dalle caratteristiche del regime alimentare mediterraneo, cioè povera di frutta, verdura, cereali integrali e pesce, e ad elevato contenuto di sodio, è associata ad un incremento del rischio di ictus, in particolare di ictus ischemico.[Chiuve,2008];  [Fung,2009];  [Myint,2009] [11

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6.4.10 Abuso di alcool

  • 6 Fattori di rischio
  • Allattamento
  • Bevande
  • Bevande alcoliche
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Donne
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrinolisi
  • Gravidanza
  • Ictus
  • Incidenza
  • Ipertensione
  • Nutrizione e ictus
  • Popolazione
  • Rischio
  • Stroke
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Uomini
  • Vino
  • Volume
  • 6a-2010

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L'abuso di alcool aumenta il rischio di ictus cerebrale.[11] I risultati di una recente metanalisi indicano che l'associazione tra consumo di alcool e ictus ischemico ha un andamento a , con apparente effetto protettivo per coloro che consumano meno di 24 g di alcool al giorno e un significativo aumento del rischio per consumi superiori ai 60 grammi giornalieri (RR 1,64; IC95 1,39-1,93).[158

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6.4.8 Iperomocisteinemia

  • 6 Fattori di rischio
  • Acido folico
  • Alimenti
  • American Heart Association
  • Analisi multivariata
  • Cistationina
  • Colesterolo
  • Concentrazione
  • Enzimi
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fenotipo
  • Fibrillazione Atriale
  • Fumo
  • Genetica
  • Genotipo
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Linee guida
  • Malattia
  • Medici
  • Metabolismo
  • Metionina
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Omocisteina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sesso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi caso-controllo
  • Studi di coorte
  • Studi prospettici
  • Studi retrospettivi
  • Test
  • Vitamina B12
  • Vitamina B6
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010

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I livelli plasmatici di omocisteina, che deriva dall'aminoacido essenziale metionina, sono influenzati da fattori genetici che regolano la sintesi di enzimi coinvolti nel suo metabolismo (cistationina b-sintetasi, 5-10 metilentetraidrofolato reduttasi) e dall'apporto dietetico di vitamina B6, B12 e acido folico.[129]

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6.4.5 Attacchi ischemici transitori

  • 6 Fattori di rischio
  • American Heart Association
  • Anamnesi
  • Anticoagulanti
  • Attacco ischemico transitorio
  • Deficit
  • Diabete mellito
  • Diagnosi
  • Disabilità
  • Donne
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ischemia
  • Linguaggio
  • Menopausa
  • Minor
  • Miocardio
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Prognosi
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Stroke
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ictus ischemico è frequentemente preceduto da un attacco ischemico transitorio (TIA), che, pur non comportando disabilità, rappresenta un campanello d'allarme di rischio vascolare.[102, 103].

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6.4.1.1 Principi generali

  • 6 Fattori di rischio
  • Anziano
  • Donne
  • Farmacologia
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Persone
  • Popolazione
  • Pressione
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Studi
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010

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L'ipertensione arteriosa è certamente tra i più importanti fattori di rischio modificabili [38 , 39, 40] oggi riconosciuto tale anche per le persone anziane, sia per la dimostrata correlazione tra valori pressori elevati e complicazioni cardiovascolari totali e cerebrovascolari in particolare,[

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12.4 Recidiva di ictus durante la terapia antiaggregante

  • 6a-2011
  • Angiotensina II
  • Anossia
  • Anziano
  • Arterie
  • Arterie cerebrali
  • Atenololo
  • Calcio
  • Casistica
  • Disabilità
  • Diuretici
  • Fattori di rischio
  • Giudizio
  • Ictus
  • Idroclorotiazide
  • Incidenza
  • Indapamide
  • Infarto miocardico
  • Ipertensione
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipertrofia
  • Ipotensione
  • Malattia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nitrendipina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perindopril
  • Placebo
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteinuria
  • Rischio
  • Salute
  • Sesso
  • Sintomi
  • Società
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi epidemiologici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Volume
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine

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18.9 Studi in corso sull'ictus

  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Sono attualmente in corso numerosi studi sia sulla prevenzione che sulla terapia dell'ictus. La rapidità con cui questi studi vengono progettati e attuati non permette di darne un elenco stampato, che sarebbe inevitabilmente obsoleto in pochi mesi. Una lista molto aggiornata degli studi di prevenzione primaria, di terapia, e di prevenzione secondaria dell'ictus ischemico è reperibile sul sito http://www.strokecenter.org/ e su http://clinicaltrials.gov.

