• News
  • Contatti
  • Mappa del sito
link alla Home Page del sito di SPREAD - logo SPREAD

SPREAD

icona lente
  • Cerca nelle Linee Guida
  • Cerca nei tag
  • Indice analitico

Con la collaborazione di: 

  • Registrati
  • Richiedi nuova password

Con il contributo di

logo Boerhinger

Naviga per ...

  • Aree Spread
  • Argomenti

Accedi

  • Autori
  • Sintesi e Raccomandazioni
  • Il volume
  • Bibliografia
  • Breaking News
  • Approfondimenti Monotematici
  • Materiale didattico
  • Atlante Iconografico
  • Opinioni a confronto
  • Archivio
  • Download
  • About SPREAD premium

Tags

Diagnosi Evidenze Fattori di rischio Ictus Incidenza Malattia Pazienti Popolazione Prevenzione Rischio Stroke Studi
altri tag

Ultime Raccomandazioni

  • Ultime Raccomandazioni

Segreteria Organizzativa e Coordinamento Generale

Pierrel Research Italy
Via Alberto Falck, 15
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel: +39 02 24134.260
Fax: +39 02 24862994
e-mail: info@spread.it

Contenuto
Home » Linee Guida

Raccomandazione

Raccomandazione 16.11 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Demenza
  • Demenza vascolare
  • Disturbi della memoria
  • Memoria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.1 Sindrome clinica

Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nel VCI è indicato esplorare anche le funzioni esecutive.

Raccomandazione 16.36 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

In pazienti con stroke la riduzione dei valori di pressione è efficace nel ridurre il rischio di VaD.

Raccomandazione 16.35 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento dell'ipertensione arteriosa.

Raccomandazione 16.34 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento di:

1. ipercolesterolemia

2. iperglicemia

Raccomandazione 16.33 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI è indicata la sospensione del fumo.

Raccomandazione 16.32 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI è indicato:

1. l’adozione di una dieta di tipo mediterraneo

2. lo svolgimento di una attività fisica regolare

3. una assunzione solo moderata di alcol

4. un adeguato controllo del peso corporeo

Raccomandazione 16.31 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI La supplementazione con vitamine non è indicata in quanto non si è dimostrata in grado di migliorare le funzioni cognitive, anche se i livelli di omocisteina ne sono positivamente influenzati.

Raccomandazione 16.30 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.6.1 Linee preventive e terapeutiche da seguire nel campo della demenza vascolare

Nei soggetti a rischio di VCI l'uso di antiossidanti e vitamina B non è indicato, in quanto non di beneficio in base alle attuali evidenze.

Raccomandazione 16.29 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.2 La demenza vascolare sottocorticale

In pazienti con deterioramento cognitivo progressivo è indicato utilizzare sequenze di risonanza magnetica gradient-echo T2 pesate per identificare lesioni emorragiche multiple strettamente lobari caratteristiche per una probabile CAA.

Raccomandazione 16.25 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

Se il test genetico non è disponibile o documenta una mutazione del gene NOTCH di non chiaro significato clinico, la biopsia della cute o del muscolo per la ricerca di depositi granulari osmiofilici (GOM) è indicata in alternativa o quale procedura complementare.

Raccomandazione 16.24 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

La ricerca di mutazione del gene NOTCH è anche indicato nei casi sporadici se in presenza di dati clinici e neuroradiologici suggestivi per CADASIL, in particolare in assenza di significativi fattori di rischio cardiovascolare.

Raccomandazione 16.23 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

E' indicato effettuare la ricerca della mutazione del gene NOTCH3 in pazienti con:

1. deterioramento cognitivo progressivo

2. neuroimmagini suggestive per patologia severa dei piccoli vasi cerebrali

3. anamnesi familiare suggestiva per un'ereditarietà autosomica dominante

Raccomandazione 16.13 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.2.5.3 La CADASIL

Nel sospetto di CAA è ragionevole il trattamento dei fattori di rischio.

Raccomandazione 16.5 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • GPP
Vai al volume: 16.1.1 Epidemiologia

È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.

Raccomandazione 16.10 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
Vai al volume:

L’uso di farmaci antipsicotici è indicato quando il delirio causa stress o pone i pazienti in situazioni di rischio o impedisce l’esecuzione di esami o trattamenti necessari per la patologia causa del ricovero.

Raccomandazione 16.9 

  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 16 Complicanze psico-cognitive dell'ictus
  • Grado D
Vai al volume: 16.2.5.6 1 Il delirium

E’ indicato l’uso di tecniche di prevenzione del delirio da ospedalizzazione che utilizzano la mobilizzazione, tecniche di riorientamento, coinvolgimento in attività, mantenimento ritmo sonno-veglia, idratazione.

Raccomandazione 15.42 e 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.6 Disfagia

Nei soggetti con disfagia è indicato un programma riabilitativo che include esercizi per l’incremento della funzione motoria orofaringea in associazione alle tecniche specifiche (manovre di compenso, posturali e di modificazioni reologiche del cibo).

