Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea e la scelta tra endoarteriectomia e stenting non sono nette è particolarmente indicato:
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Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea e la scelta tra endoarteriectomia e stenting non sono nette è particolarmente indicato:
Nei pazienti con recidiva di ictus o TIA associato a FOP, in presenza di trattamento con ASA o con TAO, dopo una rivalutazione multidisciplinare del caso e in accordo con il paziente è indicata la chiusura del PFO.
È indicato un programma a lungo termine di realizzazione autonoma delle attività quotidiane, al fine di limitare il deterioramento del livello di autonomia raggiunto con la riabilitazione intensiva od estensiva.
Nell'iter riabilitativo del paziente anziano sono indicati la valutazione ed il trattamento delle comorbosità, anche non cardiovascolari.
Nel paziente in età avanzata è indicata l'adozione di protocolli riabilitativi flessibili e, se necessario, di durata maggiore rispetto a quelli utilizzati nei soggetti più giovani.
La riduzione graduale e costante nel tempo del peso corporeo è indicata per tutti i soggetti sovrappeso od obesi post-ictus; è indicato raggiungere valori di indice di massa corporea <25 kg/m2 e di circonferenza vita <88 cm nelle donne e <102 cm negli uomini o perlomeno ottenere un decremento ponderale pari al 10%-15% del peso corporeo iniziale.
È indicato che gli operatori del servizio di ristorazione ospedaliera siano in grado di preparare cibi di consistenza modificata.
È indicato informare i pazienti, i caregiver ed i familiari sulle modalità di gestione dell'alimentazione (modalità di preparazione ed arricchimento degli alimenti, tecniche posturali ottimali, specifici ausili per la somministrazione di alimenti).
Al momento della dimissione è indicato addestrare i familiari sul monitoraggio del peso corporeo e sulla valutazione del giusto apporto nutrizionale.
È indicato che ogni centro valuti e renda nota la propria incidenza (dopo endoarterectomia e dopo stenting carotideo) di complicanze gravi (morte, ictus, infarto miocardico) perioperatorie, che possono condizionare l'indicazione all'intervento, specie nella stenosi carotidea asintomatica.
In bambini con ictus ischemico acuto, è indicato prendere in considerazione la terapia con eparina in presenza di cardiopatie emboligene ad elevato rischio di riembolizzazione precoce, dopo aver discusso il caso con il cardiologo.
In bambini con ictus ischemico acuto, è indicato prendere in considerazione la terapia con eparina in presenza di ictus ischemico da dissecazione delle arterie extracraniche;
È indicato evitare l'infusione di eccessive quantità di liquidi.
È indicato evitare la somministrazione di sedativi se non strettamente necessario;
È indicato introdurre nella cartella clinica una valutazione dello stato nutrizionale, che dovrebbe seguire il paziente durante le diverse fasi della degenza, in quanto le esigenze nutrizionali mutano nel tempo.
Taluni parametri mutuati dalla cartella nutrizionale dovrebbero essere inseriti tra le variabili utilizzate negli studi di prognosi.
Se si ipotizza una sublussazione della spalla, dopo la fase acuta dell’ictus, è indicato eseguire uno studio radiologico.
Nella fase precoce post-ictale è indicato attuare il corretto posizionamento della spalla, impiegando supporti morbidi ed astenendosi da manovre di trazione della spalla plegica.
Benché non esistano evidenze a supporto dell'efficacia di un approccio riabilitativo atto a migliorare i deficit attentivi e mnesici, considerato il grave impatto funzionale del deterioramento cognitivo, nei pazienti con ictus è indicato il ricorso ad approcci basati sullo sfruttamento delle abilità residue e sull'adeguato addestramento del caregiver.
Nella fase post ospedaliera è indicato attivare tutte le risorse territoriali mirate a potenziare il recupero e facilitare il reinserimento nell'ambiente sociale, tenendo conto delle indicazioni formulate dal team che ha gestito la fase post-acuta.
Prima del rientro a domicilio del soggetto colpito da ictus, è indicato realizzare gli adattamenti ambientali consigliati.