18.7.4 Dalla ricerca alla pratica clinica: un percorso accidentato.

  • Biofeedback
  • Casistica
  • Evidenze
  • Laboratori
  • Manipolazione
  • Popolazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nonostante i risultati incoraggianti descritti dai loro proponenti, molte soluzioni tecniche innovative rimangono a lungo confinate in pochi laboratori. Di questo rende ragione la complessità dell’intervento riabilitativo, la cui efficacia non è semplicemente riconducibile alla qualità del gesto tecnico, ma può essere fortemente influenzata da elementi contestuali, come l’esperienza degli operatori, l’entusiasmo dello staff tecnico, la selezione del campione o le caratteristiche culturali e organizzative inerenti il singolo centro.

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18.7.3 Selezione delle tecniche riabilitative

  • Attivazione
  • Autonomia
  • Braccio
  • Canali ionici
  • Capo
  • Casistica
  • Comportamento
  • Corteccia motoria
  • Deficit
  • Dipendenza
  • Disabilità
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Ictus
  • Immaginazione
  • Inibizione
  • Intensiva
  • Mano
  • Menomazione
  • Neurofisiologia
  • Neuroni
  • Occhiali
  • Osservazione
  • Parametri
  • Paresi
  • Pazienti
  • Riabilitazione
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rievocazione mentale
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Scuole
  • Spostamento
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per lungo tempo la riabilitazione è rimasta scollegata dalle scienze di base e nel migliore dei casi le metodiche riabilitative prendevano spunto dall’esperienza clinica dell’evoluzione del recupero unitamente all’osservazione delle acquisizioni funzionali in termini ontogenetici nell’uomo. I tecnici della riabilitazione si ispiravano a scuole diverse e proponevano interventi grossolanamente eterogenei tra loro e tra i quali era difficile identificare il più efficace.

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18.6.4 Depressione vascolare

  • Carattere
  • Consensus
  • Depressione
  • Ictus
  • Patologia
  • Pazienti
  • Ricerca
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Studi di coorte
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nel 1997 Alexopoulos propose che la patologia cerebrovascolare, soprattutto quella cronica, potesse predisporre, precipitare o perpetuare una specifica forma di depressione ad insorgenza nella terza e quarta età e ipotizzò che il meccanismo patogenetico principale consistesse nel suo impatto sui circuiti fronto-sottocorticali.[475]

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18.6.3 Disturbi neuropsichiatrici post-ictali

  • Allucinazioni
  • Antidepressivi
  • Atteggiamento
  • Consensus
  • Depressione
  • Diagnosi
  • Disturbi cognitivi
  • Ictus
  • Pazienti
  • Pressione
  • Reinserimento
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Stroke
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La depressione costituisce il principale disturbo affettivo post-ictale (PSD – post-stroke depression), interessando in media un terzo dei pazienti, ed essa è stata oggetto di intensa ricerca nel corso degli ultimi 25 anni, a partire dal modello neurobiologico di Robinson, basato su una stretta correlazione con la sede lesionale.[479] Tale modello è stato però posto in discussione, dato che la sua evidenza empirica rimane tuttora contraddittoria.

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18.6.1 Sequele cognitive dell’ictus

  • Aprassie
  • Autonomia
  • Crescita
  • Deficit
  • Deficit cognitivi
  • Demenza
  • Diagnosi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Istituzionalizzazione
  • Neglect
  • Popolazione
  • Prevalenza
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Società
  • Studi
  • Terapia farmacologica
  • Test
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Nell'ambito delle sequele cognitive dell'ictus possono essere compresi sia  il deterioramento cognitivo globale che i deficit cognitivi focali post-ictali. La forma conclamata di deterioramento cognitivo globale, cioè la demenza post-ictus, è stata oggetto di intensa attività di ricerca nel corso degli ultimi anni.