Raccomandazione 15.30 c 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

In presenza di disartria è indicato che il logopedista effettui counseling ai pazienti/ familiari/ caregivers allo scopo di informarli e indirizzarli alle modalità più efficaci di comunicazione.

Raccomandazione 15.30 b 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

In presenza di disartria è indicato il trattamento logopedico finalizzato all’incremento dell’ intelligibilità dell’eloquio, ove ciò non avvenga, all’insegnamento di tecniche di comunicazione aumentativa alternativa.

Raccomandazione 15.28 d 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’impiego routinario di protocolli di addestramento ripetitivo e/o intensivo dell’arto superiore ai fini del recupero funzionale non è indicato.

Raccomandazione 15.28 c 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’impiego di protocolli di allenamento intensivo in aggiunta alla restrizione d’uso dell’arto superiore sano (cosiddetta Constraint-induced movement therapy – CIMT) è indicato in soggetti selezionati, con residua capacità di estensione delle dita di almeno 10° ed esenti da deficit cognitivi o dell’equilibrio. La somministrazione di protocolli CIMT è riservata a operatori opportunamente addestrati .

Raccomandazione 15.28 b 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’impiego di dispositivi robotici durante la pratica di compiti di destrezza, al fine di migliorare la la forza muscolare e la funzione dell’arto superiore è indicato in soggetti selezionati, purchè assistiti da operatori opportunamente addestrati .

Raccomandazione 12.8 b 

  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011
  • Grado B
Vai al volume: 12.6 Nuovi approcci alla terapia anticoagulante

 

Nei pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere terapia anticoagulante orale per motivi diversi dall'elevato rischio emorragico è indicato il trattamento con clopidogrel 75 mg/die e ASA da 75 a 100 mg/die.

Raccomandazione 12.9 

  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011
  • GPP
Vai al volume: 12.7 Problemi della terapia antitrombotica: in caso di recidiva di emorragia cerebrale

Nei pazienti con ictus emorragico  durante  il trattamento anticoagulante orale,  è indicato riprendere la cura anticoagulante entro le tre settimane, nei casi ad elevato rischio tromboembolico, oppure attendere la decima settimana per i casi con prevalente rischio embolico e la trentesima settimana per i casi con prevalente rischio emorragico. 

 

GPP

Il gruppo Spread ritiene che in casi particolari sia possibile riprendere la terapia con anticoagulanti orali prima della terza settimana.

Raccomandazione 13.26 b 

  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Pressione
  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • Grado D
Vai al volume:

La doppia terapia antiaggregante piastrinica, in assenza di controindicazioni, è indicata prima e dopo lo stenting carotideo per almeno 3 mesi.  La terapia con statina e il controllo della pressione arteriosa con eventuale terapia antiipertensiva sono indicati prima e dopo la procedura di stenting o di endoarteriectomia carotidea. 

Raccomandazione 13.20 

  • Chirurgia
  • Raccomandazione
  • Sintomatica
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume:

In caso di età maggiore di 70 anni e assenza di importanti comorbidità è da preferire l’endoarteriectomia allo stenting nella correzione chirurgica della stenosi carotidea, specie se sintomatica  e specie in caso di chirurgia precoce.

Raccomandazione 10.31 a 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Emostasi
  • Eparina
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Plasma
  • Raccomandazione
  • Vitamina K
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.5 Trattamento in acuto delle emorragie intracerebrali in corso di terapia anticoagulante o fibrinolitica

Nei pz con emorragia cerebrale in trattamento anticoagulante è indicata una rapida correzione dell’emostasi che si ottiene a seconda della terapia anticoagulante in corso con:

solfato di protamina in pazienti in trattamento con eparina ev o sc;

plasma fresco congelato o concentrati di complesso protrombinico associati con vitamina K ev in pazienti in terapia con anticoagulanti orali



GPP: il gruppo SPREAD raccomanda il complesso protrombinico per la maggiore rapidità d'azione, il minor volume infuso e l’assenza di trasmissione di virus

Raccomandazione 10.11 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Terapia Anticoagulante Orale
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

In pazienti con FA che già assumevano terapia anticoagulante orale e che presentino un INR al di sotto del range terapeutico, è indicata la terapia anticoagulante, con la scelta del del timing definita come nella raccomandazione 10.09.

Raccomandazione 10.21 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Cranio
  • Diagnosi
  • Emorragia
  • Emorragia cerebrale
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.3 Diagnostica

La TC cranio è indicata come esame di prima scelta per la diagnosi in acuto di emorragia cerebrale.

Raccomandazione 10.20 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Anticoagulanti
  • Eparina
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.3.3 La trombocitopenia da eparina [168]

In caso di piastrinopenia da eparina in pazienti in cui deve essere proseguita una terapia antitrombotica, sono indicate le seguenti opzioni terapeutiche: argotraban e, solo nel paziente cardiologico, bivalirudina; gli anticoagulanti orali possono essere iniziati una volta risolta la piastrinopenia da eparina.

