Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nel VCI è indicato esplorare anche le funzioni esecutive.
Pierrel Research Italy
Via Alberto Falck, 15
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel: +39 02 24134.260
Fax: +39 02 24862994
e-mail: info@spread.it
Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nel VCI è indicato esplorare anche le funzioni esecutive.
Esistono ad oggi limitate evidenze a supporto dell'efficacia della terapia non farmacologica, inclusi riabilitazione cognitiva e agopuntura, nel trattamento della VCI per cui non è quindi possibile fornire raccomandazioni formali.
Nei soggetti a rischio di VCI non è dimostrata l’efficacia del trattamento dell'infiammazione o della terapia antiaggregante nel ridurre la probabilità di comparsa di un deterioramento cognitivo.
Vi sono ragionevoli evidenze che ridurre i valori di pressione arteriosa nei soggetti di mezza età e nei giovani-anziani può essere utile nel prevenire lo sviluppo di demenza in età avanzata. L'utilità di ridurre la PA in soggetti di età >80 anni di età non è ben stabilita.
La batteria dei test neuropsicologici deve valutare almeno domini cognitivi:
Sono fattori di rischio non modificabili:
1.Età
2.Fattori genetici
Il trattamento con antipsicotici si è dimostrato efficace nel ridurre intensità e durata del delirio su piccole casistiche di pazienti, ricoverati per patologie varie, e non specificamente per stroke. L’efficacacia e la sicurezza dell’aloperidolo a basse dosi (< mg die) si è dimostrata paragonabile a quella degli antipsicotici atipici. A dosi > di mg die l’aloperidolo ha dimostrato maggiori effetti collaterali, in particolare di tipo extrapiramidale
Il delirio é una complicanza frequente dello stroke grave negli anziani e ne peggiora la prognosi. E’ più frequente in presenza di un deficit cognitivo, patologia psichiatrica, abuso di alcol, copatologie.
In pazienti con stroke la riduzione dei valori di pressione è efficace nel ridurre il rischio di VaD.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento dell'ipertensione arteriosa.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato il trattamento di:
1. ipercolesterolemia
2. iperglicemia
Nei soggetti a rischio di VCI è indicata la sospensione del fumo.
Nei soggetti a rischio di VCI è indicato:
1. l’adozione di una dieta di tipo mediterraneo
2. lo svolgimento di una attività fisica regolare
3. una assunzione solo moderata di alcol
4. un adeguato controllo del peso corporeo
Nei soggetti a rischio di VCI La supplementazione con vitamine non è indicata in quanto non si è dimostrata in grado di migliorare le funzioni cognitive, anche se i livelli di omocisteina ne sono positivamente influenzati.
Nei soggetti a rischio di VCI l'uso di antiossidanti e vitamina B non è indicato, in quanto non di beneficio in base alle attuali evidenze.
In pazienti con deterioramento cognitivo progressivo è indicato utilizzare sequenze di risonanza magnetica gradient-echo T2 pesate per identificare lesioni emorragiche multiple strettamente lobari caratteristiche per una probabile CAA.
Se il test genetico non è disponibile o documenta una mutazione del gene NOTCH di non chiaro significato clinico, la biopsia della cute o del muscolo per la ricerca di depositi granulari osmiofilici (GOM) è indicata in alternativa o quale procedura complementare.
La ricerca di mutazione del gene NOTCH è anche indicato nei casi sporadici se in presenza di dati clinici e neuroradiologici suggestivi per CADASIL, in particolare in assenza di significativi fattori di rischio cardiovascolare.
E' indicato effettuare la ricerca della mutazione del gene NOTCH3 in pazienti con:
1. deterioramento cognitivo progressivo
2. neuroimmagini suggestive per patologia severa dei piccoli vasi cerebrali
3. anamnesi familiare suggestiva per un'ereditarietà autosomica dominante
Nel sospetto di CAA è ragionevole il trattamento dei fattori di rischio.
È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.
E’ indicato l’uso di tecniche di prevenzione del delirio da ospedalizzazione che utilizzano la mobilizzazione, tecniche di riorientamento, coinvolgimento in attività, mantenimento ritmo sonno-veglia, idratazione.