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18.5 Le procedure assistenziali (non terapeutiche)

  • Antiossidanti
  • Attivazione
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Catena di sopravvivenza
  • Costi
  • Disabilità
  • Discipline
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emergenza
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Letti
  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Parametri
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Stroke
  • Stroke Unit
  • Studi
  • Studi multicentrici
  • Studio Randomizzato Controllato
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L'argomento è assai ampio e include l’attivazione di strutture preospedaliere e ospedaliere e di procedure assistenziali per il paziente con ictus.  Vi è ormai consenso diffuso che una efficiente catena di sopravvivenza dell’ictus (stroke chain of survival), che comprenda i servizi di urgenza emergenza medica (SUEM), i dipartimenti di emergenza (PS) e le strutture ospedaliere di accoglimento, operanti in stretta collaborazione e con compiti diversi a seconda dei livelli diagnostico-terapeutici disponibili, migliorano sensibilmente l’esito dei sogg

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18.4.11.7 Ematomi intracerebrali spontanei

  • Linee guida
  • Malattia
  • Mortalità
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Negli ultimi 20 anni nessun progresso significativo è stato fatto nel trattamento di questa malattia, permane quindi un generale senso di impotenza ed estrema soggettività terapeutica.[Andaluz,2009] Le linee guida dell’AHA redatte nel 2007, ad esempio, sono state in grado di emettere solo una raccomandazione di grado A.

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18.4.11.6 Stenosi asintomatiche

  • Chirurgia
  • Doppler
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stenosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Per quanto riguarda le stenosi asintomatiche i dati dell’Asymptomatic Carotid Surgery Trial (ACST)[468] indicano che pazienti di età non superiore a 75 anni affetti da stenosi del 70% (metodo NASCET) hanno presentato in un follow-up di 5 anni il 6% di ictus se operati, contro il 12% se sottoposti a terapia medica. In questo ultimo gruppo il 50% degli ictus è stato disabilitante.

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18.4.11.5 Endoarteriectomia carotidea vs stenting

  • Carattere
  • Emergenza
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Prevalenza
  • Rischio
  • Stenosi
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I risultati degli studi SPACE ed EVA3S,[463, 464] hanno recentemente dimostrato che la endoarteriectomia garantisce migliori risultati rispetto allo stenting nel trattamento di pazienti sintomatici affetti da stenosi >60% (metodo NASCET) randomizzati e trattati entro sei mesi dall’esordio clinico.

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18.4.11.3 Prevenzione e trattamento delle complicanze post EC

  • Chirurgia
  • Ictus
  • Occlusione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Trombectomia
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Le complicanze ischemiche gravi post-chirurgiche, sono costituite nella maggioranza dei casi, dall’insorgenza di un ictus maggiore peri-operatorio (entro 48 ore dalla chirurgia).

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18.4.11.1 Quale terapia in previsione del trattamento chirurgico?

  • Collo
  • Incidenza
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stenosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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È prassi di alcuni chirurghi non sospendere la terapia antiaggregante in caso di endoarteriectomia allo scopo di prevenire la possibile formazione di trombi “bianchi” peri-operatori. Andrebbe però  chiarito se la mancata sospensione temporanea della terapia antiaggregante possa comportare una maggiore incidenza di complicanze emorragiche quali, ad esempio, ematomi post-operatori del collo di entità tale da richiedere una revisione della ferita.
Placca a rischio

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18.4.11 Prospettive di ricerca nel campo della chirurgia e dello stenting carotideo

  • Chirurgia
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Invecchiamento
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Storia naturale
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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L’endoarteriectomia carotidea è ancora da considerarsi il gold standard di trattamento per i pazienti sintomatici con stenosi ≥50% (metodo NASCET) ed asintomatici con stenosi ≥60% di età non superiore a 75 anni e con aspettative di vita di almeno 5 anni [456] anche se, in questa ultima categoria, il beneficio ottenibile è di gran lunga inferiore.

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18.4.10.2 Prospettive nel settore della gestione della fase acuta dell’ictus: efficacia della supplementazione con antiossidanti

  • Antiossidanti
  • Stress
  • Stress ossidativo
  • Studi
  • Vitamine
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Due studi randomizzati controllati hanno evidenziato che la somministrazione di vitamine antiossidanti e di vitamine del gruppo B entro 12 ore dall’evento acuto si associa ad un miglioramento della capacità antiossidante plasmatica, ad una riduzione dello stress ossidativo, nonché ad un possibile effetto antinfiammatorio mediato dalla riduzione di PCR.[454, 455] Ulteriori e più ampi studi sono però neces

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18.4.10.3 Prospettive nel settore riabilitativo

  • Antiossidanti
  • Micronutrienti
  • Ricerca
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Un aspetto importante che resta da valutare è quello dell’efficacia dell'implementazione nella pratica clinica dei protocolli nutrizionali sulla performance riabilitativa.[Foley,2009]  La ricerca va inoltre indirizzata per indicare il reale beneficio sulla performance riabilitativa della supplementazione proteico – energetica e di micronutrienti, in particolare antiossidanti ed omega 3.