Raccomandazione 10.13 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 10.1.2.2 Ictus da patologia aterosclerotica dei tronchi arteriosi extra-cranici

In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che non assumevano terapia antitrombotica prima dell'evento, è indicato somministrare ASA.

* GPP

  • Read more

Raccomandazione 10.10 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus
  • Prevenzione
  • Prevenzione Secondaria
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
Vai al volume: 10.1.2.1 Ictus cardioembolico

L'ASA alle dosi di 300 mg/die è indicato come terapia di prevenzione secondaria precoce dopo un ictus cardioembolico in tutti i casi nei quali la terapia anticoagulante è controindicata o non possa essere adeguatamente monitorata al momento della dimissione.

Raccomandazione 10.14 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Dipiridamolo
  • Ictus
  • Patologia
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • Ticlopidina
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.1.2.2 Ictus da patologia aterosclerotica dei tronchi arteriosi extra-cranici

In pazienti con ictus conseguente a patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi extracranici che già assumevano ASA prima dell'evento, qualora l’opzione scelta sia di sostituire l’ASA con un altro antiaggregante piastrinico è indicato somministrare  clopidogrel 75 mg/die, o dipiridamolo a lento rilascio 400 mg e ASA 50 mg / die.

Raccomandazione 10.24 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Amiloide
  • Angiografia
  • Chirurgia
  • Emorragia
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.3 Diagnostica

Nell’emorragia cerebrale, RM ed angio-RM sono utili in pazienti selezionati, e sono indicate nei pazienti in cui si sospetti una angiopatia amiloide e, a distanza di almeno 30 giorni dall'evento, nei pazienti con lesioni lobari ed angiografia negativa candidati alla chirurgia, per la diagnostica degli angiomi cavernosi.

Raccomandazione 7.16 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 7.2 Interventi medici generali

 

Nei soggetti con altri fattori di rischio vascolare, in particolare obesità, ipertensione, cardiopatie, è indicata la ricerca sia anamnestica che con indagini diagnostiche di sindrome delle apnee ostruttive da sonno.

Raccomandazione 7.15 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
Vai al volume: 7.2 Interventi medici generali

 

L’uso di aspirina 100 mg a dì alterni per la prevenzione  primaria dell’ictus può essere indicato per le donne quando il beneficio è sufficientemente elevato rispetto al rischio derivante dal trattamento.

Raccomandazione 7.14 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 7.2 Interventi medici generali

 

L’uso di aspirina per la prevenzione primaria di eventi cardiovascolari, non  è indicata per i soggetti a basso rischio, mentre  è indicata per i soggetti per i quali il beneficio è sufficientemente elevato rispetto al rischio derivante dal trattamento (rischio a 10 anni di eventi cardiovascolari dal 6% al 10%).

Raccomandazione 7.7 g 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado B
Vai al volume: 7.2.2.3 Fibrillazione atriale non valvolare

Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare che non può assumere anticoagulanti orali e che non presenta elevato rischio emorragico è indicata la terapia con l’associazione di ASA (75-100 mg/die) e clopidogrel (75 mg/die). 

Raccomandazione 7.2 b 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
Vai al volume: 7.1.2 Fumo di sigaretta: cessazione del fumo

 

L’uso di tecniche multimodali per la cessazione del fumo di sigaretta, inclusi il counseling, i sistemi di sostituzione della nicotina, i farmaci orali per lo stop del fumo, è indicato nel contesto di una strategia globale per la cessazione stessa.

Raccomandazione 13.22 

  • Asintomatica
  • Diagnostica per immagini
  • Malattia
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Studi
  • Studi prospettici
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • GPP
Vai al volume: 13.5.4 Stenting carotideo

Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea e la scelta tra endoarteriectomia e stenting non sono nette è particolarmente indicato:

  • Read more

Raccomandazione 13.3 

  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ischemia
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Sesso
  • Sintomatica
  • Sintomi
  • Stenosi
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume: 13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

L'endoarteriectomia carotidea è indicata nella stenosi sintomatica compresa fra il 50% ed il 69% (equivalente a metodo NASCET) nei pazienti definiti a più alto rischio come pazienti con ischemia recente, con sintomi cerebrali e non oculari, con placca ulcerata – vulnerabile, di età avanzata, di sesso maschile, diabetici, se

  • Read more

Raccomandazione 11.21b 

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 11.6 Glicemia

Nei pazienti da sottoporre a trombolisi i.v. è indicato intervenire a partire da valori di glicemia > 160 mg/dl

Raccomandazione 10.33 c 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.6 Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico dell'emorragia cerebrale non è indicato in caso di emorragie intracerebrali con GCS ≤4 a causa dell'elevata mortalità e dell'esito neurologico estremamente povero;

Raccomandazione 10.31 c 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.5 Trattamento in acuto delle emorragie intracerebrali in corso di terapia anticoagulante o fibrinolitica

Nei pazienti con emorragia cerebrale e piastrinopenia è indicato somministrare concentrati piastrinici per valori di piastrine < 50.000, anche se la decisione va presa caso per caso.