Nella CAA fattori di rischio vascolare quali ipertensione diabete e fumo possono favorire un'evoluzione negativa della patologia e rappresentano possibili target di trattamento preventivo.
La CAA è una patologia ereditaria relativamente comune, essendo presente in circa il 10-30% di autopsie su cervelli non selezionati e dall'80% al 100% dei casi con malattia di Alzheimer.
Nella CADASIL la presenza di fattori di rischio vascolare quali ipertensione arteriosa, elevati livelli di emoglobina A1c e il fumo possono favorire un peggioramento clinico e neuroradiologico
La CADASIL è definita da:
1.presenza di manifestazioni cliniche quali: emicrania con aura, disturbi dell'umore, stroke ricorrenti o deterioramento cognitivo
2.presenza alle neuro immagini di: estesa WMLs, infarti lacunari, microsanguinamenti e atrofia cerebrale
3.presenza, nella quasi totalità dei casi, di mutazione del gene NOTCH3
Gli elementi chiave per definire il sottotipo di VCI sono:
1.Test neuropsicologici
2.Anamnesi ed esame neurologico
3.Neuroimmagini
I criteri diagnostici per definire i sottotipi di VCI non sono applicabili in:
1.soggetti con abuso/dipendenza da alcol o sostanze in atto, devono essere liberi da almeno 3 mesi
2.soggetti con delirium
Il termine VCI comprende tutte le forme di deterioramento cognitivo di origine vascolare dal MCI alla VaD. In particolare il VCI può essere classificato in:
1.Demenza vascolare (VaD)
2.Probabile VaD
3.Possibile VaD
4.MCI vascolare (VaMCI)
5.Probabile VaMCI
6.Possibile VaMCI
7.VaMCI instabile
I criteri diagnostici sono riportati in tabella
ll rischio di demenza dopo uno stroke è circa il doppio rispetto a soggetti di pari età e sesso, avendo luogo in circa il 10% dei pazienti, in funzione di sede, volume, severità clinica e comparsa di complicanze post-stroke precoci (crisi epilettiche, delirium, ipossia, ipotensione). Nei pazienti con recidiva di stroke il rischio di demenza sale al 30% a prescindere dal numero e dalla severità dei fattori di rischio vascolare
Interventi di prevenzione delle patologie vascolari croniche potrebbero essere utili nel ridurre le dimensioni epidemiologiche del VCI e quindi della VaD.
Con il termine di VCI si definisce una sindrome caratterizzata da:
evidenza clinica o subclinica di danno vascolare cerebrale
deficit cognitivo interessante al meno 1 dominio, di cui la forma più severa è la demenza vascolare (VaD).
Ad oggi non vi sono criteri neuropatologici in grado di confermare la diagnosi clinica di VCI
Il termine "Vascular Cognitive Impairment (VCI)" è usato per definire tutto lo spettro dei disordini cognitivi associati alla patologia cerebrovascolare, dalla franca demenza (VaD) al deficit cognitivo lieve (VaMCI).
Esistono ad oggi limitate evidenze a supporto dell'efficacia della terapia non farmacologica nel trattamento della VCI. Non è possibile quindi fornire raccomandazioni formali. Ulteriori studi con disegno rigoroso sono necessari per verificare l'effetto dei trattamenti non farmacologici inclusi riabilitazione cognitiva e agopuntura.
Sono fattori di rischio modificabili per VCI:
1.Stile di vita
Dieta
Attività fisica
Consumo di alcolici
Peso corporeo
Fumo
2.Co-morbidità
Nella diagnosi di demenza vascolare le tecniche di neuroimmagine possono risultare di particolare aiuto in quanto consentono di:
Non esistono dati che possano, in presenza di lesioni come infarti territoriali corticali, sottocorticali o di confine, infarti lacunari strategici, alterazioni estese della sostanza bianca, fare sicuramente attribuire il processo dementigeno alla/e alterazione/i individuata/e dalle comuni tecniche di indagine neuroradiologiche.
Fenomeni di tipo neurodegenerativo potrebbero essere concomitanti e non individuabili dalle tecniche di neuroimmagine.