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18.4.10.1 Prospettive nel settore della prevenzione primaria: effetto dei nutrienti e del pattern alimentare di tipo mediterrane

  • Bevande
  • Caffè
  • Carboidrati
  • Dieta
  • Dietetica
  • Fattori di rischio
  • Grassi
  • Grassi insaturi
  • Ictus
  • Indice glicemico
  • Influenza
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Popolazione
  • Potassio
  • Prevalenza
  • Prevenzione
  • Proteine
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sodio
  • Sovrappeso
  • Stile di vita
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Tè
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I risultati degli studi prospettici e di intervento sono generalmente a favore di un effetto protettivo sull’ictus di un modello alimentare ricco in frutta, vegetali e cereali integrali, con prevalenza di grassi insaturi rispetto ai saturi, a basso contenuto in sodio e ricco in potassio.

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18.4.5.4 Altri farmaci che riducono il rischio aterotrombotico del paziente diabetico

  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infiammazione
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Losartan
  • Mortalità
  • Ormoni
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema renina-angiotensina
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tessuti
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Il sistema renina-angiotensina è un importante sistema regolatorio renale e cardiovascolare. La ricerca di base ha prodotto nell’ultimo decennio numerose evidenze che suggeriscono il beneficio di trattamenti con farmaci che bloccano l’enzima di conversione (ACE-inibitori) o che antagonizzano il recettore tipo 1 dell'angiotensina (sartani) sulla riduzione del rischio cardiovascolare nel diabete sperimentale.[434]

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18.4.5.3 Farmaci ipoglicemizzanti

  • Elettrofisiologia
  • Elettrofisiologia cardiaca
  • Fibrinolisi
  • Glucosio
  • Ictus
  • Insulina
  • Intensiva
  • Iperglicemia
  • Miocardio
  • Omeostasi
  • Pazienti
  • Potassio
  • Quadro clinico
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia intensiva
  • Tessuto adiposo
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I diabetici presentano un aumento del rischio per tutte le forme di ictus.

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18.4.5.2 Nuove terapie dell'insulino resistenza

  • Acido arachidonico
  • Appetito
  • Biodisponibilità
  • Cannabinoidi
  • Diabete mellito
  • Dieta
  • Emoglobina glicata
  • Endocannabinoidi
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Fronte
  • Glicemia
  • Glucagone
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incretine
  • Insulina
  • Intestino
  • Iperglicemia
  • Ipoglicemia
  • Ipotensione
  • Ischemia
  • Lipoproteine
  • Organismi
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sensazione
  • Sindrome
  • Sistema cardiovascolare
  • Studi
  • Studi clinici
  • Svuotamento gastrico
  • Terapia farmacologica
  • Tessuti
  • Tetraidrocannabinolo
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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18.4.5.1 Effetto dei farmaci dell’insulino-resistenza e antiiperglicemizzanti sui fattori di rischio per ictus

  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo HDL
  • Geni
  • Ictus
  • Incidenza
  • Incretine
  • Iperglicemia
  • Ipertensione
  • Metabolismo
  • Microglia
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema cardiovascolare
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Numerosi studi dimostrano che gli effetti benefici delle diverse terapie insulino-sensibilizzanti  e antiiperglicemizzanti possono andare oltre il controllo della iperglicemia.

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18.4.4 Terapie ipocolesterolemizzanti

  • Apoptosi
  • Arteria Cerebrale Media
  • Attivazione
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Demenza
  • Donne
  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Linee guida
  • Lipidi
  • Macrofagi
  • Malattie
  • Occlusione
  • Pazienti
  • Piastrine
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Rischio
  • Simvastatina
  • Studi
  • Studi trasversali
  • Uomini
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Non esiste chiara dimostrazione che farmaci ipolipemizzanti diversi dalle statine riducano il rischio di ictus in pazienti non affetti da cardiopatia ischemica.[394, 395] In accordo ai dati disponibili la terapia con statine è sicura ed è associata ad una significativa riduzione del rischio di un primo ictus.