Raccomandazione 10.31 b 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
Vai al volume: 10.2.1.5 Trattamento in acuto delle emorragie intracerebrali in corso di terapia anticoagulante o fibrinolitica

Nei pazienti con emorragia cerebrale da rTPA (durante l’infusione o nelle 24 ore successive) può essere utilizzato un inibitore del fibrinolitico come l’acido tranexamico 2 f ev in 10’ ogni 8 ore per 24 ore o, se il fibrinogeno si riduce al di sotto di 100 mg/dl, plasma fresco congelato. Può essere richiesta la consulenza neurochirurgica anche se raramente è indicato il trattamento neurochirurgico.

Raccomandazione 10.30 b 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado C
Vai al volume: 11.8 Trombosi venosa profonda (TVP)[241]

Dopo 4-5 giorni dall'insorgenza dell'emorragia cerebrale può essere preso in considerazione l'uso di eparina a basso peso molecolare o di eparina non frazionata a dosi di profilassi.

Raccomandazione 10.2 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 10.1.1.1.2 Trombolisi con rt-PA

Il trattamento con r-tPA e.v. (0,9 mg/kg, dose massima 90 mg, il 10% della dose in bolo, il rimanente in infusione di 60 minuti) è indicato entro 4.5 ore dall’esordio di un ictus ischemico.

Raccomandazione 13.25b 

  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • Grado D
Vai al volume: 13.6.3 Controllo dei fattori di rischio[203]

La doppia terapia antiaggregante piastrinica, in assenza di controindicazioni, é indicata prima e dopo lo stenting carotideo per almeno 3 mesi. La terapia con statina e il controllo della pressione arteriosa con eventuale terapia antiipertensiva sono indicati prima e dopo la procedura di stenting o di endoarteriectomia.

  • Read more

Raccomandazione 12.13 d 

  • Ictus
  • Pazienti
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • 6a-2011
  • GPP
Vai al volume: 12.11.2 FOP ed embolia paradossa

Nei pazienti con recidiva di ictus o TIA associato a FOP, in presenza di trattamento con ASA o con TAO, dopo una rivalutazione  multidisciplinare del caso e in accordo con il paziente è indicata la chiusura del FOP.

Raccomandazione 17.1 

  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.1 Ictus Neonatale

In occasione di un primo episodio di trombosi arteriosa neonatale, la terapia antiaggregante non è consigliata a meno che non sia stata documentata una causa cardioembolica. La terapia antiaggregante o anticoagulante  è invece  consigliata negli episodi di trombosi arteriosa ricorrente

Raccomandazione 17.2 

  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • Grado D
  • 17 Ictus pediatrico e giovanile – Ictus di origine rara
Vai al volume: 17.1 Ictus Neonatale

Nei neonati con trombosi venosa cerebrale senza significativo infarcimento emorragico è indicata la terapia anticoagulante, inizialmente con eparina non frazionata o eparina a basso peso molecolare (ebpm) e successivamente con ebpm o dicumarolici,  per un periodo variabile fra 6 settimane e 3 mesi. In presenza di una significativa componente emorragica è consigliato monitorare l’evoluzione della trombosi per 5-7 giorni e somministrare anticoagulanti solo se si verifica una propagazione del trombo

Raccomandazione 15.49 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Grado A
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.3.1 Spasticità

Nel trattamento focale della spasticità di un arto, in associazione agli interventi riabilitativi previsti (fisioterapici), è indicato l'impiego della tossina botulinica dopo aver valutato la risposta o la tollerabilità degli antispastici somministrati per via orale.

Raccomandazione 15.36 

  • Attività della vita quotidiana
  • Ausili
  • Disturbi della memoria
  • Evidenze
  • Ictus
  • Memoria
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Riabilitazione cognitiva
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
  • Grado D
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

In presenza di disturbi di memoria insorti dopo l’ictus è indicato il ricorso ad ausili (agende, orologi) che facilitino le attività della vita quotidiana. Le evidenze a sostegno di programmi strutturati di riabilitazione cognitiva sono limitate.

 

Raccomandazione 15.34 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

Nei soggetti nei quali persiste un disturbo aprassico dopo la fase acuta, è indicato attuare un programma di trattamento riabilitativo specifico per l'aprassia bucco-facciale o per le diverse forme di aprassia che interessano gli arti.

 

 

Raccomandazione 15.33 

  • Orientamento
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Grado A
  • 6a-2010
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.3 Comunicazione verbale ed altre abilità cognitive

È indicato il trattamento dell’emi-inattenzione spaziale con metodiche selettive di addestramento all’esplorazione visuo-motoria. Sono necessarie ulteriori verifiche a supporto dell'adozione di procedure basate sull'uso di prismi e di altre tecniche

 

Raccomandazione 15.28 a 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado C
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

L’impiego della motor imagery è complementare agli approcci neuromotori tradizionali dedicati al recupero dell’arto superiore.

 

 

 

Raccomandazione 15.27 

  • Ictus
  • Programma di riabilitazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.4.1.2 Funzionalità dell'arto superiore

È sempre  indicato attivare un programma di riabilitazione precoce dell'arto superiore paretico entro i primi tre mesi dall’esordio dell’ictus.