È indicato che le unità assistenziali attivino protocolli predefiniti per gestire le condizioni di incontinenza o ritenzione urinaria e fecale. La valutazione del paziente incontinente è un'attività di nursing che inizia, con le relative misure assistenziali, fin dal momento del ricovero.
L'impiego di tecniche di agopuntura e stimolazione elettrica transcutanea, da sole o in associazione al trattamento fisioterapico, per il trattamento di sindromi dolorose, con la sola eccezione delle sindromi dolorose della spalla, è indicato solo nell'ambito di studi clinici controllati.
In presenza di disartria, sono indicate una valutazione foniatrica e logopedica finalizzate alla definizione diagnostica ed alla identificazione di obiettivi e strategie di trattamento.
Prima di eseguire un bilancio cognitivo e realizzare un programma di riabilitazione neuropsicologica è indicato assicurarsi la motivazione e la costante collaborazione del paziente, istruire adeguatamente i familiari e garantirsi un'efficiente collaborazione da parte di tutto il team riabilitativo.
In presenza di disturbi dell'attenzione evidenti nella fase acuta dell'ictus sono indicate strategie di potenziamento delle prestazioni attentive.
Nella presa in carico logopedica è indicato assicurarsi la motivazione e la costante collaborazione del paziente e dei familiari.
L'endoarteriectomia carotidea o il by-pass arterioso extra-intra-cranico non sono indicati per il trattamento dei disturbi cognitivi della demenza vascolare.
È indicato che l’uso di anticoagulanti orali in soggetti con lesioni estese della sostanza bianca venga attentamente valutato in termini di rischio-beneficio; il valore target di INR dovrebbe essere comunque mantenuto ai suoi limiti inferiori (1,8-2,5).
È indicato che i servizi dedicati alle malattie cerebrovascolari considerino le diverse esigenze assistenziali dei soggetti colpiti da ictus in rapporto alle differenti fasce d'età.
Esami sierici sono indicati nella demenza vascolare al fine di precisare il profilo dei fattori di rischio vascolare.
Non vi è indicazione a SPECT o PET, ad esami elettrofisiologici o all'esame del liquido cerebrospinale nella diagnosi di demenza vascolare, se non limitatamente a scopi scientifici o per la stratificazione dei soggetti nel contesto di studi clinici.
Il Doppler transcranico è indicato solo come test diagnostico complementare.
L'eco-Doppler dei tronchi sopraaortici è indicato per studiare i fattori di rischio ed eziologici della demenza vascolare.
La valutazione neuropsicologica più approfondita è comunque indicata se l'osservazione clinica suggerisce la presenza di più deficit cognitivi. Tuttavia la possibilità di effettuare l’approfondimento dipende dal grado di collaborazione del paziente.
Per migliorare qualità, efficienza ed appropriatezza dell'intervento riabilitativo è indicata l'adozione, da parte del servizio, di un sistema di verifica e revisione della qualità (VRQ) e, se possibile, di procedure che portino alla certificazione ISO o comunque all’accreditamento.
La somministrazione almeno del Mini Mental State Examination (MMSE) è indicata perché fornisce un indice di funzionamento cognitivo globale.
È indicato che l’inquadramento neuropsicologico in fase acuta sia eseguito con test di rapida ed agevole somministrazione (possibile anche al letto del malato). Caratteristiche delle prove cognitive devono essere la taratura o controllo e la specificità.
È indicato vagliare la disponibilità delle risorse da distribuire per la durata del periodo da dedicare al recupero funzionale, prima di proporre il programma riabilitativo, onde accertarne la fattibilità.
Lo Hachinski Ischemic Score non è indicato come strumento unico per la diagnosi di demenza vascolare.
Nella pianificazione dell'intervento riabilitativo è indicato definire le priorità del piano di trattamento in ragione della gerarchia funzionale del recupero dell'autonomia e delle esigenze assistenziali.
Per la valutazione del decadimento cognitivo di natura vascolare è indicato l’approccio basato sui criteri del NINDS-AIREN.
È indicato ricercare la possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il carico sul caregiver ed i costi della malattia.