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18.4.3.10 Sonotrombolisi

  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Ictus
  • Occlusione
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sintomatica
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La sonotrombolisi è un promettente intervento terapeutico nell’ ictus ischemico acuto da occlusione dei principali tronchi arteriosi intracranici; gli ultrasuoni infatti, applicati da soli o in concomitanza ad rtPA, sfruttando l’effetto meccanico, sembrerebbero incrementare la trombolisi, determinando peraltro un aumentato rischio di emorragia cerebrale sintomatica.

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18.4.3.9 Nuovi farmaci antipiastrinici

  • ADP
  • Aggregazione piastrinica
  • Anticoagulanti
  • Attivazione
  • Famiglia
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Inibizione
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome coronarica acuta
  • Stent
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Diversamente da quanto accade per il settore degli anticoagulanti, in cui è in atto lo sviluppo di nuovi farmaci volti a sostituire i dicumarolici nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, l’attenzione della ricerca farmacologica verso nuovi farmaci antipiastrinici è tutta rivolta al settore della cardiopatia ischemica.

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18.4.3.8 Nuovi farmaci anticoagulanti

  • Anca
  • Anticoagulanti
  • Biodisponibilità
  • Chirurgia
  • Congressi
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Farmacocinetica
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Fronte
  • Ginocchio
  • Ictus
  • Insufficienza renale
  • Malattia
  • Osteoporosi
  • Pazienti
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Ricerca clinica
  • Rischio
  • Somministrazione orale
  • Studi
  • Test
  • Trombina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Tradizionalmente i farmaci anticoagulanti comunemente impiegati nella pratica quotidiana per la profilassi e la terapia del tromboembolismo venoso e arterioso comprendono l'eparina non frazionata, le eparine a basso peso molecolare e gli anticoagulanti orali antagonisti della vitamina k.  Tali trattamenti, pur se caratterizzati da una accettabile efficacia e sicurezza, non sono sempre di facile gestione.

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18.4.3.7 Persistente reattività piastrinica in corso di terapie antiaggreganti

  • Acido arachidonico
  • ADP
  • Aggregazione piastrinica
  • Aspirina
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Comportamento
  • Evidenze
  • Ictus
  • Inibizione
  • Malattie
  • Pazienti
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sindrome
  • Sindrome coronarica acuta
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Test
  • Ticlopidina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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E’ ormai ampiamente dimostrato che esiste una variabilità individuale nella entità di di inibizione piastrinica determinata dalla terapia antiaggregante con aspirina e/o clopidogrel. La percentuale di aggregazione piastrinica indotta da ADP (target di azione delle tienopiridine) e/o da acido arachidonico (influenzata dall’acido acetilsalicilico) risulta, in una percentuale non trascurabile di pazienti, sovrapponibile a quella dei soggetti non in terapia. Questo fenomeno è stato descritto come ‘resistenza’ alla terapia antiaggregante.

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18.4.3.6 Aspetti organizzativi nella gestione delle terapie anticoagulanti

  • Anticoagulanti
  • Anziano
  • Autonomia
  • Calcio
  • Calibrazione
  • Economia
  • Educazione
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Linee guida
  • Livello di istruzione
  • Medici
  • Medicina
  • Ospedali
  • Parametri
  • Pazienti
  • Personale sanitario
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Rischio
  • Sangue
  • Strutture sanitarie
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Tromboplastina
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia anticoagulante orale ha assunto un ruolo fondamentale nella prevenzione dell'ictus cardioembolico, in specie nei pazienti con fibrillazione atriale. L'elevata frequenza della fibrillazione atriale nella popolazione anziana e l'aumento progressivo nei prossimi anni dei candidati a tale trattamento pone problemi organizzativi importanti nella gestione di terapie così delicate.