 

Raccomandazione 15.26  

  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2011
  • Grado B
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.3.6 Prevenzione del danno secondario e terziario nella fase precoce dell'ictus

È indicato promuovere procedure che possano condurre ad una precoce presa in carico riabilitativa del paziente con stroke affinchè possano essere effettuate in modo tempestivo mobilizzazione passiva, raggiungimento della sezione seduta e progressiva verticalizzazione. È inoltre utile a stimolare ed incoraggiare il paziente con ictus alla partecipazione alle attività quotidiane.

Raccomandazione 15.23  

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado C
  • 15 Riabilitazione
Vai al volume: 15.2.3.4 Continuità

È indicato che ogni paziente, ancora disabile a distanza di almeno sei mesi da un ictus, sia rivalutato da un team multidisciplinare per definire le ulteriori concrete esigenze riabilitative a cui può corrispondere un trattamento appropriato.

 

Raccomandazione 14.27 

  • Fattori di rischio
  • Ictus
  • Parametri
  • Quadro clinico
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado C
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato che i soggetti colpiti da ictus siano sottoposti a controlli periodici delle condizioni cardiocircolatorie e metaboliche, incluse le eventuali variazioni di peso, per il controllo dei fattori di rischio di danno cerebrovascolare ed adeguare il trattamento farmacologico alle variazioni del quadro clinico oltre che dei parametri di laboratorio.

Raccomandazione 14.28 

  • Autonomia
  • Locomozione
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • 5a-2008
  • Grado D
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato l’intervento riabilitativo mirato a prevenire il degrado dell’autonomia a distanza dall’evento ictale purché orientato sugli obiettivi riabilitativi più significativi (es. locomozione).
L'intervento riabilitativo a distanza dall'evento ictale è indicato in caso di deterioramento dello stato funzionale e deve essere orientato su specifici obiettivi riabilitativi.

Raccomandazione 14.29 

  • Autonomia
  • Estensiva
  • Intensiva
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato un programma a lungo termine di realizzazione autonoma delle attività quotidiane, al fine di limitare il deterioramento del livello di autonomia raggiunto con la riabilitazione intensiva od estensiva.

Raccomandazione 14.30 

  • Anziano
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

Nell'iter riabilitativo del paziente anziano sono indicati la valutazione ed il trattamento delle comorbosità, anche non cardiovascolari.

Raccomandazione 14.31 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato che la riabilitazione del paziente geriatrico con ictus sia coadiuvata da un processo di valutazione multidimensionale geriatrica.

Raccomandazione 14.32 

  • Anziano
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Unità Di Valutazione Geriatrica
  • Valutazione geriatrica
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicata l'organizzazione in rete dei servizi per l'anziano, ivi compresi quelli riabilitativi, sotto la guida dell'Unità di Valutazione Geriatrica e con il coordinamento da parte del case manager, che valuti i bisogni assistenziali del paziente e lo indirizzi al servizio che, di volta in volta, meglio risponde alle sue necessità.

Raccomandazione 14.33 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

Nel paziente in età avanzata è indicata l'adozione di protocolli riabilitativi flessibili e, se necessario, di durata maggiore rispetto a quelli utilizzati nei soggetti più giovani.

Raccomandazione 14.34 

  • Donne
  • Ictus
  • Indice Di Massa Corporea
  • Peso corporeo
  • Raccomandazione
  • Sovrappeso
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Uomini
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

La riduzione graduale e costante nel tempo del peso corporeo è indicata per tutti i soggetti sovrappeso od obesi post-ictus; è indicato raggiungere valori di indice di massa corporea <25 kg/m2 e di circonferenza vita <88 cm nelle donne e <102 cm negli uomini o perlomeno ottenere un decremento ponderale pari al 10%-15% del peso corporeo iniziale.

Raccomandazione 14.35 a 

  • Dieta
  • Iperomocisteinemia
  • Linee guida
  • Livelli Di Assunzione Raccomandata Di Energia E Nutrienti
  • Nutrizionale
  • Raccomandazione
  • Sesso
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.5.1 Fabbisogni di energia e nutrienti

È indicato che il paziente non disfagico con stato di nutrizione normale sia alimentato per via orale con una dieta in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale adeguato all’età ed al sesso, secondo quanto stabilito dai "Livelli di Assunzione Raccomandata di energia e Nutrienti" (LARN).
È indicato utilizzare supplementi vitaminici in presenza di iperomocisteinemia.

  • Read more

Raccomandazione 14.35 b 

  • Affetto
  • Alimenti
  • Alimenti arricchiti
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Nutrizionale
  • Nutrizione e ictus
  • Raccomandazione
  • 6a-2011
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.5.2.2 Soggetto non disfagico con malnutrizione proteico-energetica

Nel soggetto non disfagico affetto da malnutrizione proteico-energetica, è indicato aumentare l’apporto nutrizionale, in modo da correggere progressivamente lo stato carenziale, eventualmente utilizzando integratori dietetici od alimenti arricchiti.

