Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nel VCI è indicato esplorare anche le funzioni esecutive.
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Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nel VCI è indicato esplorare anche le funzioni esecutive.
In pazienti con stroke la riduzione dei valori di pressione è efficace nel ridurre il rischio di VaD.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento dell'ipertensione arteriosa.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento di:
1. ipercolesterolemia
2. iperglicemia
Nei soggetti a rischio di VCI è indicata la sospensione del fumo.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato:
1. l’adozione di una dieta di tipo mediterraneo
2. lo svolgimento di una attività fisica regolare
3. una assunzione solo moderata di alcol
4. un adeguato controllo del peso corporeo
Nei soggetti a rischio di VCI La supplementazione con vitamine non è indicata in quanto non si è dimostrata in grado di migliorare le funzioni cognitive, anche se i livelli di omocisteina ne sono positivamente influenzati.
Nei soggetti a rischio di VCI l'uso di antiossidanti e vitamina B non è indicato, in quanto non di beneficio in base alle attuali evidenze.
In pazienti con deterioramento cognitivo progressivo è indicato utilizzare sequenze di risonanza magnetica gradient-echo T2 pesate per identificare lesioni emorragiche multiple strettamente lobari caratteristiche per una probabile CAA.
Se il test genetico non è disponibile o documenta una mutazione del gene NOTCH di non chiaro significato clinico, la biopsia della cute o del muscolo per la ricerca di depositi granulari osmiofilici (GOM) è indicata in alternativa o quale procedura complementare.
La ricerca di mutazione del gene NOTCH è anche indicato nei casi sporadici se in presenza di dati clinici e neuroradiologici suggestivi per CADASIL, in particolare in assenza di significativi fattori di rischio cardiovascolare.
E' indicato effettuare la ricerca della mutazione del gene NOTCH3 in pazienti con:
1. deterioramento cognitivo progressivo
2. neuroimmagini suggestive per patologia severa dei piccoli vasi cerebrali
3. anamnesi familiare suggestiva per un'ereditarietà autosomica dominante
Nel sospetto di CAA è ragionevole il trattamento dei fattori di rischio.
È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.
E’ indicato l’uso di tecniche di prevenzione del delirio da ospedalizzazione che utilizzano la mobilizzazione, tecniche di riorientamento, coinvolgimento in attività, mantenimento ritmo sonno-veglia, idratazione.
Nei soggetti con disfagia è indicato un programma riabilitativo che include esercizi per l’incremento della funzione motoria orofaringea in associazione alle tecniche specifiche (manovre di compenso, posturali e di modificazioni reologiche del cibo).
In presenza di disartria è indicato che il logopedista effettui counseling ai pazienti/ familiari/ caregivers allo scopo di informarli e indirizzarli alle modalità più efficaci di comunicazione.
In presenza di disartria è indicato il trattamento logopedico finalizzato all’incremento dell’ intelligibilità dell’eloquio, ove ciò non avvenga, all’insegnamento di tecniche di comunicazione aumentativa alternativa.
L’impiego routinario di protocolli di addestramento ripetitivo e/o intensivo dell’arto superiore ai fini del recupero funzionale non è indicato.
L’impiego di protocolli di allenamento intensivo in aggiunta alla restrizione d’uso dell’arto superiore sano (cosiddetta Constraint-induced movement therapy – CIMT) è indicato in soggetti selezionati, con residua capacità di estensione delle dita di almeno 10° ed esenti da deficit cognitivi o dell’equilibrio. La somministrazione di protocolli CIMT è riservata a operatori opportunamente addestrati .
L’impiego di dispositivi robotici durante la pratica di compiti di destrezza, al fine di migliorare la la forza muscolare e la funzione dell’arto superiore è indicato in soggetti selezionati, purchè assistiti da operatori opportunamente addestrati .
Nei pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere terapia anticoagulante orale per motivi diversi dall'elevato rischio emorragico è indicato il trattamento con clopidogrel 75 mg/die e ASA da 75 a 100 mg/die.
Nei pazienti con ictus emorragico durante il trattamento anticoagulante orale, è indicato riprendere la cura anticoagulante entro le tre settimane, nei casi ad elevato rischio tromboembolico, oppure attendere la decima settimana per i casi con prevalente rischio embolico e la trentesima settimana per i casi con prevalente rischio emorragico.
GPP
Il gruppo Spread ritiene che in casi particolari sia possibile riprendere la terapia con anticoagulanti orali prima della terza settimana.
La doppia terapia antiaggregante piastrinica, in assenza di controindicazioni, è indicata prima e dopo lo stenting carotideo per almeno 3 mesi. La terapia con statina e il controllo della pressione arteriosa con eventuale terapia antiipertensiva sono indicati prima e dopo la procedura di stenting o di endoarteriectomia carotidea.
Nei pz con emorragia cerebrale in trattamento anticoagulante è indicata una rapida correzione dell’emostasi che si ottiene a seconda della terapia anticoagulante in corso con:
solfato di protamina in pazienti in trattamento con eparina ev o sc;
plasma fresco congelato o concentrati di complesso protrombinico associati con vitamina K ev in pazienti in terapia con anticoagulanti orali
GPP: il gruppo SPREAD raccomanda il complesso protrombinico per la maggiore rapidità d'azione, il minor volume infuso e l’assenza di trasmissione di virus
In pazienti con FA che già assumevano terapia anticoagulante orale e che presentino un INR al di sotto del range terapeutico, è indicata la terapia anticoagulante, con la scelta del del timing definita come nella raccomandazione 10.09.
La TC cranio è indicata come esame di prima scelta per la diagnosi in acuto di emorragia cerebrale.
In caso di piastrinopenia da eparina in pazienti in cui deve essere proseguita una terapia antitrombotica, sono indicate le seguenti opzioni terapeutiche: argotraban e, solo nel paziente cardiologico, bivalirudina; gli anticoagulanti orali possono essere iniziati una volta risolta la piastrinopenia da eparina.
In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che non assumevano terapia antitrombotica prima dell'evento, è indicato somministrare ASA.
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* GPP Raccomandazione 10.10
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