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18.4.3.5 Complicanze delle terapie anticoagulanti

  • Acenocumarolo
  • Adulto
  • Aggregazione piastrinica
  • Attivazione
  • Attivazione piastrinica
  • Conta piastrinica
  • Creatinina
  • Diagnosi
  • ELISA
  • Emorragia
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Epistassi
  • Evidenze
  • Fattore VII
  • Fattore VIIa
  • Fattore Xa
  • Ictus
  • Incidenza
  • Insufficienza renale
  • Metabolismo
  • Morte
  • Pazienti
  • Peso corporeo
  • Placebo
  • Plasma
  • Popolazione
  • Rischio
  • Serotonina
  • Sindrome
  • Studi
  • Studi clinici
  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Test
  • Trombocitopenia
  • Tromboplastina
  • Trombosi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La trombocitopenia eparina-indotta (vedi § 10.1.3.3) è una grave complicanza della terapia sia con eparina non frazionata che con eparina a basso peso molecolare, associata ad un elevato rischio di trombosi e di morte. L’incidenza di questa sindrome varia, essendo maggiore in pazienti trattati con eparina non frazionata, maggiore quando vengono utilizzati dosaggi terapeutici e maggiore nei pazienti chirurgici che nei pazienti internistici.

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18.4.3.4 Profilassi del tromboembolismo venoso

  • Anticoagulanti
  • Asintomatica
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Dipendenza
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Evidenze
  • Ictus
  • Incidenza
  • Inguine
  • Pazienti
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Sintomatica
  • Studi
  • Studi clinici
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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I pazienti con ictus determinante una ridotta mobilità sono ad elevato rischio di tromboembolismo venoso. Nonostante questo, a tutt’oggi esistono incertezze sulla sicurezza e sulla tempistica di somministrazione della profilassi farmacologica anticoagulante nel paziente con ictus ischemico così come sulle indicazioni alla profilassi meccanica con calze elastiche o compressione pneumatica intermittente come alternativa alla profilassi farmacologica.

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18.4.3.3 Prevenzione secondaria: ictus cardioembolico

  • Angioplastica
  • Anticoagulanti
  • Aspirina
  • Embolia
  • Embolia polmonare
  • Emorragie intracraniche
  • Evidenze
  • Fattore Xa
  • Fibrillazione Atriale
  • Forame ovale
  • Fronte
  • Ictus
  • Incidenza
  • Infarto miocardico
  • Intervalli di confidenza
  • Minor
  • Miocardio
  • Mortalità
  • Morte
  • Osservazione
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Stent
  • Studi
  • Studi clinici
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • Trombofilia
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La fibrillazione atriale è il più importante fattore di rischio indipendente di ictus ischemico. In base alla stratificazione del rischio individuale per il singolo paziente, anticoagulanti orali ed antiaggreganti piastrinici sono i farmaci di scelta per prevenire gli eventi embolici.

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18.4.3.2 Prevenzione secondaria: ictus non cardioembolico

  • Anticoagulanti
  • Compliance del paziente
  • Evidenze
  • Fosfodiesterasi
  • Ictus
  • Incidenza
  • Malattia
  • Minor
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Popolazione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La terapia antiaggregante piastrinica rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti con ictus ischemico, con l’eccezione di coloro nei quali si è documentata una fonte cardioembolica. L’ASA rimane il farmaco più utilizzato, altre molecole con meccanismi di azione differenti come il clopidogrel hanno dimostrato solo lievi potenziali vantaggi. L’associazione di due antiaggreganti piastrinici non ha mantenuto le attese, che erano motivate dai benefici riscontrati nel paziente con cardiopatia ischemica.

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18.4.3.1 Anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus

  • Anticoagulanti
  • Dipendenza
  • Ematoma
  • Emorragie intracraniche
  • Eparina
  • Eparina a basso peso molecolare
  • Eparinoidi
  • Evidenze
  • Fattori di rischio
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Iperglicemia
  • Mortalità
  • Morte
  • Nadroparina
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Prognosi
  • Protesi
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Trombosi
  • Volume
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L’indicazione all’utilizzo di farmaci anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus ischemico è attualmente molto limitata.

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18.4.2.4 Dronedarone

  • Amiodarone
  • Antiaritmici
  • Canali ionici
  • Esercizio
  • Evidenze
  • Fibrillazione Atriale
  • Ictus
  • Incidenza
  • Pazienti
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
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Dronedarone è un farmaco antiaritmico farmacologicamente e strutturalmente correlato all’amiodarone, ma rispetto a questo dotato di migliori proprietà farmacocinetiche. Analogamente all’amiodarone, dronedarone agisce da bloccante di numerosi canali ionici cardiaci.