Raccomandazione 14.35 c 

  • Dietetica
  • Gastrostomia
  • Gastrostomia Percutanea Endoscopica
  • Malnutrizione
  • Malnutrizione proteico-energetica
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • Grado B
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.5.2.2 Soggetto non disfagico con malnutrizione proteico-energetica

Nel soggetto con malnutrizione proteico-energetica e protratta ed insufficiente assunzione dietetica, è indicato considerare la nutrizione per mezzo di sondino naso-gastrico o gastrostomia percutanea endoscopica (PEG).

Raccomandazione 14.36 a 

  • Dieta
  • Gastrostomia
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado C
Vai al volume: 14.5.2.3 Soggetto disfagico

Nel soggetto disfagico in cui è appropriata l'alimentazione per via orale, è indicato l'impiego della dieta progressiva per disfagia, che prevede quattro livelli: dieta purea, dieta tritata, dieta morbida e dieta normale modificata. La presenza di disfagia completa è un'indicazione per la nutrizione artificiale attraverso sonda nasale o gastrostomia percutanea.

Raccomandazione 14.36 b 

  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.5.2.3 Soggetto disfagico

È indicato che gli operatori del servizio di ristorazione ospedaliera siano in grado di preparare cibi di consistenza modificata.

Raccomandazione 14.37 a 

  • Alimenti
  • Ausili
  • Caregiver
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.5.3 Indicazioni dietetiche al momento della dimissione

È indicato informare i pazienti, i caregiver ed i familiari sulle modalità di gestione dell'alimentazione (modalità di preparazione ed arricchimento degli alimenti, tecniche posturali ottimali, specifici ausili per la somministrazione di alimenti).

Raccomandazione 14.37 b 

  • Nutrizionale
  • Peso corporeo
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • GPP
Vai al volume: 14.5.3 Indicazioni dietetiche al momento della dimissione

Al momento della dimissione è indicato addestrare i familiari sul monitoraggio del peso corporeo e sulla valutazione del giusto apporto nutrizionale.

Raccomandazione 14.38 

  • Caregiver
  • Ictus
  • Malattia
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Grado A
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

L'intervento educativo ed informativo porta risultati positivi migliora la conoscenza della malattia ictus da parte dei pazienti e dei familiari. È indicato realizzare questo tipo di intervento nel tempo con sedute periodiche alle quali dovrebbe partecipare, oltre ai pazienti ed ai caregiver, il team interdisciplinare.

Raccomandazione 14.39 

  • Raccomandazione
  • Reinserimento
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

È indicato creare opportunità di incontro e programmarne modalità e tempi sin dall'inizio della fase acuta e comunque fino al reinserimento sociale, quando possibile, favorendo l'incontro, la discussione e la collaborazione.

Raccomandazione 14.40 

  • Caregiver
  • Educazione
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.3 Informazione sulla prognosi e sui parametri che possono influenzare la cura

È indicato programmare azioni dirette a favorire l'educazione e la partecipazione del caregiver e del paziente alle attività di cura, al fine di migliorare il benessere psichico del soggetto colpito da ictus e facilitare il processo di riabilitazione.

Raccomandazione 14.41 

  • Ictus
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.6.4 Rientro presso il domicilio

È indicato fornire un recapito telefonico, gestito da operatori competenti, destinato ai malati ed ai familiari di pazienti colpiti da ictus, al fine di realizzare interventi programmati e di fornire chiarimenti in caso di necessità.

Raccomandazione 14.25 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

È indicato includere il tema della sessualità nel programma riabilitativo post-ictus e collocarlo all’interno di una discussione con il partner nel momento in cui il paziente rientra in comunità.

Raccomandazione 14.24 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado C
Vai al volume: 14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

E’ indicato inserire le attività di svago per favorire il recupero dopo ictus

Raccomandazione 14.23 

  • Costi
  • Raccomandazione
  • Scuole
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado C
Vai al volume: 14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

È indicato  porre la valutazione della attitudine al ritorno alla guida nel programma riabilitativo. Devono tuttavia essere considerate le difficoltà della piena attuazione del programma (mancanza di scuole di guida specifiche) nella realtà italiana e i costi elevati.

Raccomandazione 14.26 

  • Anziano
  • Ictus
  • Partecipazione
  • Raccomandazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.4.2 Le problematiche del paziente anziano ed il suo percorso riabilitativo

È indicato che il team dedicato all'assistenza territoriale controlli periodicamente (ogni sei mesi) il mantenimento delle attività e la partecipazione sociale del soggetto anziano colpito da ictus.

Raccomandazione 14.22 

  • Evidenze
  • Ictus
  • Progetto riabilitativo
  • Raccomandazione
  • Riabilitazione
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • 6a-2010
  • 14 Prognosi ed organizzazione dell'assistenza post-acuzie
  • Grado D
Vai al volume: 14.1 Obiettivi dell'assistenza a fini riabilitativi e della continuità assistenziale

E’ indicato includere il tema del ritorno a lavoro nel progetto riabilitativo post-ictus; esso deve essere discusso esplicitamente con il team di riabilitazione, con il paziente, i suoi familiari e il datore di lavoro. Mancano tuttavia evidenze sulle strategie specifiche di approccio al problema.