Prima della dimissione dalla struttura ospedaliera è indicato assicurarsi che:
È indicato che i servizi ospedalieri che ricoverano i soggetti colpiti da ictus adottino protocolli e linee guida locali di dimissione che prevedano di allertare precocemente il centro di riabilitazione intensiva o il servizio territoriale di riferimento.
È indicato costituire un'organizzazione efficiente di operatori finalizzata all'assistenza del soggetto che ha subito un ictus, attraverso la formazione di un team interprofessionale con esperienza specifica che condivida i diversi approcci assistenziali.
È indicato limitare l’uso dell’angiografia convenzionale ai casi in cui vi sia il sospetto di una stenosi carotidea ad indicazione chirurgica e discordanza tra ecocolorDoppler dei tronchi sovraortici e angio-RM con mezzo di contrasto/angio-TC oppure quando non sia possibile ricorrere a tali metodiche e non è sufficiente quella con ultrasuoni.
Nei pazienti con patologia concomitante carotidea e coronarica è particolarmente indicato un approccio multidisciplinare (cardiologico, neurologico, chirurgico vascolare/endovascolare, cardiochirurgico, anestesiologico) per la scelta della precedenza del distretto (carotideo o coronarico) da rivascolarizzare e per l’indicazione del tipo di rivascolarizzazione carotidea (endoarteriectomia o stenting).
Per gli adulti con anemia a cellule falciformi che vanno incontro a TIA o ictus, oltre al controllo dei fattori di rischio concomitanti e all’uso di antiaggreganti, è indicato considerare il trattamento trasfusionale con l’obiettivo di ridurre l’emoglobina S ad un valore compreso fra il 30% e il 50%.
Per convenzione derivata dagli studi clinici, una stenosi carotidea si definisce sintomatica se l’ultimo episodio ischemico cerebrale o retinico congruo si è verificato nei 6 mesi precedenti. Sulla base di recenti revisioni degli stessi studi è indicato ridurre tale intervallo a non più di 3 mesi.
È indicato che tutti i bambini con ictus acuto siano trattati con la supervisione di un pediatra esperto di malattie cerebrovascolari.
L’approccio terapeutico e riabilitativo deve avvenire in un ambiente idoneo all’età e al livello di sviluppo del bambino, da parte di un team multidisciplinare che ponga in primo piano i suoi bisogni sanitari, sociali ed emotivi e quelli della famiglia, bisogni che devono essere sistematicamente valutati, anche nella pianificazione del percorso successivo. Quando possibile, è indicato coinvolgere il bambino nei processi decisionali.
In caso di idrocefalo acuto dopo ESA con riduzione del livello di coscienza è indicato il trattamento con derivazione ventricolare, anche se questo aumenta il rischio di risanguinamento e possono verificarsi complicanze infettive.
Un inquadramento neurologico precoce e standardizzato è indicato ai fini di una gestione corretta e qualitativamente avanzata del paziente con ictus o TIA.
In pazienti con TIA a rischio moderato-alto di ictus (ABCD² score ≥4) è indicato il ricovero ospedaliero.
Poiché non tutti i presidi ospedalieri offrono gli stessi standard diagnostici e/o assistenziali è indicato che l'autorità sanitaria locale provveda a fornire chiare istruzioni al personale dei mezzi di soccorso perché il ricovero venga effettuato direttamente nella struttura più idonea, bypassando gli ospedali più vicini se non adeguatamente attrezzati per l'assistenza all'ictus, e sentito il parere dei familiari che dovranno prestare assistenza.
È indicato che il personale dei mezzi di soccorso preavvisi il Pronto Soccorso dell'imminente arrivo di un paziente con sospetto ictus.
È indicato che il personale della Centrale Operativa (118) sia addestrato ad identificare al triage telefonico un sospetto ictus e, in presenza di indicazioni cliniche alla trombolisi, a gestirlo come una emergenza medica trattata come codice rosso.
Per quanto la presenza isolata di placche dell’arco aortico sia da considerare un fattore di rischio, in mancanza di prove di efficacia, al momento attuale non è indicato il trattamento antitrombotico.