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18.4.2.3 Statine

  • Aritmie cardiache
  • By-Pass
  • Cellule
  • Chirurgia
  • Chirurgia toracica
  • Colesterolo
  • Dislipidemie
  • Fibrillazione Atriale
  • Incidenza
  • Inibizione
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Pazienti
  • Pericardite
  • Placebo
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Proteina C
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Simvastatina
  • Sintesi
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
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  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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Le statine, o inibitori dell’enzima idrossi-metil-glutaril-Coenzima-A riduttasi, sono farmaci di prima scelta per la prevenzione primaria e secondaria di patologie associate alle dislipidemie.[317] È noto da tempo, però, che gli effetti benefici di questi farmaci sulla mortalità e morbosità di pazienti affetti da malattia coronarica (CAD) non sono attribuibili solo all’inibizione della sintesi del colesterolo, ma anche ad altri effetti sulla funzione delle cellule della parete

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18.4.1.3 Ricerche cliniche in corso e strategie future

  • Adipe
  • Adulto
  • Attivazione
  • Bias
  • Caffeina
  • Cellule
  • Cellule staminali
  • Cellule stromali
  • Cervello
  • Colesterolo
  • Colesterolo LDL
  • Cordone ombelicale
  • Crescita
  • Diagnosi
  • Endotelio
  • Etanolo
  • Fronte
  • Ictus
  • Infarto miocardico
  • Infiammazione
  • Ipotermia
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Laboratori
  • Linea cellulare
  • Lovastatina
  • Midollo osseo
  • Modelli animali
  • Morte
  • Muscolo scheletrico
  • Necrosi
  • Neuroni
  • Neuroprotettori
  • Osservazione
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perossidazione lipidica
  • Probabilità
  • Radicali liberi
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Salute
  • Sangue
  • Sistema nervoso
  • Stroke
  • Studi
  • Studi clinici
  • Teratocarcinoma
  • Tessuti
  • Tessuto nervoso
  • Trapianto
  • Trapianto di cellule staminali
  • Volume
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  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Prima di abbandonare definitivamente la strada della terapia neuroprotettiva dell'ictus, che ha dato risultati così clamorosi negli studi preclinici, occorre rivalutare questi problemi ed intraprendere alcuni passi necessari.[280] Ad esempio, sarebbe auspicabile poter utilizzare tecniche di neuroimmagine, quali quelle basate sulla RM, per determinare lo stadio evolutivo dell'infarto e l'estensione della penombra ma anche per misurare a tempi più brevi l'efficacia del farmaco.

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18.4.1.1 Aspetti fisiopatologici

  • Antiossidanti
  • Apoptosi
  • Arresto cardiaco
  • Attacchi
  • Attivazione
  • Calcio
  • Cellule
  • Concentrazione
  • Evidenze
  • Glucosio
  • Ictus
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Modelli animali
  • Morte
  • Necrosi
  • Neuroni
  • Ossigeno
  • Pazienti
  • Pensare
  • Perfusione
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sangue
  • Sistema nervoso
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Fino a poco tempo fa, l'unico approccio terapeutico possibile per l'ictus ischemico era quello di ripristinare al più presto il flusso cerebrale. Negli ultimi anni, la ricerca su culture neuronali e su modelli animali di ischemia cerebrale ha profondamente modificato le nostre conoscenze sulla patogenesi del danno neuronale post-ischemico ed ha aperto la via al possibile utilizzo di interventi farmacologici più mirati ed efficaci.

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18.3.3 Prospettive nella ricerca in campo neuroradiologico

  • Attivazione
  • Braccio
  • Capsula interna
  • Comprensione
  • Degenerazione walleriana
  • Disinibizione
  • Farmacologia
  • Fibrinolisi
  • Fibrinolitici
  • Ictus
  • Incidenza
  • Influenza
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Linee guida
  • Minor
  • Neuroprotettori
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Processo decisionale
  • Prognosi
  • Riabilitazione
  • Riperfusione
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stimolazione magnetica transcranica
  • Stroke
  • Studi
  • Terapia trombolitica
  • Tomografia
  • Trombectomia
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Attualmente i campi di più elevato interesse  riguardanti la patologia cerebrovascolare ischemica riguardano la finestra terapeutica allargata ad oltre le  3-4.5 ore dopo l’evento acuto  e il recupero funzionale-riabilitazione delle funzioni sensitivo-motorie cerebrali, associate alle tecniche avanzate RM (DWI-PWI, fMRI). Altri concetti innovativi in rapida e continua evoluzione riguardano tutte quelle procedure atte al ripristino e mantenimento del flusso cerebrale.