Raccomandazione 13.28 

  • Chirurgia
  • Doppler
  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • Grado D
Vai al volume: 13.6.4.2 Follow-up ottimale

Dopo chirurgia della carotide è indicato un controllo post procedurale con ecocolorDoppler dei tronchi sovraortici prima della dimissione e al follow up entro i primi 3 mesi dall'intervento, quindi a 6 mesi, a 1 anno e successivamente con cadenza annuale, mentre

  • Read more

Raccomandazione 13.27 

  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 13 Terapia chirurgica
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 13.6.4.1 La restenosi

La correzione chirurgica della restenosi o della recidiva di restenosi è indicata quando questa è di grado elevato e responsabile di una sintomatologia neurologica chiaramente correlata.

Raccomandazione 13.25 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 13 Terapia chirurgica
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 13.6.2 Controllo post-procedurale

Il controllo post-procedurale di qualità di risultato, che può portare all'identificazione e all'eventuale riparazione di difetti in corso di procedura chirurgica carotidea, è indicato in quanto si associa a significativa riduzione delle complicanze maggiori peri-operatorie e post operatorie, compresa la restenosi e l'ictus a distanza.

Raccomandazione 13.24 

  • Asintomatica
  • Ictus
  • Incidenza
  • Morte
  • Raccomandazione
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • GPP
Vai al volume: 13.6.1 Complicanze perioperatorie

È indicato   che ogni centro valuti e renda nota la propria incidenza (dopo endoarterectomia e dopo stenting carotideo) di complicanze gravi (morte, ictus, infarto miocardico) perioperatorie, che possono condizionare l'indicazione all'intervento, specie nella stenosi carotidea asintomatica.

Raccomandazione 13.21 

  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 13 Terapia chirurgica
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 13.5.4 Stenting carotideo

Lo stenting carotideo non è indicato in presenza di sospetto materiale trombotico o tromboembolico endoluminale carotideo o in presenza di anatomia dei tronchi sovraortici particolarmente sfavorevole.

Raccomandazione 13.19 

  • Angina instabile
  • Chirurgia
  • Collo
  • Disfunzione ventricolare
  • Disfunzione ventricolare sinistra
  • Infarto miocardico
  • Paralisi
  • Raccomandazione
  • Radioterapia
  • Scompenso cardiaco
  • Stenosi
  • Terapia chirurgica
  • Tracheostomia
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • Grado B
Vai al volume: 13.5.4 Stenting carotideo

Lo stenting carotideo, con adeguati livelli di qualità procedurale e adeguata protezione cerebrale se non controindicata nel singolo caso,  a parità di rischio di complicanze gravi perioperatorie, è da preferire all'endoart

  • Read more

Raccomandazione 13.18 

  • Asintomatica
  • Casistica
  • Evidenze
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Sperimentazioni cliniche
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume: 13.5.4 Stenting carotideo

Le evidenze hanno finora dimostrato solo in centri esperti di eccellenza una certa equivalenza o non inferiorità dello stenting carotideo rispetto all’endoarteriectomia e ulteriori evidenze sono necessarie per cui non è indicato un cambio di tendenza dall’endoarteriectomia verso lo stenting nella correzione chirurgica di scelta della stenosi carotidea.

  • Read more

Raccomandazione 13.15 

  • Anestesia
  • Anestesia generale
  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Potenziali evocati
  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
  • 6a-2010
Vai al volume: 13.5.1 Tipo di anestesia

Per l’endoarteriectomia carotidea è indicato un monitoraggio cerebrale intraoperatorio di affidabilità controllata mediante EEG o Potenziali Evocati Somatosensoriali in caso di anestesia generale oppure mediante anestesia locoregionale.

  • Read more

Raccomandazione 13.11 

  • Endoarteriectomia Carotidea
  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • 13 Terapia chirurgica
  • Grado C
Vai al volume: 13.4.2 Diagnostica cerebrale pre-operatoria

In caso di ictus maggiore disabilitante non è indicata la terapia chirurgica carotidea.

Raccomandazione 13.8 

  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Sintomatica
  • Terapia chirurgica
  • 13 Terapia chirurgica
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 13.4.1 Indagine cardiologica e inquadramento sistemico

Nei pazienti candidati alla rivascolarizzazione carotidea e coronarica è indicato dare la precedenza al distretto più compromesso clinicamente.