Gli interventi terapeutici nel campo del VCI possono essere distinti in:
I dati tratti dagli studi clinici su farmaci suggeriscono che:
La Montreal Cognitive Assessment (MOCA) ed il Mental Acute Performance in Stroke (MAPS) possono essere utilizzati in fase acuta in quanto forniscono un primo screening neuropsicologico selettivo e nel contempo un indice del funzionamento cognitivo globale.
Recentemente è stata validata la Post-Stroke Depression Rating Scale (PDSR), specifica scala per la valutazione della depressione post-ictus.
L'endoarteriectomia carotidea o il by-pass arterioso extra-intra-cranico non sono indicati per il trattamento dei disturbi cognitivi della demenza vascolare.
È indicato che l’uso di anticoagulanti orali in soggetti con lesioni estese della sostanza bianca venga attentamente valutato in termini di rischio-beneficio; il valore target di INR dovrebbe essere comunque mantenuto ai suoi limiti inferiori (1,8-2,5).
Attualmente non vi sono dati comparativi che indichino che una classe farmacologica antipertensiva sia più attiva delle altre nel prevenire la demenza.
L'assenza di lesioni cerebrovascolari alla TC o RM è evidenza significativa contro una possibile diagnosi di demenza vascolare.
Per la diagnosi di demenza vascolare è sempre indicato il ricorso ad una valutazione neuroradiologica con risonanza magnetica (sequenze standard, T1, T2 FLAIR o, qualora questa non sia effettuabile, almeno con TC encefalo. Di norma l'uso di mezzo di contrasto non appare necessario per nessuna delle due tecniche.
Esami sierici sono indicati nella demenza vascolare al fine di precisare il profilo dei fattori di rischio vascolare.
Non vi è indicazione a SPECT o PET, ad esami elettrofisiologici o all'esame del liquido cerebrospinale nella diagnosi di demenza vascolare, se non limitatamente a scopi scientifici o per la stratificazione dei soggetti nel contesto di studi clinici.
Il Doppler transcranico è indicato solo come test diagnostico complementare.
L'eco-Doppler dei tronchi sopraaortici è indicato per studiare i fattori di rischio ed eziologici della demenza vascolare.
La valutazione neuropsicologica più approfondita è comunque indicata se l'osservazione clinica suggerisce la presenza di più deficit cognitivi. Tuttavia la possibilità di effettuare l’approfondimento dipende dal grado di collaborazione del paziente.
La somministrazione almeno del Mini Mental State Examination (MMSE) è indicata perché fornisce un indice di funzionamento cognitivo globale.
È indicato che l’inquadramento neuropsicologico in fase acuta sia eseguito con test di rapida ed agevole somministrazione (possibile anche al letto del malato). Caratteristiche delle prove cognitive devono essere la taratura o controllo e la specificità.
In presenza di ictus cerebrovascolare è indicata l'esecuzione degli esami di screening neuropsicologico standard.
I pazienti con VCI senza demenza, dopo 5 anni mostrano una evidente progressione verso il deterioramento cognitivo conclamato in oltre il 45% dei casi, a dimostrazione del fatto che la identificazione precoce della loro condizione potrebbe facilitare una terapia preventiva della demenza stessa.
Il concetto di deterioramento cognitivo vascolare (VCI: Vascular Cognitive Impairment) è stato introdotto per definire i casi con deficit cognitivi che si ritengano espressione di danno vascolare pur non raggiungendo i criteri clinici necessari per la diagnosi di demenza vascolare.
Il termine di demenza mista indica i casi che presentano una sovrapposizione dei criteri per la demenza vascolare e di quelli per la malattia di Alzheimer. Secondo i criteri NINDS-AIREN, il termine di demenza mista dovrebbe essere sostituito da quello di malattia di Alzheimer con cerebrovasculopatia, indicando con questo termine i casi di malattia di Alzheimer possibile con evidenza clinica e strumentale di cerebrovasculopatia.
Lo Hachinski Ischemic Score non è indicato come strumento unico per la diagnosi di demenza vascolare.