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18.3.2. Sviluppo e prospettive di ricerca della Neurosonologia

  • Artefatto
  • Arterie
  • Attivazione
  • Avambraccio
  • Diagnosi
  • Diagnostica per immagini
  • Dissezione
  • Disturbi del movimento
  • Doppler
  • Doppler Transcranico
  • Endotelio
  • Ferro
  • Fibrina
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Ischemia
  • Ischemia cerebrale
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Malattia di Parkinson
  • Membrane
  • Mezzi di contrasto
  • Microbolle
  • Occlusione
  • Patologia
  • Pazienti
  • Perfusione
  • Popolazione
  • Ricerca
  • Rischio
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Segnali
  • Sintomi
  • Stroke
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia trombolitica
  • Vasodilatazione
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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La neurosonologia, metodica strumentale non invasiva, precisa ed affidabile ha assunto negli anni più recenti un ruolo importante nella diagnostica della patologia cerebrovascolare ischemica, soprattutto nella fase acuta, in quanto permette non solo un’accurata valutazione morfologica e funzionale delle lesioni degli assi vascolari extra e intracranici ma consente anche un monitoraggio costante dell’evoluzione del danno arterioso.

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18.2.2.1 Meccanismi elettrofisiologici e molecolari

  • Aldosterone
  • Angiotensina II
  • Antiaritmici
  • Anticorpi
  • Beta-lattamasi
  • Calcio
  • Canali del calcio
  • Canali del potassio
  • Canali ionici
  • Chlamydia
  • Comprensione
  • Dilatazione
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Emodinamica
  • Fibrillazione Atriale
  • Fosforilazione
  • Funzione ventricolare
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Infezione
  • Ipertrofia
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Mortalità
  • Patologia
  • Pazienti
  • Placebo
  • Potassio
  • Pressione
  • Prevenzione
  • Prevenzione Primaria
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Proteine
  • Ricaduta
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Sistema renina-angiotensina
  • Spostamenti
  • Stress
  • Studi
  • Studi clinici
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare

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Lo studio dei meccanismi in grado di indurre, mantenere ed interrompere la fibrillazione atriale è un aspetto rilevante della ricerca di base. A prescindere dalla fibrillazione atriale dovuta a preesistenti condizioni aritmogene determinate da patologie cardiache, l'aritmia di per sé determina una serie di alterazioni in grado di portare alla sua cronicizzazione.

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18.2.1.6 Il problema infettivo e la malattia aterosclerotica

  • Anticorpi
  • Aorta
  • Arterie
  • Attivazione
  • Batteri
  • Beta-lattamasi
  • Cellule
  • Cellule endoteliali
  • Cellule muscolari
  • Chlamydia
  • Colesterolo
  • Cytomegalovirus
  • Diagnosi
  • Dieta
  • DNA
  • E-Selectina
  • Enterovirus
  • Epatite
  • Epatite C
  • Fattori di rischio
  • Fenotipo
  • Genoma
  • Genoma virale
  • Helicobacter
  • Helicobacter pylori
  • Ibridazione in situ
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Immunoistochimica
  • Incidenza
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Linfociti
  • Linfociti T
  • Macrolidi
  • Malattia
  • Malattia coronarica
  • Medici
  • Medicina
  • Microrganismi
  • Miocardio
  • Modelli animali
  • Monociti
  • Mortalità
  • Osservazione
  • Parametri
  • Pazienti
  • Persone
  • Plasminogeno
  • Popolazione
  • Predittori
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Progressione della malattia
  • Proteina C
  • Ricerca
  • Rischio
  • Roxitromicina
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Siero
  • Sintesi
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi clinici
  • Studi di intervento
  • Studi epidemiologici
  • Vaccinazione
  • Virus
  • Volume
  • 6a-2010
  • 18 Integrazione tra prevenzione e ricerca multidisciplinare
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La prima documentazione di una associazione significativa fra infezioni e malattia aterosclerotica deriva da uno studio condotto su un modello animale (pollo) in cui l’infezione da herpes virus risultava essere in grado di indurre lesioni aterosclerotiche nelle grandi arterie con un andamento simile a quello che si osservava quando gli animali erano infetti e supplementati con una dieta ricca di colesterolo.[Minick,1979] Studi successivi sempre in modelli animali hanno indicato che non solo l’i

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  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
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