Raccomandazione 13.6 

  • Asintomatica
  • Ictus
  • Morte
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume: 13.3 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea asintomatica

L’intervento di endoarteriectomia in caso di stenosi carotidea asintomatica uguale o maggiore al 60% (equivalente a metodo NASCET) è indicato solo se il rischio perioperatorio (entro 1 mese dall’intervento) di complicanze (morte e ogni tipo di ictus) è particolarmente basso e ben inferiore a 3%.  In tali termini l’intervento, comportando comunque un beneficio modesto (riduzione di rischio assoluto di ictus 1% per anno) rispetto alla miglior tera

  • Read more

Raccomandazione 13.4 

  • Ictus
  • Raccomandazione
  • Stenosi
  • Stenosi Carotidea
  • Terapia chirurgica
  • 6a-2011
  • Grado A
  • 13 Terapia chirurgica
Vai al volume: 13.2 Indicazioni chirurgiche - Stenosi carotidea sintomatica

In caso di stenosi carotidea superiore al 50% (equivalente a metodo NASCET) e di TIA o ictus minore è indicata l’endoarteriectomia precoce, cioè entro le prime due settimane dall’evento ischemico minore. E’ presumibile che l’endoarteriectomia offra il massimo beneficio se eseguita nei primi giorni dal sintomo, probabilmente entro 48 ore dal sintomo, e in ogni caso alla stabilizzazione dell’evento ischemico cerebrale.

Raccomandazione 12.4 a 

  • Dipiridamolo
  • Ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Raccomandazione
  • 12 Prevenzione secondaria: Terapia farmacologica a lungo termine
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 12.3.1 Aspirina più dipiridamolo

L'associazione ASA 50 mg/die più dipiridamolo a lento rilascio 400 mg/die è più efficace (NNT=100) di ASA da sola  ma somministrata a dosi inferiori ai 75 mg/die, quindi è indicata nei TIA e nell'ictus ischemico non cardioembolico

Raccomandazione 11.21a 

  • 11 Ictus acuto: Monitoraggio e complicanze nella fase di stato
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Iperglicemia
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • 6a-2010
  • Grado D
Vai al volume: 11.6 Glicemia

In pazienti con ictus acuto in coma e/o con danno neurologico severo, è indicato correggere la glicemia quando >180 mg/dl, con target di glicemia fra 140 e 180 mg/dl, utilizzando insulina ev.
In tutti gli altri pazienti con ictus acuto, è indicato correggere la glicemia quando >140-180 mg/dl, con target di glicemia pre-prandiale di 140 mg/dl, utilizzando insulina sc.

 

Raccomandazione 10.16 b 

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Calze elastiche a compressione graduata
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Trombosi
  • Trombosi venosa
  • Trombosi Venosa Profonda
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 10.1.3.1 Trombosi venose profonde ed embolia polmonare

L’ uso di calze elastiche a compressione graduata non è indicato per la profilassi della Trombosi Venosa Profonda (TVP) in pazienti con ictus.

Raccomandazione 10.2b  

  • 10 Ictus acuto: Fase di ospedalizzazione (Terapia)
  • Ictus
  • Ictus acuto
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Grado A
  • 6a-2010
Vai al volume: 10.1.1.1.2 Trombolisi con rt-PA

Il trattamento con r-TPA e.v. (0,9 mg/kg, dose massima 90 mg, il 10% della dose in bolo, il rimanente in infusione di 60 minuti) è indicato fra le 3 e le 4.5 ore dall’esordio di un ictus ischemico nei casi eleggibili secondo quanto riportato nei criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti nel trial ECASS III, anche se il trattamento fra le 3 e le 4.5 ore per ora non è previsto nella licenza Europea.
 

Raccomandazione 7.7 e 

  • 7 Prevenzione primaria
  • Anticoagulanti
  • Fattori di rischio
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Fibrillazione Atriale
  • Fibrillazione Atriale Non Valvolare
  • Pazienti
  • Raccomandazione
  • Rischio
  • 6a-2011
  • Grado A
Vai al volume: 7.2.2.3 Fibrillazione atriale non valvolare

 

Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare a basso rischio di ictus è indicato scegliere tra la terapia antiaggregante orale con ASA (325 mg/die) o nessuna terapia sulla base del possibile rischio emorragico e della compliance del paziente. 

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • next ›
  • last »
  • Basi epidemiologiche ed inquadramento diagnostico
  • Bioetica e tutela del cittadino
  • Complicanze psico cognitive dell'ictus
  • Economia e impegno delle risorse
  • Fattori di rischio e prevenzione primaria
  • Ictus acuto
  • Ictus pediatrico giovanile e da cause rare
  • Nutrizione e ictus
  • Prevenzione secondaria
  • Processi gestionali basati sull'evidenza
  • Ruolo della ricerca nella prevenzione
  • Struttura e metodologia
  • Terapia chirurgica
  • Trattamento riabilitativo e continuita' dell'assistenza
  • Analisi e Confronto con Altre Linee Guida
torna a: inizio pagina contenuto menu di navigazione
Stai per entrare in un'area riservata ai medici
SPREAD REGULAR MEMBERSHIP
con accesso alla consultazione della bibliografia nei dettagli.

Se sei già registrato come
SPREAD REGULAR MEMBER
inserisci indirizzo email e password per accedere
Se ancora non hai effettuato la registrazione

REGISTRATI e compila il modulo