Allo Hachinski Ischemic Score, le caratteristiche distintive della demenza vascolare sono l'andamento fluttuante, la progressione "a gradini", una storia di ipertensione e di ictus, e la presenza di segni neurologici focali.
I criteri Alzheimer's Disease Diagnostic and Treatment Centers (ADDTC) insieme allo Hachinski Ischemic Score (HIS) risultano essere i più sensibili per la diagnosi di demenza vascolare. I criteri National Institute of Neurological Disorders and Stroke - Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en Neurosciences (NINDS-AIREN), associati allo Hachinski Ischemic Score (HIS), i più specifici.
I criteri per la diagnosi di demenza vascolare non sono intercambiabili: la frequenza più elevata di diagnosi di demenza vascolare è raggiunta adoperando i criteri DSM-IV-TR, che risultano essere i più inclusivi; la frequenza più bassa si ottiene adoperando i criteri National Institute of Neurological Disorders and Stroke - Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en Neurosciences (NINDS-AIREN), i più restrittivi.
Nel sospetto di CADASIL è indicato il trattamento dei fattori di rischio vascolare.
La biopsia di cute con indagine morfologica ultrastrutturale è indicata nei pazienti sintomatici per sospetto CADASIL (specificità 100%, sensibilità inferiore al 50%) laddove il test genetico non sia effettuabile.
Frequenze di mutazioni diverse a carico dei vari esoni del CADASIL sono state riportate in varie regioni italiane; nel nostro Paese sembrano particolarmente frequenti quelle a carico degli esoni 11, 3, 4, 8, 6, 19. In tutti gli altri Paesi le mutazioni prevalenti sono a carico degli esoni 4, 3 e 11, con frequenze diverse.
La ricerca di una mutazione del gene NOTCH 3 è indicata per la diagnosi di CADASIL.
La demenza vascolare sottocorticale è definita da:
1. presenza di una sindrome cognitiva, caratterizzata da sindrome disesecutiva e deficit della memoria
2.presenza di malattia cerebrovascolare evidente alle neuro immagini
3. presenza di segni neurologici di patologia cerebrovascolare pregressa (inclusi i disturbi della marcia)
La demenza vascolare comprende i quadri:
I criteri diagnostici per definire una sindrome cognitiva associata con una patologia vascolare devono essere basati sui due fattori seguenti:
1.dimostrazione della presenza di un disturbo cognitivo ai test neuropsicologici.
2.storia clinica di stroke o presenza di patologia cerebrovascolare alle neuro immagini, tale da suggerire una correlazione tra disturbo cognitivo e patologia vascolare
Sono fattori neuro-radiologici predittivi per la demenza vascolare:
Sono fattori di rischio modificabili per VCI:
La demenza vascolare è un fattore prognostico fortemente sfavorevole, presentando un aumento del tasso di mortalità sia rispetto alla popolazione generale sia in confronto a soggetti affetti da demenza degenerativa.
I dati di incidenza fanno ritenere che in Italia circa 40·000 nuovi soggetti si ammalino di demenza vascolare ogni anno. L'incidenza corretta per età è pari al 14.6 per 1000 persone anno.
I dati sulla prevalenza fanno ritenere che esistano, attualmente, in Italia, circa 150·000 soggetti affetti da demenza di origine vascolare. La prevalenza della demenza vascolare raddoppia ogni 5.3 anni.
La demenza vascolare rappresenta la seconda più frequente forma di decadimento cognitivo cronico. Circa il 20%-25% dei casi di demenza è dovuto alle malattie cerebrovascolari.
La malattia cerebrovascolare comporta un aumento del rischio di decadimento cognitivo.
Un disturbo ansioso può aggravare il decorso della depressione e peggiorare lo stato funzionale.
Un trattamento antidepressivo può influenzare positivamente il recupero funzionale, ma non annullare l’impatto sfavorevole della depressione post-ictus sullo stesso. I pazienti con depressione post-ictus non trattati con antidepressivi presentano una prognosi riabilitativa peggiore rispetto a quelli trattati.
Recenti evidenze (Studio FLAME) suggeriscono che un trattamento antidepressivo in “addon” con fluoxetina possa potenziare il recupero motorio.